In InterRail verso oriente: il viaggio di Chiara

Un InterRail attraverso tutta l’Europa danubiana e balcanica: attraversare le terre che furono dell’Impero asburgico e poi via, seguendo quasi il Danubio, puntare verso oriente e finire la corsa a Costantinopoli. Cioè, a Istanbul.
Penso che si capisca dal tono con cui esordisco quanto questo percorso mi emozioni, vero? Quante suggestioni, storiche e culturali, affiorano nella mia mente. Peraltro questo, per aggiungere suggestione a suggestione, è in parte lo stesso percorso dell’Orient Express. Ma questa volta non v’è Poirot a bordo del treno, ma Chiara, una (gran bella, se posso) ragazza che crede la diversità che mi circonda sia una meravigliosa ricchezza, e che l’incontro con persone e culture altre da me possano farmi crescere ed aprirmi nuovi orizzonti e fermamente convinta che fare turismo responsabilmente significhi comportarsi da viaggiatore e non da semplice turista, per rispettare ciò che visitiamo e chiunque incontriamo.
Che invidia, la mia, per i viaggi che ha già fatto, e per questo InterRail attraverso l’Europa, che sul suo blog racconterà passo dopo passo.
Kia-InterrailQuando e perchè hai deciso di partire per un interrail?
Il sogno di un InterRail è nel cassetto da qualche anno, ma solo a ridosso della fine dei miei studi ho deciso che non avrei aspettato altro tempo: un viaggio zaino in spalla on the road (o meglio, sulle rotaie!) andava fatto subito dopo la laurea!

Che percorso hai effettuato?
Sono partita da casa per arrivare a Padova in treno: da lì ho preso un passaggio con il car sharing fino a Lubiana. Poi mi sono (quasi) sempre mossa in treno: Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado, Sofia e la tappa finale, Istanbul, che ho raggiunto però anche grazie ad un bus che sostituiva una tratta ferroviaria in manutenzione.

Cosa ti affascinava di questo itinerario?
Ho scelto l’Europa dell’est perché non la conoscevo: sono stata mossa quindi dalla curiosità pura e semplice. Ho letto qualcosa riguardo alle tappe del mio itinerario, ma ho deciso di scoprire direttamente sul posto tutto il resto: sono tornata con tantissimi volantini e depliant e con un bagaglio pieno di nuove conoscenze!

Ci sono stati problemi, disguidi o ritardi durante il viaggio? Come li hai risolti?
Volete davvero saperlo? L’unico treno in ritardo è stato il primo: quello italiano che da casa mi ha portata a Padova! Ho rischiato infatti di perdere la coincidenza a Verona, ma per fortuna con una corsa ce l’ho fatta. Nel resto del viaggio non ci sono stati problemi, tutti i controllori ed i capotreno conoscevano l’InterRail e non hanno fatto facce strane quando ho esibito loro il mio biglietto.

Hai viaggiato anche di notte: hai preso sempre la carrozza letto? Come ci hai dormito?
Ho cercato di fare i viaggi più lunghi sempre di notte, per risparmiare tempo ed anche i soldi del pernottamento… tranne nella prima tratta, da Lubiana a Vienna, in cui non c’era possibilità di prenotazione e con le cuccette disponibili che costavano uno sproposito! Per le altre tratte abbiamo sempre prenotato appena arrivate in stazione: per le cuccette bisogna pagare un piccolo supplemento, ma non abbiamo mai superato i 10 €. Per quanto riguarda la pulizia… diciamo che noi abbiamo altri standard! Io avevo con me un sacco a pelo leggero, che ho sempre utilizzato al posto delle lenzuola fornite, con cui invece ho avvolto il materasso. Un consiglio? Scegliete i letti posti più in alto: l’aria è decisamente meno pesante ed il probabile senso di claustrofobia si attenuerà. Non è facile dormire in treno, specialmente con i controllori che ad ogni confine fanno il check dei passaporti, però è un’ottima soluzione per trascorrere le lunghe ore che intercorrono tra una tappa e l’altra.

Hai potuto sperimentare il servizio ristorante?
No, a dire il vero non ho nemmeno cercato la carrozza ristorante!

Quale è stata la stazione che ti ha colpito di più, o per bellezza o per efficienza? E quella che consideri peggiore?
La stazione di Lubiana è un piccolo gioiellino, pulita ed ordinata e con una grande sala luminosa e piena di specchi che assomiglia alla reception di un hotel 5 stelle! Anche Vienna non scherza, con una stazione molto efficiente e pulita. Il premio per la peggior stazione lo vince Sofia: poco pulita, caotica e troppo affollata, anche se si spera che migliori visto che la stanno ristrutturando.

Qualche aspetto negativo del viaggio?
Il bus che sostituisce il treno dal confine con la Bulgaria fino ad Istanbul: la tratta è in manutenzione dallo scorso anno e non si sa ancora quando verrà ripristinata. Il biglietto InterRail però è valido anche sul bus che viene messo a disposizione per coprire la tratta ferroviaria fino al centro città. Ho trascorso una notte in bianco, ripagata però a Istanbul dalla vista dell’alba sorta sul Bosforo!

Hai avuto occasione di socializzare in treno con qualcuno?
Sì, anche perché ho viaggiato con un’amica molto chiacchierona! Tra Budapest e Belgrado abbiamo conosciuto due ragazze tedesche che, come noi, terminavano il loro viaggio a Istanbul, ma con un ritmo molto più stretto perché avevano solo una settimana di ferie. Nella tratta tra Belgrado e Sofia, invece, abbiamo conosciuto un canadese in viaggio per il mondo da 8 mesi ed altri due ragazzi, con cui ci siamo dati appuntamento a Sofia per un free walking tour prima di scoprire che eravamo alloggiati nello stesso ostello! Anche loro tre dopo Sofia proseguivano per Istanbul: l’ultima sera ci siamo incontrati di nuovo direttamente sul Bosforo.

C’è qualcosa che non vorresti ripetere di questo viaggio?
Probabilmente cercherei una sistemazione alternativa a Sofia, dove abbiamo pernottato in un ostello che non si potrebbe definire tale: la proprietaria infatti aveva allestito una specie di dormitorio nei piani superiori di casa sua, e la reception e la sala comune si trovavano nel suo soggiorno! Siamo rimaste solo una notte, sdrammatizzando assieme ai nostri nuovi compagni d’avventura.

É un’esperienza che consiglieresti?
Certamente! La consiglio di cuore perché serve per imparare ad affrontare imprevisti e difficoltà, per abbattere pregiudizi, per scoprire angoli di mondo con un ritmo tutto diverso e conoscere nuove persone e culture… e poi perché è davvero divertente!

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