Le Ferrovie del Sud Est: esplorare la Puglia

Non credo nelle coincidenze, ma ammetto che incappare tre volte in una settimana in discorsi e link sulle Ferrovie del Sud Est sia quanto meno curioso.
Mummy In Progress (mamma & pendolare: non so, rendetevi conto di cosa sopporta questa ragazza!) racconta che in Puglia c’è un tratto ferroviario “molto bello, quello delle ferrovie sud est, che percorre buona parte del Salento, consigliatissimo”.
Lo spunto era nato da un paio di foto postate su twitter da Andrea Ferraretto, che stava proprio viaggiando sulle Ferrovie del Sud Est.
Per chi non lo sapesse, queste sono una società che gestisce varie linee ferrovierie (per un totale di 474 km) a sud di Bari, nelle provincie di Bari, Lecce, Taranto e Brindisi: tutte a binario unico e non elettrificato.
Un vero elogio della lentezza, ed un salto all’indietro nel tempo.
Per capire cosa intendo è utilissimo ammirare il reportage che mi ha segnalato, qualche giorno prima dello scambio di tweet poc’anzi citato (ecco la terza coincidenza) Federica di Travel to Taste.
TravelGlobe Magazine è un giornale mensile di turismo, viaggi e benessere, con immagini scattate da grandi fotografi.

Ferrove_SudEst

“Il mio viaggio è cominciato”: una delle bellissime foto di Emanuela Ricci su TravelGlobe Magazine

Nel numero di novembre da pagina 118 inizia FSE: Guardando il mondo da un oblò: Un viaggio sulle mitiche Ferrovie del Sud Est, attraverso un obbiettivo antico, che inquadra ricordi, degrado e abbandono, che pare non aver avuto mai inizio e non finire mai.
Le foto sono di Emanuela Ricci (ecco la sua gallery su instagram), il testo che le accompagna di Florisa Sciannamena.
Sono foto di un mondo dell’altro ieri che, almeno mentalmente e visivamente, ci pare lontanissimo: quando parlavo del tempo che passa mi riferivo proprio a questo tipo di sensazioni. I passaggi a livello, le sale d’aspetto con le panche di legno, la segnaletica per la cabina del telefono: sono tutti (parlo per quelli dalla mia età in su) segni che erano comuni e diffusi, e che sono spariti senza che ce ne accorgessimo.
Ma che restano, almeno nella nostra mente e nel nostro immaginario collettivo, ancora vivi: come la luce delle stelle morte, che ancora viaggia nello spazio.
Ben meglio di me ne ha parlato Andrea Ferraretto, e qui mi riallaccio a quando dicevo all’inizio: dal suo viaggio ha ricavato un bellissimo articolo, poetico.
Di “Da Lecce a Otranto, lungo le rotaie delle Sud-Est” voglio citare un passo, che, per me che sono #BassaVelocità, suona come musica:

Qui la lentezza diventa un valore aggiunto, se, il treno, non è più soltanto un mezzo di trasporto ma diventa l’occasione per esplorare, osservare e riflettere sulla bellezza del paesaggio pugliese.

Non si poteva dirlo meglio, non trovate?

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