Intervista al Governatore Rossi sulla mobilità in Toscana

Tra non molto ci saranno le elezioni regionali: il Governatore di ogni singola regione sarà colui che, nei fatti, avrà l’ultima parola sulla mobilità locale, destinando fondi, scegliendo quali linee tagliare o potenziare, se comprare nuovi convogli e così via.
Per tutti i pendolari, per tutti coloro che credono nella mobilità sostenibilie, per tutti coloro che pensano che un certo tipo di turismo sia possibile, queste sono elezioni importanti, perchè definiranno i prossimi cinque anni di mobilità.
Conoscendo meglio la situazione ferroviaria della Toscana mi sono concentrato su questa regione. Per legge non possono essere divulgati i risultati dei sondaggi elettorali dalle due settimane priecedenti il voto, quindi mi limiterò a dire che i bookmaker danno il Governatore uscente Enrico Rossi, candidato per l’area di centrosinistra per un secondo mandato, non piazzato ma vincente.
La campagna elettorale di Enrico Rossi è molto 2.0: un profilo twitter attivo, uno instagram, un bel sito pieno di infografiche… Non manca nulla.
Le sue proposte sulla mobilità mi sono sembrate interessanti, quindi ho cercato nel bellissimo sito qualcosa per contattare lo staff e porre le mie domande. E mi hanno risposto!
Ammetto che non ci speravo, quindi la soddisfazione è doppia! Comunicazione 2.0: la stai facendo bene.
La pagina del programma elettorale inerente la mobilità è questa. Bella l’infografica, chiara e precisa: cosa è stato fatto e cosa ci sarà da fare.
Avvertenza: le righe sotto vertono solo sulla parte ferroviaria.
Su quanto è stato fatto penso sia necessario il fact checking, cioè verificare se quanto detto è vero. Da quanto ne so ed ho visto io, è tutto vero: i treni nuovi che corrono sulle linee, il ripristino di quelle chiuse, il potenziamento nel numero delle corse giornaliere. Vero anche che in più di un’occasione il Governatore ha testato sulla sua pelle la situazione dei pendolari, prendendo con loro il treno. Una volta perse pure una coincidenza per Roma per un guasto sulla linea…
Do quindi per vero i traguardi raggiunti nel 2010-2015.
Adesso è il momento di guardare al futuro.
Enrico_Rossi• Ci sono delle previsioni per la durata dei lavori di raddoppio della Pistoia – Lucca?
Per raggiungere l’obiettivo di raddoppiare la linea ferroviaria Pistoia­Lucca nella tratta da Montecatini Terme a Lucca il 10 aprile scorso la Regione Toscana ha sottoscritto con Rfi hanno sottoscritto, contestualmente al Protocollo d’intesa per lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie in Toscana, una convenzione che permetterà ai due enti di portare a termine l’iter progettuale e completare un’opera molto attesa. I lavori per il raddoppio della tratta tra Pistoia e Montecatini dovrebbero partire già nel prossimo mese di ottobre, mentre l’inizio delle opere per il raddoppio del tratto Montecatini-­Lucca è previsto nel 2016. Entrambi i cantieri dovrebbero essere chiusi entro il 2019. La Regione si è impegnata a destinare alla realizzazione dell’opera circa 12,5 milioni all’anno per 20 anni, una cifra importante che si sommerà a 223 milioni di risorse statali.

Anche se attualmente è prematuro parlarne, è stata fatta menzione di un possibile raddoppio da Lucca a Viareggio?
Posso aggiungere che sulla linea Pistoia­Lucca sono già in corso interventi propedeutici al raddoppio del tratto Pistoia­Montecatini Terme. Si tratta di lavori del valore di 35 milioni di euro, finanziati dalla Regione, consistenti in opere per la velocizzazione della linea e l’eliminazione dei passaggi a livello, comunque funzionali al miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità complessiva di tutta la Firenze­Pistoia­-Lucca­-Viareggio.

La tratta da raddoppiare tra Empoli e Granaiolo è di 11 km, un tratto modesto: davanti a quali problematiche ci si trova per questa opera pubblica?
Sempre il 10 aprile Rete Ferroviaria Italiana e la Regione hanno fissato (sulla base anche dell’Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione Toscana del 16 giugno 2011 e successivi aggiornamenti) gli interventi ritenuti prioritari, tra i quali c’è anche il raddoppio della linea Empoli-Siena nella tratta Empoli­-Granaiolo. Confido che questi impegni possano fare rapidamente superare ogni difficoltà.

