In Giappone il treno che ferma per una passeggera

Ogni tanto abbiamo bisogno di favole, come quella per cui in Giappone c’è un treno che ferma per una passeggera, una studentessa di Hokkaido.
E sì, lo dico già adesso che è quasi una favola, ma trovo interessante raccontarla. Perchè come tutte le favole ha un fondo di verità.
Hokkaido è la più settentrionale delle quattro principali isole del Giappone e il treno, come in tutta questa nazione, è un mezzo di trasporto diffuso e molto usato.
Settimana scorsa, un post su Facebook del canale di stato cinese CCTV è apparso rivelando questa storia:

Dimenticate Harry Potter ed il binario 9¾: questa stazione ha un solo passeggero
La stazione ferroviaria di Kami-Shirataki è situata nel nord del Giappone, sull’isola di Hokkaido, tre anni fa, a causa della sua posizione remota ed alla fine del servizio di treni merci, la Ferrovia del Giappone (la compagnia ferroviaria locale, Nota di #BassaVelocità) ha deciso di chiudere. Tuttavia, hanno cambiato idea dopo aver saputo che una giovane ragazza usava la stazione per andare a scuola ogni giorno.
Per anni e fino ad adesso i treni hanno fermato alla stazione solo per lei. La Ferrovia del Giappone manterrà la stazione aperta fino a quando lei non finirà la scuola. La ragazza è previsto si diplomi il 26 marzo 2016, e la stazione sarà poi chiusa. Ogni giorno solo due treni fermano alla stazione di kami-Shirataki, con un unico orario che dipende da quando la ragazza ha bisogno di andare a scuola e tornare.

Giappone-treno-passeggera

Ecco il post che ha dato il via a tutto questo

Da questo post è subita nata la poesia.
“Come si fa a non esser pronti a morire per un Paese che fa questo per i suoi cittadini?”, ha scritto un commentatore sulla pagina facebook del canale cinese. “Questo è il significato del buon governo. Ogni cittadino conta. Non si lascia indietro nessuno.”
Da noi La Stampa non è stata più parca di poesia:

C’è una piccola stazione dei treni abbandonata tra le nevi dell’isola di Hokkaido in Giappone, all’ombra del monte Takayama. Nella sala d’attesa, qualche manga rabberciato, un post-it con un telefono per le emergenze e un vento gelido. Sembra più che altro una vecchia baracchetta di legno, dalle foto che ha pubblicato l’Asahi Shimbun. In una di esse, si scorge una ragazza che aspetta tutta sola l’arrivo del treno tra i fiocchi di neve sull’unico, esile binario. Ha una sciarpa rossa, un grosso zaino, un cappotto scuro e una lunga frangia che le nasconde il viso. [...]
La società dei treni dell’isola avrebbe dovuto abolire da tempo questa stazione con le finestre di linoleum slabbrate e quell’antica lavagnetta incrostata che indica gli orari, dove ormai non sale più nessuno tranne Kana Harada. Infatti la Japan Railways Hokkaido ha deciso l’estate scorsa di chiudere tre stazioni di quella linea, ma non prima del 26 marzo di quest’anno, proprio quando la liceale, l’unica passeggera regolare della stazione Kyu-shirataki, si sarà diplomata, assieme ai suoi compagni di scuola e di viaggio, che salgono alle altre fermate di questo trenino divenuto quasi uno scuola-bus sui binari.

Fonte: Giappone, il treno che ferma per una passeggera
E, a corollario, tutto il repertorio di poesia possibile: lei è diventata il simbolo di una vera e propria favola da libro di Banana Yoshimoto scrive News24, mentre altri scomodano i romanzi di Haruki Murakami oppure gli anime di Miyazaki. Addirittura un altro sito si inventa la storia dei genitori che la portano in stazione, delle sue corse per non perdere il treno…
Se abbiamo finito di romanzare ed infiocchettare, se abbiamo finito con la poesia, possiamo iniziare con la prosa. E con le dolenti note.

