Himmelstrasse: l’anima nera delle ferrovie polacche

Ho scoperto l’esistenza di Himmelstrasse, libro fotografico sulle ferrovie polacche ed i nazisti grazie ad un’amica.
No, non è la solita Chiara che mi segnala la ferrovia Vigezzina; conoscendola poi sarebbe così strano sentirle dire “Uè, figa! Ma hai visto che c’è un libro sui nazisti?”
Il merito va all’ottima Annalisa, quella che mi chiede di trovarle una stazione dismessa.
Che poi è così bello quando qualcuno che mi conosce trova strane notizie su treni e ferrovie e me le comunica!
Brian Griffin, che ha lavorato come fotografo per oltre quattro decenni, ha da poco pubblicato suo nuovo libro: Himmelstrasse (“la strada per il cielo”) consiste in una serie di scatti di paesaggi con un tema profondamente toccante, i percorsi delle linee ferroviarie che alimentavano il sistema dei campi di concentramento nazista.

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Una delle foto presenti nel libro

Parlando della nascita del progetto Griffin dice «È interessante come le cose accadono. Ho tenuto una mostra a Łódź, in Polonia, e ho dovuto prendere un treno diverse volte. Lungo la strada, guardavo fuori dal finestrino dello scompartimento e sono rimasto affascinato dalle ferrovie polacche: hanno messo linee ovunque risultasse necessario, anche nel cuore di di foreste molto fitte.» Griffin all’iniziò pensò ad un libro che descrivesse le reti ferroviarie isolate, ma ben presto capì che c’era una storia molto, molto più scura da raccontare. In questa maniera   la realtà di un genocidio diventa un paesaggio inquietante per l’artista che l’attraversa viaggiando.
Himmelstrasse presenta in maniera cruda i bei panorami legati ad alcuni dei viaggi più terrificanti nella storia dell’Europa: le linee ferroviarie che alimentavano il sistema dei campi di concentramento nazista, l’infrastruttura che collegava i campi di Belzec, Chelmno, Sobibor, Treblinka e Stutthof. «Sono luoghi che non vengono mai fotografati o mostrati» dice Griffin dice dei lunghi corridoi di alberi ai bordi delle linee ferroviarie, alcune delle quali sono ancora in uso. L’estetica di Himmelstrasse è volutamente desolante «La maggior parte dei libri fotografici sono, si sa, molto, molto bello [mentre questo ha un tono] volutamente abbastanza noioso.»
Noioso forse perchè semplicemente raffigura le linee ferroviarie che si estendono fino all’orizzonte; tutto cambia se pensiamo che oltre quell’orizzonte si trova una destinazione finale i cui orrori continuano a perseguitarci. Anche il titolo, Himmelstrasse, si riferisce al nome tristemente ironico che i nazisti davano al percorso verso le camere a gas di Sobibor: “strada per il cielo”. Tenuto conto del tema, Griffin ha dovuto operare in maniera diversa dal solito «Ho cercato di abbandonare le mie capacità fotografiche per fare questo libro. Sono solito impegnarmi per rendere la gente ed i luoghi interessanti. Mentre camminavo intorno a questi boschi invece ho programmato di cacciare fuori, pagina dopo pagina, i miei artifici.»
Himmelstrasse-Brian-Griffin-1Il bianco e nero delle fotografie contrasta con la copertina, dal vivido rosso nazista. Aaron Easterbrook della casa editrice Browns Editions ha spiegato così la scelta: «Il progetto è frutto di una collaborazione con Brian fin dall’inizio. Il libro è un pezzo concettuale, non un archivio, l’orribile gioco di parole nazista ci ha suggerito l’approccio grafico. Se doveva esserci un colore, doveva essere un rosso forte. La sgradevole familiarità che abbiamo con il font Tannenberg nero, la giustapposizione di rosso e bianco … l’associazione tra copertina e contenuto è esplicita e risoluta. Nel suo commento Easterbrook ha sottolineato come questo libro ha la funzione di memento, perchè è di vitale importanza per tutti mantenere vivi questi ricordi nella nostra coscienza.

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