Chiudere una ferrovia utile: il destino della Vercelli – Casale – Valenza

Il macchinista del Cuneo-Torino riconosce Paolini, lo invita a bordo, ci spiega con solennità che in Piemonte nacque e morì una grande idea ferroviaria. “Nacque con i Cattaneo e i Cavour; morì con gli Agnelli e il boom dell’automobile; fu sepolta con le alluvioni che distrussero i ponti, dopo che quel boom spopolò le montagne”. Ed elenca decine di linee dismesse: Brusca-Dronero, Bra-Ceva, Cavallermaggiore-Moretta, Saluzzo-Airasca, Bricherasio-Barge. Una rete fantastica che nessuno riattiva, figurarsi. Nemmeno oggi che l’auto è in agonia. [...]

Stazione di Alessandria, una volta ci passavano fiumi di terroni diretti alla Fiat. Oggi, il vuoto. Gli italiani vanno su gomma. [...]  Casale Monferrato, primo passaggio del Po. L’unico bianco a bordo è un chitarrista classico, capelli lunghi e barba nera. Suona concentratissimo Respighi, mentre fra l’acqua grigia e il cielo cupo il ponte emette un basso continuo. E’ incredibile l’acustica dei ponti ferroviari. In Germania sussurrano, in Francia rimbombano, quelli inglesi emettono un tuono lungo. Il treno va, in un’aureola di pioggia, pare un famoso quadro di William Turner. E i nomi dei paesi cominciano a cantare. Frascarolo, Frassineto, Crescentino.

Così nel 2001 scriveva Paolo Rumiz in “Due uomini in fuga”, che credo sia IL libro, per quanto riguarda le ferrovie italiane (un grazie a mia sorella per avermelo regalato!). La situazione è peggiorata negli ultimi anni, ma già allora il disastro si intuiva. Solo nel 2012, tanto per dare delle cifre, sono state chiuse in Piemonte 12 linee locali.
Per quanto riguarda la linea Valenza – Casale – Vercelli la dismissione delle industrie nel circondario, come visto ieri, ha piano piano diminuito il bacino di utenti, e l’eliminazione di alcune fermate minori nel 2003 ne è stato il segno più chiaro.

Il treno non ferma più alla stazione di Pertengo

Il treno non ferma più alla stazione di Pertengo

Ad oggi, partendo da Vercelli, le uniche fermate sono Casale Monferrato, Borgo San Martino (comune di milletrecento abitanti circa), Giarole (settecento abitanti), ed infine Valenza. I dati in possesso della Regione Piemonte parlano di una media di una cinquantina di viaggiatori nelle ore mattutine e serali, con punte di 65 utenti, per ogni corsa e di sette o otto persone in altre.
Scorrendo gli archivi dei quotidiani locali, la voce di una possibile soppressione della linea girava già da qualche anno: notizia degli ultimi giorni, da settembre gli autobus prenderanno il posto dei treni, e i soldi risparmiati, a detta della Regione Piemonte, andranno a potenziare linee più importanti. Stesso destino toccherà alla Novara – Varallo.
La notizia ha creato ovviamente profonda preoccupazione negli ambienti del pendolarismo.
La consulta provinciale degli studenti della Provincia di Alessandria ha inviato una lettera a varie autorità provinciali e regionali per chiedere un intervento contro i tagli ai trasporti locali: “Diverse centinaia di studenti rischiano, con l’inizio dell’anno scolastico, di non avere mezzi pubblici per raggiungere la propria scuola.”

La stazione di Casale Monferrato

La stazione di Casale Monferrato

Il Comitato Pendolari Casale – Vercelli ha scritto una lettera aperta indirizzata all’assessore dei Trasporti Bonino e al sindaco: “La sensazione che qualcosa non andasse si era avvertita con la graduale sostituzione, negli ultimi anni, dei treni con autobus sulla linea Asti-Casale-Mortara e, in estate, sulla Casale-Vercelli. Il cambiamento è divenuto evidente con la delibera 15-1394 del gennaio 2011, con cui la nuova Giunta Regionale decise di destinare ad altre tratte i fondi (cinque milioni di euro) che la Regione Piemonte aveva messo a disposizione nel novembre 2007 per l’elettrificazione della stessa linea verso Vercelli: nodo imprescindibile per chi viaggia verso Milano e di lì lungo la rete nazionale. [...]
Gli investimenti in questo settore sono più importanti ora, che in passato: la crisi economica, che ha ridotto la capacità di spesa delle persone, rende la dipendenza dall’automobile (spesso l’unico mezzo per muoversi in provincia) più ingiusta. Servono soluzioni di trasporto per molti, piuttosto che lussi per pochi. Sempre ricordando che un buon servizio di treni dovrebbe essere scontato, e invece pare una conquista. La linea Casale-Vercelli è una risorsa per tutto il territorio che va da Asti e Alessandria, a Vercelli e Novara. E anche per l’Università: i tre poli dell’Ateneo Avogadro necessitano infatti di un collegamento rapido e costante per studenti e funzionari; e la linea Casale- Vercelli è parte di quell’asse.”
Quanto l’impiego del trasporto su gomma possa essere controproducente lo si capisce anche dalle osservazioni che una pendolare ha mandato al quotidiano news Casale News: “chi sceglie il treno anziché l’autobus lo fa per viaggiare in maggior sicurezza, sia relativamente al rischio di incidenti che relativamente alla possibilità di prendere il treno in coincidenza per Novara o Milano. Capita che, a causa di deviazioni o rallentamenti per strada il pullman arrivi in ritardo. Capita in estate. Con la brutta stagione e le nebbie questo potrebbe diventare una costante.”

Cosa si vede dal treno quando nevica in Monferrato

Cosa si vede dal treno quando nevica in Monferrato

Il sindaco Dezzi è naturalmente ottimista: “sono certo che  lavorando compatti si riuscirà a ottenere dei  buoni risultati per i pendolari e gli studenti che utilizzano la linea. Andando verso un servizio su gomma si potrà avere una più elastica definizione degli orari, in modo da potenziare le ore di maggior utilizzo e definire eventuali fermate aggiuntive che siano maggiormente compatibili con le esigenze degli utenti“.
E dal momento che almeno dagli Anni Sessanta in Italia il trasporto su gomma è una panacea a tutti i mali, non manca la stoccata finale ai treni: “continueremo a vigilare attentamente affinché un servizio che unisca le due città non solo sia mantenuto, così come ci è stato assicurato, ma che possa trovare quei correttivi che, ahimé, negli ultimi anni non si sono avuti con quello ferroviario.
Domani, intervistanto un pendolare che conosce molto bene la linea, potremo vedere quanto questa soppressione sia sbagliata.

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