In treno nelle Marche? Qualcosa si muove

Parlando di viaggi, di spostamenti, di mobilità, quando si citano le Marche e l’Adriatico forse per il mio retaggio toscano penso immediatamente alle “Sorelle Materassi”, che avevano una sorella “in Ancona“, e la città pareva loro lontanissima, quasi irraggiungibile, e con tutte le caratteristiche di un mondo lontano ed ostile.
Per tutte le altre città si diceva: “a Roma, a Napoli, a Genova, a Milano, a Torino, a Firenze…” per questa invece quell “in”, che pronunziavano preziosamente, e che ritenevano indispensabile più di quanto non fosse, una mezza tirannia, dava l’impressione che una volta là, come da un sacco a sorpresa, una vera e propria trappola, non si potesse più tornare.
Ma soprattutto le spaventava la lunghezza del viaggio che giudicavano cervelloticamente e del qualche conoscevano un particolare agghiacciante: che per andare in Ancona di doveva cambiare a Faenza.

A Faenza si cambia

A Faenza si cambia

Non siamo più ai tempi di Palazzeschi, e all’orizzonte ci sono grandi novità per le Marche, accompagnate da grandi delusioni. Così grandi che non basterà un post, ma svariati, soprattutto perchè andrò a toccare quello che se fosse un film avrebbe per titolo: “Italo, Trenitalia e Marche: lotta all’ultimo AV”.
Il primo passo è stato il potenziamento della stazione di Ancona, nella quale da qualche settimana, in tempo cioè per la stagione estiva, si sarebbero dovuti fermare sia i convogli di Italo che le Frecce Rosse. Non ve ne ho parlato perchè non se ne è fatto nulla.
Nei giorni scorsi a Bari si è tenuto un forum sul trasporto ferroviario organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Erano presenti l’AD del Gruppo FS Italiane Mauro Moretti, i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Gianni Chiodi; Molise, Paolo Di Laura Frattura; Puglia, Nichi Vendola e Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. I due temi principali sono stati la realizzazione dell’alta capacità Bari – Napoli, che consentirà alla Puglia di connettersi con il sistema Alta Velocità, e dall’altro la velocizzazione della linea Adriatica, con un potenziamento tecnologico dell’infrastruttura esistente.
Secondo Moretti è “un’opera fondamentale perché mette in relazione Bari e Napoli in un’ora e 45 minuti, e Bari e Roma in tre ore”. Questa opera fondamentale però non sarà completata prima del 2028.
Senza fretta, insomma.

 [Articolo pubblicato il 01 luglio 2013]

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