In treno. Con un formaggio: “Tre uomini in barca”

Una delle pagine più celebri del romanzo del 1889 Tre uomini in barca (per non dir del cane) di J. K. Jerome (1859-1927) è senz’altro la scena che si svolge in treno. Con un formaggio.

Ricordo che un amico comperò due forme di formaggio a Liverpool. Erano due bellissimi pezzi di cacio tenero e maturo e con un odore della forza di cento cavalli vapore che garantisco si sentiva a tre miglia di distanza e che a duecento metri avrebbe fulminato un uomo. Mi trovavo anch’io a Liverpool e il mio amico mi disse che siccome lui non poteva lasciare la città prima di un paio di giorni, sarei stato molto gentile se glielo avessi portato io a Londra perché altrimenti si sarebbe guastato.
- Naturalmente, con piacere, – risposi io, – con piacere.
Andai a prendere i due formaggi e me li portai in una carrozza. Ma che carrozza! Era uno scatolone sgangherato trascinato da un bucefalo sonnambulo bolso e dinoccolato al quale il suo padrone, in un momento di entusiasmo, durante la conversazione, diede il nome di cavallo. Collocai i formaggi sul mantice della carrozza e partimmo arrancando in una maniera che avrebbe fatto credito al più lento compressore stradale a vapore che sia mai stato costruito, e tutto andò a un ritmo allegro come una campana a morto finché non girammo l’angolo della strada. Arrivati lì il vento portò una zaffata di formaggio al nostro bucefalo il quale ne fu risvegliato e con un nitrito di terrore si buttò alla velocità di tre miglia all’ora. Il vento tirava sempre nella sua direzione e prima che fossimo arrivati alla fine della strada, il destriero correva quasi a quattro miglia all’ora “seminando” per strada gli sciancati e le vecchie grasse. Quando arrivammo alla stazione ci vollero due facchini, oltre al vetturino, per tenere il quadrupede e forse non ci sarebbero riusciti neppure così se qualcuno non avesse avuto la presenza di spirito di mettergli un fazzoletto sul naso e di bruciare del la cartaccia per far fumo. Feci il biglietto e percorsi orgogliosamente la banchina, con i miei formaggi, tra due ali di gente che faceva largo al mio passaggio. Il treno era affollato e dovetti entrare in uno scompartimento o ccupato già da sette persone. Un vecchio bilioso protestò ma io entrai ugualmente e, messi i formaggi sul portabagagli, mi sedetti nel posto vuoto sorridendo affabilmente e dissi che faceva molto caldo. Passò qualche minuto e subito il vecchio cominciò ad agitarsi e a dire:
- Troppa aria di chiuso, qua dentro.
- Opprimente davvero, – disse il viaggiatore seduto vicino a lui.
Cominciarono ad annusare tutti e due e alla terza annusata il profumo riempì i loro polmoni sicché si alzarono senza far motto e se ne uscirono. Si alzò subito anche una robusta donna di cendo quanto fosse indegno che una rispettabile signora sposata avesse da esser maltrattata a quel modo; raccolse il suo sacco da viaggio e otto pacchi e se ne andò. I quattro viaggiatori superstiti rimasero seduti per un certo tempo, fino a che un signore dall’aria solenne che ora stava solo in un angolo e che dall’abito e dall’aspetto generale sembrava appartenere alla corporazione degli impresari di pompe funebri, precisò che quell’odore gli faceva pensare al cadavere di un bambino; gli altri tre cercarono di uscire allo stesso tempo e si scontrarono sulla porta.

Formaggio Bagòss

Il formaggio bresciano Bagòss (no, non so se fosse lui il colpevole)

Questo romanzo umoristico è una delle vette dell’english humor: Personalmente rido sempre fino alle lacrime quando il vecchio zio decide di appendere il quadro in salotto.
Inoltre a me, anni fa, è capitata una storia simile: per un’ora feci il viaggio con una signora di Brescia che teneva su un sedile, sotto il maglione e la giacca, una busta di plastica con dentro del formaggio: nell’esatto momento in cui li scostò… altro che cadavere di bambino! Lo so, sono quelle cose che se non si provano non si riesce a credere vere: fidatevi di me. Dopo forse dieci anni ricordo ancora la signora: il tipo di formagio no, non l’ho chiesto e non voglio neppure scoprirlo!
E se invece voleste sapere che ne fu del formaggio inglese, dopochè la moglie del proprietario delle due forme scappò in albergo con la prole per non passare nemmeno un secondo sotto lo stesso tetto…

Li prese e li gettò nel canale; ma fu obbligato a ripescarli perché gli uomini delle chiatte protestarono. Dissero che quel puzzo li faceva svenire. Ed allora in una notte oscura prese le due forme e
le andò a deporre nella camera mortuaria della parrocchia. Ma il custode li scoprì e sollevò una cagnara spaventosa. Disse che quello era stato un complotto per togliergli il pane dalla bocca risvegliando i cadaveri. Alla fine, il mio amico se ne liberò portandoli in una città di mare ove li seppellì sulla spiaggia. Ciò procurò a quel luogo gran fama. I villeggianti dissero che non s’erano accorti, prima, dell’aria frizzante che c’era; e da allora, per molti anni, gli ammalati di petto vi affluirono in folla.

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