Euston Arch: un delitto inglese

Oggi parliamo di una brutta storia, di un vero scempio artistico ed architettonico, una barbara devastazione contro un monumento in una bellissima stazione.
In Italia? No, a Londra.
Nella parte settentrionale di Londra si trova la stazione di Euston, la prima stazione della città, aperta il 20 luglio 1837 come capolinea della linea tra Londra e Birmingham. Il nome deriva da Euston Hall nel Suffolk, la dimora principale dei duchi di Grafton, i principali proprietari terrieri della zona, allora campi ai margini della città.
La stazione venne costruita da William Cubitt su progetto dell’architetto Philip Hardwick, uomo dalla formazione accademica e neoclassica. Questi disegnò anche il monumentale ingresso in forma di propileo dorico alto 22 metri che prese il nome di Euston Arch (letteralmente “arco di Euston”, anche se non c’è nessun arco). La grande struttura in arenaria dialogava armonicamente con la piccola e prospiciente stazione di Curzon Street, in stile ionico ed ancora esistente. Il diametro delle quattro colonne era di 2,60 metri e l’intera struttura era costata 35.000 sterline. A lato dell’Arch c’erano due ingressi minori, anch’essi neoclassici. Grandi porte di bronzo decorato e dorato andavano la sera a sigillare tutte queste porte monumentali.

Questo è un ingresso!

Questo è un ingresso!

Il viaggiatore che attraversava questo ingresso si trovava in una piazza interna rettangolare di circa 150 metri di lunghezza e 100 di larghezza; il lato destro una serie di pilastri costituiva un portico neoclassico che schermava gli uffici.
Pochi anni dopo, tra il 1854 ed il 1862, l’architetto bavarese Leo von Klenze costruì una struttura simile per Monaco di Baviera, i Propyläen. Loro sono ancora esistenti.
Infatti nonostante questo ingresso monumentale ed altri spettacolari ambienti (la Great Hall era lunga 38 metri, larga 19 ed alta 20, con un soffitto a cassettoni ed una scalinata imponente), tutto questo è stato distrutto. E non dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, ma dalle scelte della burocrati della Pubblica Amministrazione inglese.
Già negli Anni Trenta si voleva ampliare la stazione, ma la guerra fece passare in secondo piano la questione.
Quando si tornò a parlarne negli Anni Sessanta la British Transport Commission giunse alla conclusione che, data la presenza dei binari a nord, la stazione si sarebbe potuta espandere solo a sud, proprio dove c’era la Great Hall ed il Euston Arch.

I cancelli, oggi al National Railway Museum di York

I cancelli, oggi al National Railway Museum di York

Nel corso di una indagine di pianificazione tenutosi a fine gennaio 1960, la London County Council (principale organo di governo locale della città) adottò la relazione della Commissione Urbanistica che prevedeva la rimozione dell’arco e delle sue pertinenze a condizione che venissero poi ricostruite in un altro sito: costo stimato 180.000 sterline e nessuna idea su come finanziare l’opera. Alla Camera dei Comuni il deputato Woodrow Wyatt presentò una mozione chiedendo l’Arch e la Hall venisse mantenuti. In assenza di un preciso ordine di conservazione da parte del Ministero competente la stazione sarebbe stata demolita: la Royal Fine Art Commission ne chiese uno a nel maggio 1960, ma il ministro non lo ritenne necessario, dal momento che la London County Council se ne stava occupando di comune accordo con la British Transport Commission.

L'attuale stazione è così brutta che mi rifiuto di rinserirne le immagini. Ecco l'Arch nel 1896

L’attuale stazione è così brutta che mi rifiuto di inserirne le immagini. Ecco l’Arch nel 1896

Il 12 luglio 1961 il Ministro dei Trasporti Ernest Marples comunicò che l’ingrandimento della stazione era urgente e che la possibilità di spostare l’Euston Arch da un’altra parte era stata esaminata sia dai tecnici del ministero che da quelli della British Transport Commission: la demolizione sarebbe costata 12.000 sterline, lo smantellamento e la ricostruzione 190.000 minimo. Ovviamente per il Ministero il monumento non giustificava tale spesa.
Per salvare l’Euston Arch intervennero lo storico Nikolaus Pevsner, Sir Charles Wheeler, il Presidente della Royal Academy, l’editore di Architectural Review, la Society for the Protection of Ancient Buildings, il Georgian Group e la London Society. La Victorian Society raccolse 90.000 sterline, una ditta canadese si offrì di spostare gratuitamente l’arco con dei rulli ma fu tutto inutile. Il Primo Ministro disse che la mancanza di terreni disponibili ed i tempi tecnici della costruzione della stazione rendevano il progetto irrealizzabile: l’unico luogo che sembrava adatto ad ospitare l’Arch, la rotatoria sulla Euston Road, era stata giudicato inidoneo dalla London County Council.
Frank Valori, che si occupò nel dicembre 1961 della demolizione, più tardi disse di averlo fatto con dolore e che si era offerto di fornire al governo un sito alternativo a proprie spese: salvò una parte delle pietre e le incorporò nella propria casa a Bromley.

Ecco che fine ha fatto l'Euston Arch

Ecco che fine ha fatto l’Euston Arch

I cancelli di ferro ornamentali sono ora al Museo Nazionale Ferroviario di York. Almeno il 60 % delle pietre sono in fondo al Canale Prescott nell’East End di Londra poichè furono utilizzate una voragine nel letto del canale; altre giacciono nei giardini di coloro che furono coinvolti nella demolizione.
Dal 1996 esiste il Euston Arch Trust (il cui sito ufficiale è pieno di belle immagini), che si impegna nel rendere possibile la ricostruzione con materiali originali del monumento, anche come parte della riqualificazione della stazione di Euston. La spesa prevista adesso è di dieci milioni di sterline.

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