Due cuori ed una pontremolese

Questa, e si capisce dal titolo, è una storia diversa. I protagonisti sono una, anzi!, La Biondina, un cappello, anzi!, Il Cappello dell’Arroganza, e la Pontremolese, la ferrovia che unisce La Spezia con Parma. Ed Instagram, non dimentichiamo instagram!
Ma forse prima bisogna fare delle presentazioni degne di tal nome…
La Biondina al secolo è Silvia Lanfranchi (”Social Media Cosa, Tech & Web addicted”), che quando non blogga fa bellissime fotografie e dirige la community igers di La Spezia.
Dietro al Cappello dell’Arroganza invece si cela Davide Morante, che quando non blogga col cappello, nè gira “per Parma e per l’Italia con l’iPhone in una mano, un leoncino di peluche in tasca e Il Cappello dell’Arroganza in testa baciando sul collo #labiondina davanti a monumenti famosifa bellissime foto e dirige la community igers di Parma.
Non serve aggiungere che la foto qui sotto è sua!
(Parentesi personale: giro pure io col cappello ed odio farmi ritrarre. Fossi stato più furbo avrei elaborato una cosa simile alla sua anni fa… Chapeau! Anzi, tanto di cappello, Davide!)
Non trovate che due così siano anime gemelle? L’unica cosa che li divide è l’Appennino, ma per fortuna viene in loro soccorso la Pontremolese, la linea ferroviaria che unisce Emilia a Toscana e Liguria.
Dal momento che sono un maniaco quando ho conosciuto la loro storia ho subito chiesto una intervista.
Dopo tanti pendolari per lavoro, un pendolare per amore ci voleva!

La Biondina, il Cappello dell'Arroganza e la stazione di Parma

La Biondina & Cappello dell’Arroganza & stazione di Parma.

Perché hai scelto il treno invece della macchina? i tempi di percorrenza sono simili.
I motivi sono tanti…vuoi perché le prime due volte che sono andato in auto a Sarzana sono incappato nelle zone a traffico limitato con conseguenti multe salate, vuoi perché l’autostrada della Cisa è piena di curve, vuoi perché, ammettiamolo, è anche abbastanza cara, ho voluto provare il treno…e devo dire che mi son trovato bene: seppur i treni non sian proprio nuovissimi, li ho sempre trovati puliti, caldi d’inverno e freschi d’estate e mai super affollati.

E’ una linea trafficata su cui stanno facendo molti lavori: trovi spesso ritardi?
In realtà non penso di aver mai registrato più di 5 minuti di ritardo. Solo a pasquetta ho sfiorato l’ora, ma era dovuto alla grande massa di gente che si era mossa in quella data particolare. Per quel che riguarda i lavori, ho avuto un problema verso novembre: hanno interrotto la linea tra Fornovo Taro e Borgo Val Di Taro e provveduto con pullman per quella tratta. La cosa interessante è che hanno previsto 30 minuti di viaggio in più e son sempre stati 30 minuti. Mai uno di più.
La cosa più ricorrente son stati gli scioperi. In pratica ce n’è uno al mese. E raramente se ne comprendono bene i motivi.

Attraversi l’Appennino e tagli la Lunigiana. Guardando fuori dal finestrino hai mai pensato: bel posto, magari potrei venirci per una scampagnata!
Sì, eccome!
I paesi dell’Emilia li conoscevo, non quelli della Toscana o Liguria.
A furia di passarci in treno ho poi visitato Pontremoli (bellissima) e Villafranca. Aulla invece mi ha deluso un po’ e non capisco il perché di quella faraonica stazione.

Sul treno, tra monti dove non sempre c’è il segnale ed internet, che fai?
Eh il solito: lavoro (non tutto il mio lavoro è online), studio (non si finisce mai di imparare), leggo (in pratica ho letto tutta la saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco), gioco (Angry Birds “forevah”)…purtroppo non riesco a dormire.
Comunque l’assenza di segnale non è certo colpa di Trenitalia, quello che però non capisco è il perché solo pochi treni hanno le prese elettriche e perché quando ci sono queste non funzionano. Boh!

Prima di esserlo per amore de La Biondina, eri già stato pendolare?
Uhm no. In realtà no. Più che altro son stato studente fuori sede, per cui viaggiavo durante le feste comandate lungo la linea Parma – Napoli. Ecco, quelli sì che erano viaggi della speranza!
Comunque mi sa che a breve scoprirò l’ebbrezza TreNord per (almeno) tre mesi.

Ti muovi in treno di solito nel fine settimana: chi sono i tuoi abituali compagni di viaggio, i “pendolari della domenica”?
Non c’è una categoria fissa. E mi pare di non incontrare mai le stesse persone (e sì che i treni non sono grandi eh!!): studenti, lavoratori e viaggiatori “della domenica” (o del sabato), ossia che fanno il viaggio in giornata.

Ti è capitato qualche episodio curioso lungo la tratta?
Uhm allora vediamo:
Un giorno un non vedente mi ha chiesto di recuperargli il biglietto che gli era caduto in bagno: era ridotto in così pessimo stato che penso sia stato uno scherzo che mi han fatto…
Un’altra cosa che mi ha colpito e fatto sorridere quando sul ritorno DA Sarzana delle ragazze orientali mi hanno chiesto quando saremmo arrivati a FIRENZE. L’assonanza della città toscana con FIDENZA le aveva tratte in inganno. Povere.
Poi quando, sceso a Santo Stefano ho dimenticato il telefono sul treno. La Biondina mi ha allora accompagnato a La Spezia a recuperarlo. Ricordo che era il giorno di presentazione dell’iphone 6. Peccato che poi il cellulare lo lasciai senza però più recuperarlo su un altro treno…fortuna che avevo già preso quello nuovo.
L’ultima storia curiosa è stata la discussione con un controllore: si chiedeva come mai con un biglietto per Sarzana fossi salito a Parma su un treno diretto a Piacenza. È stata dura convincerlo che sarei sceso a Fidenza e da lì avrei preso un treno diretto a Firenze che si fermava poi a Sarzana.J

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