Gli scompartimenti in treno. Ed il tempo che passa veloce

Qualche giorno fa mi è stato posto un quesito molto intelligente da La Biondina (ad uno dei due capi del pendolarismo sentimentale che vi raccontavo), e voglio condividerlo con voi.

Qualcuno mi sa spiegare l’utilità delle carrozze del treno con gli scompartimenti? A me sfugge. Se devi lavorare e non hai il posto finestrino non hai il tavolino e non hai una presa a cui attaccarti. Se hai il posto finestrino comunque sul tavolino un portatile non ci sta. Se hai il posto finestrino e devi alzarti rompi le balle a 4 persone. Se uno degli altri 5 puzza, parla o rompe sei in un ambiente chiuso e scleri. Lo possono capire quelli di Trenitalia che non si viaggia solo per svago con il baule Louis Vuitton ma anche e soprattutto per lavoro e che soprattutto c’è gente che lavora anche in mobilità?

Vero? Innegabilmente tutto vero, come no!
Lo abbiamo pensato tutti, almeno una volta nella vita, ed anche di più. Io poi, che ho le gambe decisamente lunghe, in quegli scompartimenti sto sempre scomodissimo. In verità sto scomodo su gran parte dei treni, per il medesimo motivo, ma non divaghiamo.
Ha ragione, dicevamo. Eppure…
scompartimento-trenoEppure questa è una questione che si lega, secondo me, alla velocità vertiginosa con cui in un lasso di tempo brevissimo la nostra vita e le nostre abitudini sono cambiate.
Nel libro Manuale dell’imperfetto viaggiatore del 2001 Beppe Severgnini nel capitolo sulle prenotazioni esordiva con:

Ho sempre provato una certa attrazione verso opuscoli, pieghevoli, programmi e cataloghi. Il materiale di promozine turistica mi affascina. Ogni tanto – confesso – entro in un’agenzia di viaggi e dico: “Me ne dia un chilo.” [...]
Il turismo su catalogo,oltretutto, è gratuito ed adatto ad ogni stagione.

Inutile aggiungere che per tutto il testo non si fa alcun riferimento ad internet. Poco oltre il suggerimento per trovare buoni ristoranti in zona era quello di seguire l’equipaggio della nave o chiedere al portiere dell’albergo.
Sono solo 15 anni fa, eppure sembra un’altra era geologica.
Un po’ come con la villeggiatura, lo stesso vale per i treni.
Ci portiamo dietro il portatile per lavoro forse da poco prima il 2005, direi da non molto più di dieci anni. Severgnini, nel 2001, non ne fa menzione, per dire. Prima in un viaggio il massimo della tecnologia era il Game Boy e il lettore cd, che ”saltava” se lo sbatacchiavi: chi se ne ricorda? Guardandoli adesso sembrano oggetti lontani e strani che potrebbero stare nel salotto della gozzaniana Nonna Speranza.
Prima ancora, fino all’inizio degli Anni Novanta, c’era il walkman. Che andava a pile! Parola ed oggetto penso risultino del tutto sconosciuti a chi ha meno di vent’anni.
Ecco perchè negli scompartimenti degli intercity non ci sono le prese: ne abbiamo bisogno, disperatamente bisogno per i portatili o gli smartphone da dieci anni appena; prima si lavora sul quadernone con le penne e le matite. Ed ovviamente sarebbe antieconomico sventrare tutte le carrozze di tutti questi treni per mettere le prese di corrente. Dobbiamo aspettare i singoli convogli vengano pensionati: e dal momento che sono stati costruiti bene, dovremo attendere a lungo.
Per quanto riguarda gli scompartimenti, invece, voglio fare un discorso diverso: lo rimandiamo ad un prossimo post!

6 pensieri su “Gli scompartimenti in treno. Ed il tempo che passa veloce

  1. Ehehehe è vero :D Quando facevo i viaggi in treno fino in Germania il cd mi “saltava” sempre, ero infastidita, ma tipico era portarsi dietro la Settimana enigmistica per quei viaggi..oddio quanto è cambiato. Poiché per amore e per lavoro sono sempre in treno, Viareggio-Milano perlopiù, sono spesso sugli Intercity (che hanno le offerte). Io trovo quasi sempre le prese (carrozza 7 o 8), e mi metto sempre accanto al finestrino. Soprattutto da Genova in poi salgono i business man con pc o tablet, e ci lavorano perlopiù tenendoselo sulle gambe :D
    Io adoro gli scompartimenti perché mi sanno di “Hogwarts express”, però ammetto che sono fortunata ad essere quasi sempre sola. Quando si riempiono, è una tortura starci, fra sudore, masticatori di chewing gum e patatine, chiacchieroni al cellulare ecc.

      • :D in difesa degli Intercity però devo dire che hanno il loro fascino..in certi casi ti costringono a chiacchierare, e ho conosciuto persone piene di storie. Che la presa la trovo quasi sempre, e quindi non sto con l’ansia di arrivare a Milano “scarica”. Che fanno tanto Hogwarts. Che in Liguria il panorama fuori è sublime. Che li trovo quasi sempre a 9 euro (e riuscire a fare su e giù a quel prezzo per una senzalavoro vuol dire tanto). Che li trovo sempre puliti. E che poi, per me, sono belli perché li lego ai miei viaggi da piccola e al fatto che mi permettono di raggiungere il mio compagno. Ehehe, ho delle valide motivazioni :)

  2. Sarà che il mio primo viaggio da sola l’ho fatto in un treno con gli scompartimenti, ma ci sono parecchio affezionata. Tanto quello che puzza lo senti anche con i sedili normali e le prese di corrente spesso non funzionano…

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