La ferrovia Vigezzina – Centovalli: la più bella d’Italia?

Diffido delle classifiche, anche se quella della trasmissione “Bella davvero” di Radio 2 mi ha fatto conoscere la ferrovia Vigezzina – Centovalli. A volere essere molto precisi non è stata proprio la radio.
“Uè, figa! Vedi se può interessarti!”
(I lettori più attenti avranno riconosciuto Chiara, quella che mi ha fatto scoprire l’esistenza di Stefano Tiozzo che fa la Transiberiana)
Non conoscevo la trasmissione, ma a vedere di cosa tratta direi che mi sono perso molto; rimedierò. Immagino che la classifica sia nata all’interno della trasmissione del 16 agosto dedicata alle ferrovie.
Com’è, quindi, questa ferrovia incoronata come la più bella d’Italia?
CentoValli_1
Iniziamo a dire che è a scartamento ridotto, ovverosia lo spazio tra le due rotaie è minore di quello adottato solitamente. E questo è importante. Perchè?
Perchè prevede ovviamente vagoni di dimensioni minori e comporta alcuni vantaggi: se devi fare un ponte o una galleria, ad esempio, risparmi tempo e denaro, dal momento che a rotaia più stretta corrisponde treno più piccolo, meno materiale per fare il ponte, meno roccia da scavare per la galleria… E curve con raggio inferiore.
Come avrete capito, la soluzione ideale per ferrovie di montagna (oltre a qualche eccezione in pianura).
E di alta montagna è pure la Vigezzina – Centovalli, il cui nome corretto sarebbe Ferrovia Domodossola-Locarno: una ferrovia transfrontaliera, che parte dall’Italia ed arriva in Svizzera, e proprio per questo ha un doppio nome.
Nella parte italiana attraversa la Valle Vigezzo (Piemonte), ed in quella svizzera (Canton Ticino) Centovalli, che nonostante il nome, è una sola valle: nell’area di queste due valli contigue passa non solo la nostra ferrovia, ma anche il Traforo del Sempione.
CentoValli_2Parte da Domodossola (267 m s.l.m.), la cui stazione è un gran bell’esemplare di architettura d’inizio secolo, e dopo qualche chilometro subito inizia a salire con percorso a tornanti ed elevata pendenza attraversando pendii soleggiati coltivati a vigneto, toccando piccoli comuni che sembrano presepi a dimensione reale: le casette, le stalle, gli steccati, i tetti a punta, le stradine linde, i fiori alle finestre…
Piano piano si sale di quota, attraversando boschi di castagni e faggi e viadotti in muratura che superano profondi valloni, alternandosi a brevi gallerie. Passata Druogno (826 m s.l.m.) si raggiunge il punto più elevato della linea e qui la valle si trasforma in altopiano con prati e conifere. Superata Santa Maria Maggiore, il centro più importante della valle Vigezzo e notevole meta turistica, il tracciato dolcemente scende e arriva al confine con la Svizzera.
CentoValli_3
Con Camedo (552 m s.l.m) inizia la Centovalli coi suoi prati e boschi di castagni: la ferrovia adesso si muove su spettacolari viadotti metallici o in muratura per poi scendere con forte pendenza fino a Intragna e da qui superare il torrente Isorno tramite uno spettacolare ponte alto circa 80 m. L’arrivo a Locarno è in sotterranea, proprio sotto la normale stazione ferroviaria, da cui partono treni per Bellinzona.
Indubbiamente una linea molto bella e pittoresce, che i gestori hanno saputo valorizzare alla grande anche sul fronte turistico.

3 pensieri su “La ferrovia Vigezzina – Centovalli: la più bella d’Italia?

    • Quella del Bernina è tutta svizzera, questa è a cogestione tra due stati, e magari qualcosa potrebbe influire…
      Resta però assodato che il concetto di “turismo ferroviario” in Italia è roba quasi sconosciuta :(

  1. Pingback: La Ferrovia Vigezzina sa come valorizzare il suo territorio - #BassaVelocità

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