Il Terzo Valico: da Rotterdam a Genova passando per Berna

Genova potrebbe diventare il porto di Berna, e non a causa dello scioglimento dei ghiacciai e conseguente apocalittiche inondazioni.
Esiste un progetto della Comunità Europea del 1991 (un’era geologica fa in politica) che risponde al nome di “Asse ferroviario 24″ che prevede la creazione di una linea ad Alta Velocità e ad Alta Capictà che sposti persone e soprattuto merci tra da Rotterdam a Genova. In mezza giornata un container che si imbarca in Olanda passerà da Bruxelles, entrerà in Germania, arriverà a Berna e poi, superate le Alpi a Milano e svoltando presso Tortona, finirà a Genova. Sullo stesso tragitto all’altezza di Novi Ligure i treni potranno prendere per Torino e di qui, realizzato il passante sotto le Alpi tra Torino e Lione (la famosa TAV, per usare il termine giornalistico ma non corretto), proseguire per Parigi e tramite il tunnel sotto la Manica per Londra.

Il porto di Genova ed i suoi container

Il porto di Genova ed i suoi container

Collegare il porto di Genova, languente per la crisi come un po’ tutte le realtà produttive in Italia, alla Svizzera ed alla Germania sarebbe semplicemente una “mano santa” come si diceva una volta. Non solo per il porto e chi ci lavora, ma anche per la città di Genova, che godrebbe di riflesso di una nuova centralità commerciale. Ed anche per gli automobilisti. Le autostrade intorno al capoluogo genovese non sono esattamente agevole o con poco traffico, come sa bene chi ha guidato lì: convogliare le merci su treno significa molti molti meno camion sulla strada.
Il suo nome è “Terzo Valico dei Giovi”: terzo perchè già due linee ferroviarie tagliano i monti per collegare Genova a Lombardia e Piemonte.
L’opera generale è mastodontica, e anche per quello che riguarda la parte italiana le difficoltà non sono poche: si tratta in tutto di 53 km, di cui 37 km in galleria! Da Genova partirà una galleria di 27 km (galleria di Valico) che passerà sotto gli Appennini, cui ne seguirà una seconda (galleria di Serravalle) ed alla fine di questa i treni arriveranno nella zona della piana di Novi Ligure. Da qui una terza galleria (galleria di Pozzolo), che punta verso Tortona e quindi Milano. All’altezza di Novi, dopo la seconda galleria, verrà realizzato il tratto di collegamento per Torino sull’attuale linea Genova-Torino.

Mappa dei lavori: in nero la parte in galleria

Mappa dei lavori: in nero la parte in galleria

Costa sicuramente di più realizzare una galleria rispetto a tracciare una linea all’aria aperta che valica un monte, ma i vantaggi sono due: la galleria è molto più rettilinea, e ciò permette di mantenere alta la velocità dei convogli, e impatta meno sull’ambiente circostante, sia naturale che umano. Nessuno sbancamento, nessun viadotto, nessuna collina tagliata. Inoltre una cosa è vivere vicino ad una ferrovia dove passano ogni giorno cinquanta treni a 250 km all’ora, una cosa è averla a circa un chilometro sotto terra: nessun rumore, nessuna vibrazione.
I lavori, iniziati nel 2013 dopo quasi vent’anni di studi sull’impatto ambientale, la possibilità di finanziamenti e mille altri freni burocratici, non saranno veloci: si parla di una completa realizzazione nel 2020, ma secondo me è più realistico parlare del 2025. Quando sarà finita in 58 minuti da Genova si scenderà a Milano (oggi un’ora e mezza in Intercity) e, molto probabilmente, chi lì mangerà a pranzo una cotoletta potrà cenare guardando il Mare del Nord a Rotterdam.

3 pensieri su “Il Terzo Valico: da Rotterdam a Genova passando per Berna

  1. Speriamo che si concluda al più presto il ” terzo valico ” così le merci circoleranno meglio per via ferroviaria e molto meno per autstrada . Nei giorni di punta si va a passo d’uomo in autostrada nelle vicinanze di Genova a causa dei trasporti delle merci in autostrada .Prima si finisce e prima termineranno i disagi per tutti. ( compreso gli abitanti di Trasta ( GE ) ai quali interessa solo il loro piccolo spazio verde e non l’economia globale di tutta la zona.( forse giustamente , egoisticamente parlando ).
    Pino.

  2. Pingback: Perchè viaggiare in treno stanca - #BassaVelocità

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