Ciao, Transiberiana: da Torino a Pechino. In treno!

Non so voi, ma io non mi sono mai alzato una mattina e mi sono detto: “Piglio la macchina e vado a Capo Nord.”
Partendo da Piazza Vittorio, a Torino.
Stefano Tiozzo sì.
E se non ci credete, c’è un filmato… anzi, un minidocumentario che lo testimonia!
Io non lo conosco. Ma conosco una persona che conosce una persona che lo conosce.
Uè, figa, ma ti ho mai parlato dello Stefano Tiozzo? È quello che un giorno ha preso la macchina e da Torino è andato a Capo Nord.
Sì, credo che sia più o meno con queste precise parole (e con la stessa inflessione del commendator Zampetti de I ragazzi della III C) che Chiara me ne ha parlato la prima volta.
Non ha aggiunto anche Alboreto is nothing, sempre come il personaggio di Vacanze di Natale, ma poco ci mancava.
Se volete avere idea di quanto abbia girato, vi suggerisco il suo canale youtube.
I video… chiamarli video è sminuirli. Più appropriato definirli cortometraggi per la cura, lo sviluppo e la resa.
Unica controindicazione: possono fare ridere. Molto. Quindi non fate come me che li ho guardati in ospedale beccandomi vari rimbrotti da parte dell’infermiere di turno…
Ma sto divagando.
Se un anno prende la macchina e va a Capo Nord, che fa Stefano l’anno dopo? Prende il treno e va a Pechino. Da Torino.
Sono quasi sicuro di avere letto qualcosa sulla lunga tradizione di eccentrici che popola Torino :)
Pechino… perchè Mosca, alla fine, è troppo vicina :)
E poi perchè una volta che arrivi a Mosca, vuoi per caso non fare la Transiberiana? Via, già che sei lì…
Non capita tutti i giorni di trovare qualcuno che fa la Transiberiana, giusto?
Potevo forse non intervistarlo?
Ma prima di leggere l’intervista mi raccomando: guardate il trailer del suo viaggio!
E se siete a Torino il 9 agosto mi raccomando: tutti a salutarlo in stazione!

Ciao Stefano: chi sei in due parole?
Sono molte cose diverse a seconda dei momenti, ma in questo contesto sono una persona che ama il mondo, ama la natura e le culture diverse, e soprattutto ama raccontare e condividere tutto questo attraverso video-racconti e fotografie, semplicemente per passione e per il piacere di stimolare le molte persone che mi seguono a scoprire l’infinita meraviglia del mondo…in due parole…sono Stefano Emoticon smile

Mi sono visto i tuoi video sul canale youtube: ma quanti milioni di chilometri hai già percorso?
Ho avuto in effetti la fortuna di viaggiare tanto, ma ci sono ancora molti angoli di mondo che conosco solo di fama, specialmente in Asia o in Africa, pertanto la miglior risposta che posso dare è “non ancora abbastanza” Emoticon smile

Come ti è venuto in mente di prendere la Transiberiana?
E’ una storia lunga che affonda le radici a prima del viaggio a Capo Nord. Al tempo pensavo di andare in macchina fino a Pechino, ma non avrei saputo come portare la macchina indietro. Decisi quindi di coprire una distanza analoga andando e tornando dal Nord Europa, ma mi rimaneva il pallino di andare fin dall’altra parte dell’Asia senza usare un aereo….ho letto il bellissimo libro di Terzani “un’indovino mi disse”, che parla proprio, tra le altre cose, di lunghi viaggi via terra, e questo fece scattare la scintilla definitiva.

Che problemi hai avuto nell’organizzare il viaggio? Come abbiamo visto dal trailer, alle macchinette in stazione non si trova il biglietto Mosca-Pechino
I problemi sono stati essenzialmente legati all’ottenimento dei visti e dei biglietti per le varie tratte.
Abbiamo pianificato con cura l’itinerario, prenotando in anticipo ogni tratta in modo da contenere la spesa dei biglietti, ma finché si tratta di prendere un biglietto da Torino a Vienna, non è un problema. L’Austria anche, non è un problema. Repubblica Ceca e Polonia già ci hanno creato qualche difficoltà in più, ma alla fine la Polonia si è rivelata in assoluto il paese più efficiente da cui acquistare un biglietto ferroviario. Ovviamente quando poi si tratta di prendere treni in Russia, Mongolia e Cina, il discorso si fa più complicato.
Quanto ai visti, abbiamo dovuto ottenere dei documenti da operatori locali da presentare insieme alla domanda per dimostrare gli scopi turistici della nostra visita, e per l’ottenimento dei 3 visti necessari abbiamo impiegato circa 50 giorni.

Ci fai qualche piccolo spoiler? Ti fermerai qualche giorno da qualche parte lungo la linea, vero?
Le tappe del viaggio non sono un segreto, le pubblicherò tra poco sul mio blog. In sintesi sono Venezia, Vienna, Praga, Varsavia, Mosca, Krasnoyarsk, Irkutsk, Ulan Bator e, ovviemente, Pechino.

Domandone alla Marzullo: che ti aspetti da questo viaggio?
E’ un viaggio da cui mi aspetto molto in termini introspettivi. Non mi attira tanto l’idea di zampettare da una capitale all’altra, quanto di farlo tenendo sempre i piedi per terra. Mi aspetto di vedere il mondo cambiare lentamente attraverso il finestrino, dalle Alpi alle pianure centro-europee, dalla steppa fino alle sponde del lago Baikal e il deserto del Gobi. Mi aspetto molto dalla tappa in Mongolia, paese che da sempre mi affascina. Nelle lunghissime tratte siberiane (tutte sopra le 24 ore) mi aspetto infine di conoscere molte persone e molte storie diverse, che possano in qualche modo arricchire la mia, di storia.

Durante il tuo viaggio su che canali social ti potremo seguire?
Questo sarà un po’ un incognita. Ogni volta che ne avrò il tempo e la possibilità pubblicherò aggiornamenti sul mio blog e soprattutto sulla pagina Facebook StefanoTiozzoTravelPhoto ma ovviamente mi aspetto di non riuscire a farlo con facilità durante i lunghi viaggi in treno, o nel mezzo del deserto in Mongolia, e ancora meno in Cina, dove come tutti sanno, l’accesso ai social network è proibito.

Quando è previsto il ritorno?
Il volo di ritorno da Pechino è previsto il 3 Settembre. Sarebbe stato bello rientrare in treno passando magari più a sud, ma sarà per la prossima volta :)

2 pensieri su “Ciao, Transiberiana: da Torino a Pechino. In treno!

  1. Non so se troverò modo di ringraziarti di questa scoperta. Certo che se fossi alla Rai io uno come Stefano me lo accaparrerei subito, sarebbe un inviato speciale davvero speciale. Quando ho visto il suo video di 30 minuti mi sono detta GULPE che sbrodolone sarà? Da molto scettica, mi sono incollata al video e gustata gli interi 32 minuti ridendo di cuore, ma anche a bocca aperta perché… insomma dietro le risate c’è un fantastico videomaker, bella la fotografia, fantastico il montaggio, ritmo del racconto senza sbavature. Ho scoperto un grande storyteller che seguirò con curiosità e gioia :)

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