Cosa mangiare in treno in Giappone? L’Ekiben

Anni ed anni fa, almeno al nord, in pausa pranzo si usava la schiscetta: un contenitore di metallo dove tenere al caldo il cibo. Il nome quasi sicuramente deriva dal verbo schisciare (cioè schiacciare) perché per chiudere il portavivande si deve premere il suo contenuto.
Ora sembra che stia tornando di moda, e si parla di lunch-box oppure, personalmente inaccettabile, di schi-chic. Penso a mia nonna in catena di montaggio, a mio nonno e mia madre in ufficio, al senso tutto economico e frugale del portarsi il pranzo da casa: trovo quasi blasfemo utilizzare la categoria dello chic per un oggetto nato da umile necessità e agli antipodi rispetto alle mode.

Alla stazione di Kamakura, 60 km da Tokio

Alla stazione di Kamakura, 60 km da Tokio

In Giappone invece esiste da alcuni secoli il bentō, che deriva dal termine 便當 (biàndāng) cioè “conveniente”: è un vassoio con un coperchio di varie forme e materiali che contiene un pasto, in singola porzione: si prepara in casa o si compra fuori. La scatola da bentō è dotata di divisori interni atti a separare cibi differenti, disposti in modo da creare un pacchettino esteticamente gradevole, studiando le combinazioni di colore degli alimenti e la maniera di porli, coordinando bentō, bastoncini, cibo, tovaglietta e tutto il resto. Non stupiamoci, siamo nella civiltà dove la cerimonia del te è un rito elaborato, lungo, complicato e profondamente suggestivo.
Una sua variante è l’ekiben (lett. “il pranzo della stazione”) un particolare tipo di bentō che viene venduto in Giappone sui treni e in diversi punti vendita presenti nelle stazioni ferroviarie. Sono forniti di bacchette monouso o delle altre posate necessarie per consumare il cibo. Non sono prodotti preparati in fretta per viaggiatori di corsa, tristi panini o pasti precotti che si mangiano in aereo. I migliori ekiben forniscono una piccola finestra nella cucina regionale e la cultura del luogo in cui ci si trova. Le persone che producono e vendono questo genere di bentō lo fanno con grande cura ed orgoglio, sapendo che è anche un mezzo per portare turisti e fama e fortuna alla propria regione.

Ekiben "Amarube Tekkyou Monogatari"

Ekiben “Amarube Tekkyou Monogatari”

Proprio perchè variano da zona a zona del Giappone, è molto difficile enumerare tutti i tipi di bentō in commercio: sarebbe come voler provare ad enumerare tutti i piatti della cucina tradizionale italiana. Però esistono alcuni tipi di ekiben che sono più diffusi.
Ad Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, famosa per il pesce di ottima qualità, sono nati il Uni Ikura (con ricci di mare e uova di salmone), il Taraba Sushi (una porzione abbondante di polpa di granchio accanto sushi di salmone e uova di salmone) e l’Ikameshi (calamari farciti con tentacoli tritati e riso). Nell’isola di Honshu, la maggiore del Giappone appena a sud di Hokkaido, nella zona di Sendai è tipico il Gyutan (lingua di vacca tagliata sottile, cotta a lungo sulla brace perchè diventi tenera e servita sul riso). La città di Yonezawa è famosa per il Gyuuniku (manzo macinato e cotto alla griglia). Nella zona di Gunma, a 60 km a nord di Tokyo, ci sono due ekiben popolari: Toge no Kamameshi (riso mescolato con pollo, uova, funghi, germogli di bambù e vari altri ortaggi a radice) e Joshu non Asagayu (una sorta di porridge di riso).

Sembra una bandiera e proviene dalla stazione di Tosu

Sembra una bandiera e proviene dalla stazione di Tosu

I prezzi variano da un minimo di 300 yen (2.10 euro al cambio attuale) per uno piccolo ad oltre 3.000 yen (21 euro) per ekiben elaborati, ma la maggior parte si attesta tra i 700 ed i 1200 yen, cioè tra 5 ed 8.50 euro.
Sono venduti principalmente nelle stazioni ferroviarie con treni a lunga percorrenza e non in quelle delle linee pendolari regionali. In campagna si possono trovare ekiben in vendita nelle maggiori stazioni ferroviarie sulle linee locali.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>