Corri sotto il Bosforo con il Marmaray

Il 29 ottobre 1923 il generale Ataturk (letteralmente “Padre dei Turchi”) aboliva la monarchia in Turchia, rendendola una Repubblica. In concomitanza con questa data il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, da molti critici accusato di una politica di grandeur anche architettonica che si ricolleghi a quella dei Sultani, ha inaugurato il tunnel del Marmaray che corre sotto il Bosforo.
Ammetto che per me, se si parla di Bosforo, viene automatico nominare Costantinopoli, se non Bisanzio, e pensare prima a Teodosio e poi alla Sublime Porta: anni di liceo e di università fanno questi danni.
Senza scomodare Teodosio, Leone V l’Armeno, il Sacco del 1204 ed il Diwan dei Sultani, oggi Istanbul è una metropoli di quasi quattordici milioni di abitanti che si estende sulle due rive del Bosforo, uno stretto lungo trenta chilometri dalla larghezza variabile tra i cinquecento ed i tremila metri. Da queste parti passò Zeus trasformato in giovenca quando rapì la bella Io, che prese il nome di Europa. E qui in zona c’erano anche le Simplegadi, gli scogli mobili che quasi schiacciavano Giasone mentre andava a rubare il Vello d’Oro nel Ponte Eusino. Non si fugge mai dal Liceo, come dicevo.
Una città così popolosa, con circa un milione e mezzo di pendolari al giorno, ha solo due ponti che la attraversano: facile immaginarsi il traffico. In progettazione ce n’è anche un terzo, in verità, ma i tempi non saranno brevi.
Per snellire le comunicazioni ed i trasporti da ieri quelle che potremmo definire come le ferrovie urbane della città
Il nome Marmaray deriva dalla combinazione di “Mar di Marmara”, il mare interno che si immette nel Bosforo, con ray, la parola turca che indica la ferrovia.

Il progetto in un documento del 2008

Il progetto in un documento del 2008

La realizzazione è stata frutto di una cooperazione nippo-turca iniziata nel luglio 2004 ed il tunnel vero è proprio è stato terminato il 23 settembre 2008.
Il progetto comprende un passante di 13,6 chilometri che attraversa il Bosforo, 63 nuovi chilometri di linee ferroviarie suburbane per arrivare a creare una linea ad alta capacità di 76,3 chilometri tra le zone di Gebze ed Halkali, e la fornitura di 440 vetture elettriche. Il tunnel vero e proprio sotto il mare è lungo 1,4 chilometri ed è un tubo posato a 60 metri sotto il livello del mare formato da undici sezioni di lunghezza variabile tra i 98 ed i 135 metri realizzate con uno speciale calcestruzzo resistente al fuoco sviluppato in Norvegia.

Una bella vista del tunnel

Una bella vista del tunnel

La cooperazione con i giapponesi è stata necessaria soprattutto per risolvere il problema sismico. Il tunnel infatti si trova a solo 18 chilometri a nord della Faglia dell’Anatolia: i sismologi hanno calcolato che dal terremoto del 342 ad oggi ci siano stati oltre diecimila morti e che ci sia una probabilità del 77% che nei prossimi trenta anni la zona subirà un terremoto di forza 7.0, il quale arriverà a liquefare il terreno su cui è poggiato il tunnel. Per risolvere questo problema i tecnici hanno iniettato malte industriali fino a 24 metri al di sotto del fondale marino per mantenerlo stabile, le pareti del tunnel sono in cemento armato impermeabile e rivestito con un guscio di acciaio, e ciascuna delle undici sezioni è a completa tenuta stagna indipendente dalle altre, con proprie paratoie.
Il completamento di tutto il progetto è stato più volte ritardato fino a slittare dal 2009 al 2013 in gran parte a causa della scoperte di oltre ottomila reperti di epoca bizantina e non. Durante gli scavi sono venuti alla luce resti del più grande porto della città (Porto di Eleuterio, più tardi noto come Porto di Teodosio, IV secolo), delle Mura di Costantino (IV secolo), i resti di diverse navi, tra cui quella che sembra essere la prima galea medievale mai trovata in questa zona. Inoltre lo scavo ha portato alla luce la più antica testimonianza di insediamenti a Istanbul: anfore, frammenti di ceramica, conchiglie, pezzi di osso, teschi di cavalli, e nove teschi umani trovati in un sacchetto risalenti al 6.000 a.C. A tutto ciò si aggiunge anche il rinvenimento di manufatti di vetro ed altri frammenti risalenti al periodo ellenistico, romano, bizantino ed ottomano.

I reperti ritrovati sono già esposti

I reperti ritrovati sono già esposti

Sulla terraferma sono state costruite tre nuove stazioni sotterranee e altre trentasette verranno ricostruite o ristrutturate; quella di Yenikapi è collegata con la metropolitana e con un’altra linea ferroviaria urbana. La capacità è stimata di circa 75.000 passeggeri l’ora per senso di marcia ed il tempo di viaggio previsto da un capolinea all’altro è di 104 minuti. Il governo prevede che, con questa grande opera, l’utilizzo dei treni urbani passerà dal 3.6% al 27.7%
A Roma con la Metro C come sia messi?

4 pensieri su “Corri sotto il Bosforo con il Marmaray

  1. Un bel resoconto! Mi affascina sempre quando un Paese capisce che la decongestione delle strade avviene soprattutto con le linee sotterranee ad alta capienza e frenquenza. Ma soprattutto quando un progetto inizia, termina e viene proposto agli utenti. Incriciamo le dita per il Crossrail di Londra adesso! Francesco

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