La ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier: a bassa velocità in Val d’Aosta

Non è una storia allegra quella della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier: non c’è nessun miracolo di Natale nella sopressione il 24 dicembre 2015, dopo quasi un secolo di vita, dell’unico tronco ferrovio interamente compreso nella piccola regione a Statuto Autonomo.
Ma di questa brutta vicenda ne voglio parlare a breve.
Prima fatemi spendere due parole su questa ferrovia, certamente minore, ad un solo binario e lunga appena 31 km, che da Aosta conduceva fino a Pré-Saint-Didier.
Se la ferrovia arrivò ad Aosta solo nel 1885, fu negli anni del primo Dopoguerra che nella valle iniziarono ad aumentare i binari: come studiavamo alle elementari, la Val d’Aosta era ricca di miniere, e questo portò alla creazione di varie ferrovie minerarie. Da questo al realizzarne una anche per le persone il passo fu breve.
Costruita nel 1929, la ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier attraversa la parte alta della Valle, toccando, dopo il capoluogo, piccoli centri.

Teatro_Romano_di_Aosta

Pompei? No, il teatro romano di Aosta

Aosta, la cui stazione ha tratti sostanzialmente ottocenteschi, è una di quelle realtà minori dell’Italia che andrebbero riscoperte per la bellezza discreta e la qualità della vita. Nata come Augusta Prætoria Salassorum al tempo dell’imperatore Augusto, oggi ha ben visibili molteplici resti d’epoca romana (le mura con le porte, un ponte, il teatro e l’arco trionfale), che difficilmente uno si aspetterebbe a queste latitudini. A questo si affiancano testimonianze medievali (il ciclo di Sant’Orsola è una sorta di strabiliante film in technicolor dell’XI secolo; il Ponte acquedotto di Grand Arvou è un gioiello di ingegneria antica) che rendono questa cittadina alpina estremamente affascinante.
Dalla stazione di Aosta si proseguiva per le due fermate, realizzate nel 2002, Aosta Istituto (serviva l’Istituto per geometri Jules Brocherel) e Aosta Viale Europa, sita nella parte periferica della città. Ancora dieci anni fa le istituzioni credevano nel treno come mezzo di spostamento atto a diminuire il traffico cittadino…

Stazione_di_Sarre

Chalet alpino o stazione ;) ?

La ferrovia segue il percorso della Dora Baltea, costeggiandola ed attraversandola in più punti, incanalandosi tra campi e servendo piccoli comuni. La stazione di Sarre, che serve il borgo che fu dimora estiva dei Savoia, è la prima di questa tratta a presentare una caratteristica comune: tutte sono state costruite utilizzando materiali e linee della architettura locale. Più che stazioni sembrano piccoli e graziosi chalet!
Se il piccolo castello di Sarre è oggi Museo che conserva memoria dell’amore della Casa Reale per questa regione e per la caccia, i castelli di Saint-Pierre, la stazione successiva, sono due imponenti manieri che riportano il viaggiatore indietro nel tempo. Il Castello Sarriod de la Tour è una mola massiccia che sorge a breve distanza dal fiume, tra campi e meleti, su una collinetta sotto cui passa proprio la ferrovia. Il castello di Saint Pierre invece domina il borgo con le sue torri svettanti, ed ospita il Museo regionale di scienze naturali della Valle d’Aosta.

Il castello di Saint Pierre

Il castello di Saint Pierre

La ferrovia prosegue fermandosi a Villeneuve, base di partenza ideale per le escursioni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, e poi ad Arvier, minuscolo centro adornato da poetici ruderi di castelli.
Dopo una galleria il treno sbuca ad Avise: 317 abitanti, 3 castelli, una casaforte (un residenza tardomedievale fortificata) e la Fiha de la fiocca, una sagra annuale della panna artigianale, e solo a scriverlo mi viene l’acquolina in bocca. Le stazioni successive, tra i silenzi dei boschi alpini, sono quelle di Derby e La Salle: paesone di duemila abitanti, vanta anch’essa un buon numero di ruderi di castelli, antiche chiese romaniche, caseforti e sentieri per esplorare le valli circostanti. La stazione di Morgex è la penultima della linea, e dista poco sia dai castelli dell’area che dallo stabilimento termale Sorgenti Monte Bianco – Terme di Courmayer.

Pré-Saint-Didier_-_stazione_ferroviaria

Ultima fermata: Pré-Saint-Didier

E questa dev’essere buona zona di terme se quelle di Pré-Saint-Didier, dove il treno fermava la sua corsa, erano note ai Romani. Oggi l’edificio termale è ottocentesco, da poco rinnovato e restaurato: da qui parte un sentiero che attraverso i boschi giunge all’Orrido di Verney, una cascata racchiusa da imponenti pareti rocciose pressoché verticali, strette e anguste.
Questa era la graziosa ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, che la Regione Valle d’Aosta ha chiuso. Della soppressione voglio parlare meglio tra qualche giorno.
No, scusate, ho detto male. Non soppressione, parola pesante e definitiva.
Sospensione, termine più aereo e leggero, che porta con sè un senso di provvisorio.
Si sospendono i treni, come a dire che poi si vedrà.
Tenete chiusa la ferrovia un paio di anni: aumentano le erbacce, nessuno fa manutenzione ai costoni dei monti, le belle stazioncine, chiuse, si imbruttiscono. E così per riattivarla servono troppi soldi, la decisione si rimanda e tempo dieci anni, quando tutti in qualche maniera si sono rassegnati ed organizzati a muoversi in macchina o sugli autobus, infine si sopprime.
Eutanasia di una ferrovia. Buon 2016.

 

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