Il gatto Tama è morto: c’è un capostazione di meno

Non sapevo dell’esistenza del gatto Tama fino a quando non è morto. Ora che lo so posso aggiungere questa storia all’elenco delle bizzarrie del mondo giapponese.
Tanto bizzarra che ho pensato bene di fare controlli incrociati perchè no, proprio non ci credevo. Ed invece è proprio tutto vero.
Ma partiamo dalla fine.
Domenica scorsa circa 3.000 persone, tra cui funzionari delle ferrovie, hanno partecipato al funerale di rito shintoista della gatta Tama, alcuni giorni dopo la sua morte dovuta ad insufficienza cardiaca all’età di 16 anni, l’equivalente di circa 80 anni umani. Questa ondata di dolore, di solito riservato per la scomparsa di un’icona culturale, era motivata dal fatto che alla gatta si attribuisce il merito di aver salvato una oscura linea ferroviaria giapponese dalla rovina finanziaria.

Tama-the-cat

Tama in uniforme

Tama infatti divenne rapidamente la più famosa gatta del Giappone nel 2007, dopo la sua nomina a capostazione onorario presso la stazione non presidiata di Kishi nella campagna della prefettura di Wakayama, nel Giappone occidentale.
Se a questo punto state strabuzzando gli occhi… l’ho fatto anche io.
Ma è una storia che va raccontata!
Tama era nata nella cittadina di Kinokawa, nella prefettura giapponese di Wakayama, e faceva parte di una cucciolata di gatti randagi che vivevano vicino alla stazione di Kishi sulla linea Wakayama grazie alle bontà dei pendolari compassionevoli.
Tutto cambia nel 2006: la linea lunga appena 15 chilometri stava perdendo 500 milioni di yen (4 milioni di dollari) l’anno e si era ridotta a servire appena 5.000 passeggeri al giorno; cifre che in Italia sarebbero una manna, tra l’altro. Questo alla fine comportò il licenziamento del personale e la stazione divenne, come si dice in Italia, impresenziata. Toshiko Koyama, che aveva adottato Tama diversi anni prima, e che i giornali definiscono come un uomo d’affari della zona, divenne capostazione volontario (e anche qui ho strabuzzato gli occhi…) cominciò a portare Tama con sè durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

Tama-the-cat

Aveva anche un ufficio personale

Tama in breve divenne così popolare che fu nominata ufficialmente capostazione della stazione Kishi nel 2007, lavoro che per lei consisteva principalmente nello starsene seduta e farsi coccolare dai pendolari. E dal momento che i giapponesi sono precisi, non solo aveva il berretto e la divisa regolamentare, ma veniva pure pagata. In cibo per gatti.
Da questo punto in poi inizia quello che viene chiamato “effetto Tama”. Le persone prendevano il treno per andarla a vedere: il numero di passeggeri sulla linea è salito del 10% portando a 2,1 milioni di yen il fatturato della linea. Negli anni, secondo la BBC, il turismo collegato alla stazione dove Tama lavorava ha fruttato circa 1,1 miliardi di yen (più o meno 9 milioni di euro) all’economia locale, abbastanza per risolvere i problemi finanziari della ferrovia.

Tama-the-cat

“Mi è semblato di vedere un gatto”

Già nel 2009 Tama era il motore trainante dell’economia locale, se la Wakayama Electric introdusse un nuovo treno, il Tama Densha, brandizzato con Tama in versione anime. Nel mese di agosto 2010 la stazione a Kishi fu ricostruita con una nuova struttura perchè assomigliasse al volto di un gatto.
Visti i grandi risultati, con gli anni Tama ha fatto carriera: traducendo a spanne, in otto anni è diventata prima Capostazione, poi Capostazione Superiore, infine Ufficiale Operativo della Wakayama Electtric, l’azienda privata che gestisce la linea ferroviaria.
Al momento della morte, il Presidente della Wakayama Electric Mitsunobu Kojima ha espresso la sua gratitudine a Tama per averli aiutati a salvare l’azienda, dicendo: “Lei davvero stava facendo il suo lavoro. [Tama] è veramente statae un salvatore, una dea. E’ stato davvero un onore essere stato in grado di lavorare con lei.” Durante la cerimonia funebre è stato annunciato la sua ultima promozione, a Onorevole Capostazione Eterna.
Inoltre in suo onore ad agosto sarà realizzato lì vicino un santuario per i gatti, e lei stessa sarà venerata come una divinità shintoista, in linea con la prassi della religione giapponese di deificare alcuni animali.

2 pensieri su “Il gatto Tama è morto: c’è un capostazione di meno

  1. C’è un piccolo errore: probabilmente volevi scrivere che la linea perdeva 500 *milioni* di yen ;)
    Detto questo, arigatō gozaimashita Tama-san!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>