Il nodo fiorentino dell’Alta Velocità è un complesso problema dove si scontrano visioni e desideri delle Ferrovie dello Stato, del Comune di Firenze, della Provincia e dei comitati dei cittadini. Nella pratica cosa può fare il Governatore, oltre a sostenere e mediare il prosieguo del dibattito, tenuto conto che i cantieri sono aperti e fermi da anni e costituiscono un cratere a pochi passi da Santa Maria Novella?
Procedure sbagliate e responsabilità anche gravi che stanno emergendo hanno impedito la realizzazione dell’opera e ora si parla di uno slittamento fino al 2020. Una situazione intollerabile.
Non perdo occasione per ribadirlo, sottolineando soprattutto un punto: che la mancanza del sotto-attraversamento e il “tappo” di Firenze incidono pesantemente sul trasporto regionale. I 180 treni ad Alta velocità interferiscono con il traffico che interessa centinaia di migliaia di pendolari, lavoratori e studenti, causando ritardi, disagi, sofferenze. Per questo dico colpiamo le responsabilità ma completiamo l’opera. Di recente mi hanno chiesto se la Regione può costituirsi parte civile. L’avvocatura regionale valuterà.

Non è utopico parlare di una stazione Medio Etruria per l’Alta Velocità in Toscana? A sud di Firenze l’unica grande città è Arezzo, ma la ferrovia passa a circa 8 km di distanza dalla città, ed in mezzo c’è un bosco ed un colle. Terontola, snodo con la linea per l’Umbria, e quindi punto di connessione importante, è una piccola frazione, ed una stazione della Alta Velocità lì sarebbe una cattedrale nel deserto. Inoltre già la Regione Umbria, che è priva di soste della AV, reclama per sè una propria stazione sulla linea.
Del progetto per la realizzazione della stazione Medioetruria si è parlato di recente ad un tavolo tecnico a cui hanno partecipato gli assessori regionali a infrastrutture e trasporti di Toscana e Umbria. Per la prima volta hanno partecipato anche i rappresentanti ai massimi livelli dei due gestori delle linee dell’Alta velocità: Vincenzo Soprano, amministratore delegato Trenitalia e Emanuele De Santis e Francesco Fiore, dirigenti di Ntv, che hanno espresso interesse per il progetto. Il bacino di interesse della stazione, pari a circa 2 milioni e mezzo di potenziali utenti, avrebbe dimensioni analoghe a quello della stazione Mediopadana che è stata realizzata in Emilia Romagna. Il lavoro continua, sia per valutare le potenzialità del bacino in termini di utenti e di attrattività turistica, sia per individuare la possibile localizzazione.

Si parla di “card al costo di 50 euro” che servirà per i turisti a trasportare le bici: lo si intende come prezzo giornaliero, settimanale, forfettario?
Siamo al lavoro per approfondimenti di dettaglio, anche in relazione ad alcune valutazioni sulle caratteristiche dei flussi turistici. Trattandosi di una misura promozionale cercheremo di stare i più “larghi” possibile.

Linee di interesse turistico: in Italia solitamente si usano tratte dismesse per questo tipo di turismo (il TrenoNatura che corre tra le Crete Senesi, la Transiberiana d’Italia in Abruzzo, il TrenoBlu sul lago d’Iseo in Lombardia). Le tre linee nominate dal Governatore sono in funzione: sono state selezionate in virtù della loro bellezza paesaggistica o anche per altri motivi?
Mi sono limitato ad esempi particolarmente conosciuti e ricchi di attrattiva. Più in generale la mia proposta è che per le linee di interesse turistico possa essere individuato insieme a Trenitalia un operatore turistico che sia partner della Regione per la loro valorizzazione e per attrezzarle ai fini dell’integrazione bici­treno.

