Il killer dei treni: Donato Bilancia

Di quel periodo ricordo alcune mie amiche che volevano prendere il treno, sedicenni o poco più, per andare al parco acquatico de Le Caravelle: probabilmente era in occasione del Primo Maggio. I genitori di almeno una di loro negarono il permesso perchè c’era “il killer dei treni”.
Siamo nel 1998 e per chi era troppo piccolo la psicosi che si creò potrebbe sembrare impossibile. Gli altri, già grandi in quegli anni, avevano vissuto il periodo del “mostro di Firenze”.
Donato Bilancia forse è un nome che dice poco, oggi. Eppure è stato il più sanguinario ed attivo serial killer al mondo per il rapporto vittime/intervallo di tempo: ha ucciso diciassette persone in sei mesi, in un crescendo tale da arrivare a compiere tre delitti in una settimana.
Dopo una infanzia travagliata ed una adolescenza sbandata Bilancia si afferma come ladro affetto dal vizio del gioco. Un articolo di allora, al di là del colore, rende bene l’idea del lago di sangue che si stava lasciando dietro. E del terrore che serpeggiava nele nostre case, e sui nostri treni.

L'identikit del killer dei treni diffuso dalla polizia

L’identikit del killer dei treni diffuso dalla polizia

Adesso non è più solo un’ipotesi. L’omicidio delle sette prostitute, forse dei dei due metronotte: Candido Randò, Massimino Gualillo, di Elisabetta zoppetti, uccisa a sangue freddo sul treno Genova Venezia e infine di Maria Angela Rubino, nella toilette di una carrozza ferroviaria, scoperto sabato notte a Ventimiglia, è quasi certamente opera di un maniaco.
Un assassino che sorprende donne sole sui treni, le blocca e le uccide con un’arma di grosso calibro, probabilmente una Smith Wesson calibro 38 special con proiettili “scamiciati” che servono letteralmente a devastare la parte del corpo dove penetrano. Autentiche, feroci esecuzioni, prima delle quali il killer fa inginocchiare le sue vittime quasi volesse umiliarle, trattarle come oggetti, o forse redimerle dai loro peccati, non senza curarsi freddamente di usare un loro indumento per attutire il colpo.
E così, sulla Liguria, ora si allunga decisamente l’ombra del maniaco, come lo avuto a suo tempo la Toscana con il “Mostro di Firenze”.
Impressionanti sono le analogie tra l’omicidio di Ventimiglia quello di una settimana fa, il giorno di Pasqua, sull’Intercity La Spezia – Venezia, con vittima un’infermiera milanese, Elisabetta Zoppetti: delitti “fotocopia”, li ha definiti un investigatore. Ma alla mente ora tornano prepotentemente anche molti altri delitti, che negli ultimi mesi hanno insanguinato la Liguria di ponente, sette prostitute uccise sull’asse Genova – Savona: quattro di loro sono state assassinate con un colpo di pistola alla testa ancora la famigerata calibro 38 probabilmente il 9 Marzo, il 18 e il 29 dello stesso mese e infine il 14 Aprile.
E il sospetto di un “Serial Killer” avvolge anche il duplice delitto dei due metronotte a Novi Ligure (Alessandria) freddati dal cliente di un viado, Julio Castro detto “Lorena” a sua volta ferito gravemente, e scampato miracolosamente alla morte la notte del 24 marzo. Le prime dichiarazioni degli investigatori sono prudenti: ammettono che la mano che uccide sui treni è la stessa, ma rimandano ad ulteriori accertamenti, perizie tecniche, analisi specifici, per sbilanciarsi sugli omicidi delle prostitute.
Ma la realtà e la ragionevole paura di nuovi omicidi che si sono susseguiti in maniera impressionante, impongono risposte immediate.

Per dare un’idea di questa escalation però i dati, nudi e crudi, sono i migliori.
16 ottobre 1997: omicidio di Giorgio Centanaro, che aveva mancato di rispetto e truffato Bilancia al tavolo da gioco.
24 ottobre: omicidio di Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto, sempre per problemi di gioco; ruba anche 13 milioni di lire.
27 ottobre: omicidio di Bruno Solari e Maria Luigia Pitto a scopo di rapina
13 novembre: omicidio di Luciano Marro, cambiavalute, cui ruba 45 milioni di lire.
25 gennaio 1998: omicidio del metronotte Giangiorgo Canu come segno di rivalsa contro le forze dell’ordine
9 marzo: omicidio di Stela Truya, prostituta.
18 marzo: omicidio di Ljudmyla Zubskova, prostituta.
20 marzo: omicidio di Enzo Gorni, cambiavalute
24 marzo: ferisce una transessuale, che riuscirà poi a riconoscerlo, ed uccide due metronotte nel mentre sopraggiunti, Massimiliano Gualillo e Candido Randò.
29 marzo: omicidio di Tessy Adobo, prostituta.
12 aprile: omicidio di Elisabetta Zoppetti sull’Intercity La Spezia-Venezia.
14 aprile: omicidio di Kristina Valla, prostituta.
18 aprile: omicidio di Maria Angela Rubino sul regionale Genova-Ventimiglia.
21 aprile: omicidio di Giuseppe Mileto, benzinaio, cui ruba 2 milioni
Molto probabilmente dopo i primi omicidi Bilancia aveva capito che gli piaceva uccidere: aveva assaggiato il sapore del sangue, come si dice.
La cosa spaventosa era ciò che lo muoveva ad uccidere. Nulla, se non il gusto di farlo. Così al processo raccontò il primo omicidio sul treno.

Donato Bilancia nel 2012

Donato Bilancia nel 2012

“Allora, ho preso il treno a Genova. Il pendolino che andava a Venezia, credo. In uno scompartimento di prima classe c’era una donna, che io chiaramente non ho mai visto e conosciuto, e… io ho aspettato che questa qui si recasse in bagno. Aveva la borsa con sé quando si è alzata. Io ho aperto la porta con una chiave falsa. E’ una normalissima chiave a quattro, una femmina a quattro ecco. L’ho buttata via dopo il secondo episodio, e preciso che l’avevo fatta io stesso, è… una sciocchezza.
Questa qua s’è messa ad urlare e io le ho messo la giacca sulla testa e le ho sparato. L’ho fatto per non vedere cosa succedeva al momento dello sparo. Però ho ripreso la borsa, sempre con la pinza, e gliel’ho rimessa nello scompartimento dove stava lei. Ah no, l’unica cosa che ho preso è il biglietto, perché spuntava lì dalla borsa e io non avevo biglietto perché avevo preso il treno così, senza mete.
Il fatto è successo tra Serravalle e Tortona, dove pensavo che quel treno fermasse; invece non ha fermato perché fermava a Voghera. Quindi sono rimasto una ventina di minuti lì, con la signora in bagno, anche meno, un quarto d’ora. Da questo periodo di tempo ho dedotto che il fatto fosse accaduto tra Serravalle e Tortona. A Voghera sono sceso e ho aspettato un altro treno che andava giù a Genova. Ho strappato il biglietto e l’ho buttato via, e ho preso un treno che tornava a Genova.
Sono salito sul treno con quell’intenzione. Doveva essere necessariamente una donna.”

Bilancia è stato arrestato due settimane dopo l’ultimo omicidio, il 6 maggio 1998. Riconosciuto completamente capace di intendere e di volere è stato condannato nel 2000: deve scontare 13 ergastoli.

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