La ferrovia arriva in Cina

Nel 1866 la ferrovia in Cina fu fermata dal rispetto del feng shui e dal senso religioso. Naturalmente questo stato di cose non poteva durare a lungo. Dall’estero premevano perchè le secolari tradizioni cinesi non fossero di ostacolo alla modernità: il progresso è sempre qualcuno che cerca di vendere qualcosa ad un altro…

L'Imperatrice Cixi

L’Imperatrice Cixi

Nel 1876 gli industriali britannici provarono a convincere di nuovo l’imperatrice Cixi e la Corte dell’importanza della ferrovia costruendo una linea che collegava Shanghai al porto di Wusong: più o meno 14 chilometri
Gli abitanti dei villaggi ed i funzionari locali furono inorriditi: un gruppo di uomini, donne e bambini si misero sui binari cercando di fermare il treno (che andava molto piano). La situazione ben presto divenne così accesa che il diplomatico britannico Thomas Wade persuase la compagnia ad interrompere il servizio. Il governo cinese comprò la ferrovia e la fece smantellare: venne poi rimontata a Taiwan per usarla nelle miniere di carbone locali: sull’isola c’erano meno cinesi e quindi meno tombe…

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2 settembre 1876: l’Illustrated London News raffigura la prima ferrovia cinese

Gli anni passavano l’imperatrice Cixi era blandamente favorevole alla ferrovia ma la Corte ed il governo continuavano ad essere contari a violare le credenze religiose della popolazione. Per provare a smuovere la situazione nel 1888 Cixi volle lei stessa ad andare in treno: comprò da una compagnia francese locomotiva, sei carrozze e materiale per creare una linea di tre chilometri e mezzo da installare all’interno della Città Imperiale (la Città Proibita, che vediamo in tutti i film è 720.000 m² ed era racchiusa dalla Città Imperiale, grande sei volte tanto).
I francesi gliela vendettero ad un prezzo estremamente scontato sperando che apprezzasse e favorisse la nuova tecnologia: la ferrovia fu installata con la consulenza di un maestro di feng-shui che decise la data d’inizio e la direzione dei binari. Quando la linea divenne operativa Cixi ebbe un assaggio della velocità del treno ma anche del fumo nero e del rumore metallico: probabilmente non le piacque molto perchè il treno non venne più usato. Rimase in un deposito venendo tirato fuori solo per mostrarlo ai visitatori ed in quelle occasioni non andava col carbone: gli eunuchi trainavano le carrozze tramite lunghe corde di seta…

Cina-ferrovia

In carrozza!

Il punto a favore della ferrovia lo segnò la crisi economica. La Cina aveva debiti da pagare con gli stati esteri ed il suo thè, principale prodotto di esportazione assieme alla seta, stava subendo la concorrenza di quello indiano. Nell’aprile 1889 il viceré Li Hongzhang (che venti anni prima era fermamente contrario) convinse l’imperatrice e la Corte che coi treni avrebbero potuto commerciare quantità maggiori di the e seta. II vicerè propose di costruire una linea che collegasse Pechino al sud arrivando fino ai una grande città collegata al mare tramite il fiume Azzurro: tutte le province prive di sbocchi che si fossero trovate lungo la ferrovia in questo modo sarebbero state collegate al mondo esterno.
Dopo aver sollecitato un’indagine il 27 agosto 1889 l’imperatrice Cixi promulgò un decreto che preannunciava l’era della ferrovia: questa ferrovia che collegava il nord al sud del paese (negli anni sarebbe arrivata a Canton) diventò l’arteria centrale del trasporto in Cina, decisiva ancora oggi per la sua economia.
I soldi e la ricchezza spazzarono via (non solo metaforicamente) le tombe degli antenati.

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