In Toscana ci sono una ventina di ferrovie dismesse: alcune sono state riconvertite in strade, ma molte sono state abbandonate. è possibile pensare e favorire una loro riconversione in piste ciclabili (come la Poggibonsi ­ Colle val d’Elsa) o come tracciati di mobilità dolce? In questi ambiti, quanto potere decisionale ha il Governatore?
La Regione (con la sua legge 27/2012) promuove l’utilizzo della bicicletta attraverso interventi infrastrutturali su tutto il territorio regionale. E poi finanzia i progetti che i comuni presentano e possono così realizzare. Nei prossimi 3 anni mi sono impegnato a stanziare 48 milioni di euro, grazie ai fondi europei: 30 milioni a disposizione dei Comuni che investiranno nella mobilità sostenibile realizzando nuove piste ciclabili all’interno di aree urbane, per snellire il traffico e ridurre inquinamento; 18 milioni per terminare i lavori della ciclopista dell’Arno.

3 pensieri su “Intervista al Governatore Rossi sulla mobilità in Toscana

  1. Oltre a fare i complimenti per l’intervista ci tenevo ad un inciso sulla menzionata “Transiberiana d’Italia” al quale mi dedico ormai da circa due anni ininterrottamente, non da solo ovviamente.
    E’ giusto il modus operandi che sottolinea il Governatore, in effetti nel nostro Paese la valenza turistica avviene per declassamento a ramo secco, gesto grave e spesso sconsiderato. In altri Paesi invece il servizio ordinario non esula da quello turistico (magari in treni storici come avviene sulla Transiberiana d’Italia che attraversa Abruzzo e MOLISE) ed ha ovviamente valenza intermodale con trasporto bici e non solo. Ricordo ad esempio che la linea Sulmona-Carpinone ha avuto il suo uso più intenso negli ultimi anni di servizio ordinario durante la Transumanza del bestiame e successivamente per finalità di turismo equestre, va detto però che demandare il servizio ad un vettore terzo non è cosa semplice e noi lo sappiamo bene.
    Ciò può avvenire solo in due casi: se gli Enti cofinanziano il progetto garantendo una fascia di sicurezza economica oppure se si è completamente folli e si decide di noleggiare convogli che trasportano dalle 360 alle 600 persone a totale rischio d’impresa.
    Noi, associazione senza fine di lucro, siamo nel secondo caso.
    Nessun sostegno economico da Enti o Pubbliche Amministrazioni. I costi di gestione sono impressionanti e in pochi capiscono davvero di cosa stiamo parlando, non è facile gestire un servizio di tale portata rischiando la perdita economica continua.
    E’ vero, il Mibact ci ha segnalato per il lavoro svolto includendoci tra le 4 linee storiche d’Italia, cosa impensabile visto che ad ottobre 2013 lottavamo per evitare lo smantellamento. Ad oggi però il Ministero non ha ancora deciso un piano economico a sostegno di queste linee che stanno inventando un nuovo mercato per interi ambiti territoriali. Anche il candidato della Regione Marche Gianmario Spacca intende rivitalizzare le ferrovie con valenza storica, noi siamo felici di questo ma ci chiediamo quanti altri folli possono gettarsi a capofitto in un progetto come questo senza avere in mano garanzie concrete? Noi lo abbiamo fatto perché la Sulmona-Carpinone era l’unica speranza turistica per un Appennino “minore” e in fase di spopolamento ma oggi abbiamo bisogno di privati ed Enti pubblici che ci sostengano per poter consolidare un lavoro immane a costo zero. Inoltre noi volevamo dimostrare l’importanza e l’appeal della linea per poter ripristinare un servizio ordinario nuovo e del tutto sperimentale, una idea insana che cavalcheremo in maniera forte nel 2016,
    Dalle parole ai fatti però è sempre un lungo viaggio spesso mai compiuto per davvero. Ci auguriamo che la gestione affidata ad una sola regione sia meno complicata di ciò che ha colpito noi, tra Abruzzo e Molise impegnati in stupidi localismi che intralciano senza vantaggi per nessuno, tantomeno per i residenti di aree già dimenticate dal welfare quotidiano.

  2. Salve Veronica e Andrea,sono Consuelo, un’antropologa originaria di Padova che vive tra Canada, Svezia (Kiruna) e Norvegia. Vi ho scpoerto attraverso il FB di Lars e volevo chiedervi se foste interessati a pubblicare un piccolo libro fotografico sull;isola su cui sto facendo ricerca ora, Vega in Norvegia. Naturalmente sono pronta a dirvi di piu’ se ne avete voglia .Spero di sentirvi presto e un salutoConsuelo

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