Chiusa la ferrovia Aosta – Pré-Saint-Didier

Notizia non di oggi, ma non volevo intristirmi parlando sotto Natale del fatto che la Regione Valle d’Aosta ha chiuso la ferrovia Aosta – Pré-Saint-Didier.
Unica ferrovia interamente compresa all’interno della regione, e che serviva la alta Valle, dal 24 dicembre non è più servita da treni, ragion per cui per spostarsi verso il capoluogo gli utenti dovranno scegliere tra macchina privata o autobus (tant’è che l’autolinea Aosta – Courmayeur è stata appositamente potenziata a partire dal 25 dicembre).
I motivi, nemmeno a dirli, sono quelli economici. La linea, inaugurata nel 1929, ha bisogno di importanti interventi di sistemazione, come illustrato da Aurelio Marguerettaz, Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti da giugno 2014

«Tutta una serie di treni su questa linea viaggia completamente vuota. Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) ha imposto un rallentamento dovuto a problemi strutturali che, per essere risolti richiederebbero investimenti per 10 milioni di euro senza peraltro eliminare compiutamente i problemi. La manutenzione annuale della linea costa 500 mila euro annui. Siamo disponibili a valutare tutte le prospettive che non penalizzino il diritto alla mobilità, ma non possiamo non guardare ad un bilancio ridotto all’osso.»

Invece le Ferrovie preferirescono concentrare i fondi sulla Aosta – Chivasso, considerato che la linea dell’alta Valle è utilizzata ogni giorno mediamente da 350 passeggeri.

Pré-Saint-Didier_-_stazione_ferroviaria

Ultima fermata: Pré-Saint-Didier

Non meno favorevole alla chiusura della ferrovia Aosta – Pré-Saint-Didier è stato il presidente della Regione Augusto Rollandin:

«L’Aosta/Pré-Saint-Didier di sicuro è un problema. Se si guardano i numeri dei passeggeri, fatta eccezione per il periodo scolastico, non ci si può non rendere conto dei costi e della situazione. Quel percorso è coperto da due linee di pullman e c’è la strada che corre in parallelo.»

Mi verrebbe da notare che, quindi, durante il periodo scolastico, che sono circa nove mesi, il servizio ferroviario è utile…
Ovviamente sul problema la pensavano e la pensano diversamente i pendolari, magari gli studenti e, in definitiva, quelli che in linguaggio burocratico sono gli utenti.
Secondo Federconsumatori in Valle d’Aosta

«manca la volontà politica di trovare soluzioni a una situazione quella dei trasporti che è veramente da Terzo Mondo. Non si può decidere la chiusura di un tratto ferroviario in maniera improvvisa né tantomeno per gli scarsi ricavi. La sospensione è di fatto una chiusura mascherata e non temporanea di un servizio universale.»

Annibale Salsa, antropologo ed ex presidente del Club Alpino Italiano, non è più tenero:

«E’ molto curioso che proprio oggi in cui si parla, in tanti convegni e tavole rotonde, della necessità di un rilancio del trasporto collettivo su rotaia e di un ridimensionamento del traffico su gomma giunga una doccia fredda come quella annunciata. Nell’arco alpino, anche recentemente, è tutto un susseguirsi di iniziative e progetti per dare un futuro diverso al traffico locale delle valli, liberandole dalle soggezioni derivanti da strade intasate, insicure, inquinanti. [...] Non dimentichiamo che la Valle d’Aosta è una regione turistica e che un servizio su rotaia all’altezza dei tempi potrebbe richiamare nuove correnti di traffico, soprattutto dalle nazioni transalpine che con la ferrovia hanno maggiore dimestichezza e familiarità. Il prolungamento fino a Courmayeur e ad Entrèves, con accesso diretto alla stazione di partenza della grande funivia del Monte Bianco, sarebbe la ciliegina sulla torta, in grado di conferire alto valore aggiunto a tutta l’offerta turistica della Vallée».

Per ultima riporta la dichiarazione di coloro che sono abituati ad essere ultimi, ignorati e sbeffeggiati: i pendolari, nella fattispecie l’Associazione Pendolari Stanchi VdA:

«Abbiamo perso la nostra battaglia, costretti anche noi come tutti quanti a viaggiare in macchina o su pullman sull’unica statale congestionata, ad arrabbiarci per trovare un parcheggio, a stare in fila, ad inquinare l’aria di Aosta e dei comuni che attraversiamo per andare al lavoro.
Noi siamo convinti però che il tempo è galantuomo e che, prima o poi, anche chi ci ha ignorato o ha fatto di tutto per toglierci il treno si renderà conto dell’errore madornale che ha fatto, togliendo non solo un diritto alla mobilità dei valdostani ma anche danneggiando l’intero sviluppo economico di una regione.»

2 pensieri su “Chiusa la ferrovia Aosta – Pré-Saint-Didier

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