Conosci il treno proiettile giapponese?

Vi ricordate dell’articolo che Arianna ha scritto per me, quello sul treno da Pechino a Lhasa?
Presentandolo l’ho definito, erroneamente, un treno ad alta velocità, quando invece raggiunge solo i 120 km/h (più o meno quanto un treno regionale, che normalmente sta tra i 90 ed i 140 km/h).
Ella, implacabile (nemmeno, per dire, l’avessi investita con un segway…), mi ha subito sottolineato l’errore e promesso che in futuro “racconterò di un treno davvero ad alta velocità, lo Shinkansen, che ho preso da Tokyo a Kyoto!”
Mai errore fu più fecondo! Ok, forse quello di Colombo che sbaglia a trovare le Indie lo fu… ora non sottilizziamo.
Eccola di nuovo a parlarci delle sue esperienze ferroviarie in Oriente!
Buona lettura (ma se scrivo che Tokio è nelle Americhe ci regali un altro dei tuoi splendidi racconti?)

L'arrivo del treno in una foto di Claudio Cuocolo

L’arrivo del treno in una foto di Claudio Cuocolo

Una delle esperienze più elettrizzanti del tour estivo dell’anno scorso in Sol Levante è stato il viaggio Tokyo-Kyoto andata e ritorno sullo shinkansen. A dire tutta la verità, per quanto curiosa di provare uno dei famosi “treni proiettile” giapponesi, vista la levataccia e l’ansia di perdere il treno, salita a bordo sono riuscita  a malapena ad assistere alla presentazione del tragitto da parte del capotreno, con relativo inchino finale di saluto, e poi sono crollata in un sonno profondo. Mi sono in ogni caso goduta l’esperienza dell’attesa dell’arrivo del treno: lungo la banchina della Tokyo station sono presenti linee a terra numerate che delimitano il punto esatto in cui la porta del treno si aprirà, in modo che i passeggeri possano attendere in modo ordinato l’arrivo; anche l’operazione di entrata e uscita dal convoglio mi ha colpito per la rapidità, dovuta al fatto che i giapponesi hanno l’abitudine di viaggiare senza bagagli ingombranti.
Il termine Shinkansen indica la linea dei treni ad alta velocità che collega tutte le principali città del Giappone in poche ore di viaggio. Letteralmente significa “nuovo tronco ferroviario” e si divide in due sezioni: quella che va da Tokyo a Kagoshima (Kyushu) e quella che va a nord, lungo l’asse Tokyo-Aomori, con collegamenti che vanno fino a Nagano, Niigata, Shinjo e Akita.
Il vantaggio degli shinkansen è che viaggiano su binari dedicati e che hanno binari specifici all’interno delle stazioni. Questi due fattori, oltre ovviamente alla struttura aereodinamica dei treni, contribuiscono a garantirne la proverbiale puntualità. Tre i tipi di servizio offerti, in base al numero di fermate effettuate; il servizio più rapido, il Nozomi (che supera i 300 km/h) non è compreso nel Japan Rail Pass, un vantaggioso abbonamento ai treni ad uso esclusivo dei turisti.
Tutti gli shinkansen sono inoltre divisi in due classi, Green (prima) e Ordinary (seconda). I sedili sono sempre orientati verso la direzione di marcia: infatti sotto ogni sedile c’è un pedale che serve per ruotarli di 180 gradi (quando non ruotano automaticamente prima della partenza).
I giapponesi sono molto orgogliosi della loro efficientissima linea ferroviaria (per quaranta anni quasi esatti – dall’inaugurazione il 1º ottobre 1964 al 23 ottobre 2004 –  i supertreni giapponesi non hanno avuto nessun incidente o deragliamento), tanto che nel novembre del 2008 sono state organizzate cerimonie ufficiali e corse commemorative speciali in occasione del ritiro dal servizio del primo leggendario modello di shinkansen. Una locomotiva di questo treno è attualmente esposta al National Railway Museum di York, in Inghilterra.

5 pensieri su “Conosci il treno proiettile giapponese?

  1. Un bell’articolo davvero!
    Caro Bassa Velocità, come promesso penso di dare anch’io il mio contributo con le mie esperienze sia da pendolare che da turista sui treni giapponesi. Questo intervento così accurato e ben raccontato da Arianna era lo stimolo che mi serviva.
    Happy rides

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