Kami-shirataki_stazione

La vera stazione di Kami-shirataki

Nella foto, in primo luogo, non si vedrebbe la stazione di Kami-Shirataki bensì quella di Kyu-Shirataki.
Il Taiwan Apple Daily ha scoperto che non ci sarebbe nessuna ragazza che prende il treno ogni giorno, ma solo alcuni studenti che salgono alla stazione di Kyu-Shirataki (quella della foto del post) sul treno delle 7.15, che è l’unico del mattino. Per il ritorno possono scegliere tra tre corse, l’ultima delle quali è alle 19:25.
L’Apple Daily, tabloid di Hong Kong, ha confermato che le ferrovie giapponesi, come parte di uno sforzo per razionalizzare le proprie attività, chiuderanno le tre stazioni sottoutilizzate di Kami-Shirataki, Kyu-Shirataki e Shimo-Shirataki da marzo 2016, ma questo non dovrebbe avere nulla a che fare con eventuali diplomi degli studenti.
Molto più semplice che, dovendo scegliere di chiudere la linea, abbiano scelto come data la fine dell’anno scolastico. Un po’ come in Italia succede con il cambio da orario invernale ad estivo (o viceversa). Inoltre tale decisione è stata presa nel luglio 2015.

Kyū-shirataki_stazione

La stazione di Kyu-Shirataki a giugno

E allora come è nata tutta questa storia?
Dal fatto che abbiamo bisogno di favole, come dicevo all’inizio.
I sentimenti non propriamente simpatici degli italiani un paio di anni fa produssero la bufala secondo cui i cugini d’Oltralpe avessero calcolato male la larghezza dei vagoni dei nuovi treni e che per questo non avrebbero potuto entrare nelle stazioni. Una bufala, e pure imbarazzante sia per chi ci ha creduto che, ancora di più, per la stampa che l’ha diffusa.
Non è chiaro come questa storia si sia creata, ma probabilmente alla base c’è la nostalgia nipponica per il mondo rurale sempre più depopolato. Infatti con il record del più basso tasso di natalità del mondo e l’invecchiamento della popolazione (e la conseguente possibilità di perderne un terzo entro il 2060) il Giappone deve affrontare una serie di crisi, tra cui un surplus di abitazioni sfitte e una contrazione della forza lavoro.
Anche il sistema ferroviario della nazione è stato colpito da questi cambiamenti. Più le ferrovie ad alta velocità, impressionanti per efficienza, hanno continuato ad espandersi nelle aree più abitate, nelle periferia del paese le vecchie ferrovie sono diventate sempre più obsolete, e per giunta si trovano in aree dove ci sono sempre meno giovani. La stazione di Kyu-Shirataki, per esempio, si trova nell’isola di Hokkaido che ha perso almeno 20 linee ferroviarie negli ultimi decenni.

Kyū-shirataki_stazione_inverno

Kyū-shirataki d’inverno: tutta un’altra cosa, no?

Insomma, tutto questo sarebbe un modo per elaborare il lutto per la fine del mondo che ruotava intorno alle campagne ed ai piccoli villaggi. Naturalmente i dettagli toccanti hanno un tono, che in molti hanno trovato simili a un film di Hayao Miyazaki, che è servito a diffondere on-line la storia.
Forse alla fine vale quanto scrive www.today.it:

Il sito di Singapore The Online Citizen ha provato a chiarire qualche dettaglio di questa storia particolare, sfatando alcuni “miti” che si erano creati con la diffusioone della notizia di Cctv, ma la vicenda di Kana Harada e della sua attesa solitaria nella stazione per andare a scuola resta comunque una bella favola.

Sembra dire: non importa cos’è la verità, noi abbiamo di belle favole.
Che magari mi può stare pure bene come discorso, ma non fatto dalla stampa.

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