Che fine ha fatto la Savigliano – Saluzzo – Cuneo?

Parlo molto spesso della situazione ferroviaria piemontese, ma c’è un motivo. Con il cambio orario del 17 giugno 2012, la Regione Piemonte ha deciso di sopprimere il servizio ferroviario su 11 linee (460 km pari al 24% della rete RFI piemontese).
Tra queste c’è la Savigliano – Saluzzo – Cuneo, lunga 49 km, che offriva 22 corse al giorno (tredici nel solo tratto Cuneo-Saluzzo) con una media, secondo i dati della Regione, di 768 passeggeri al giorno, circa 35 a corsa. Stavano abbastanza larghi dal momento che i treni in esercizio sulla linea avevano disponibilità per 63 persone.
Il costo per la Regione era di circa 1.800.000 euro all’anno, di cui un milione per la sola tratta Cuneo-Saluzzo. Il servizio non si svolgeva alla domenica, per tutta l’estate e nelle vacanze di Natale e Pasqua: in un anno i giorni di circolazione erano circa 210 su 365 (la Savigliano-Saluzzo era invece aperta 260 giorni all’anno).
Anche questa linea sorse ai tempi del vecchio Piemonte sabaudo: nel 1857 fu inaugurato il collegamento tra Saluzzo, allora capoluogo di provincia, e Savigliano, in quel tempo sede di manifatture tessili e meccaniche importanti. Nel 1892 i binari arrivarono fino a Cuneo, snodo da cui si diramavano le linee per Mondovì (chiusa nel 2012) e per Ventimiglia.
Oggi, di questa fitta ragnatela di traversine non esiste quasi più nulla.
Ironia della sorte, proprio a Savigliano è presente il Museo Ferroviario Piemontese, il cui scopo è scopo reperire, conservare e, quando possibile, restaurare funzionalmente il materiale ferroviario di interesse per la cultura locale, con particolare riferimento ai rotabili ed ai sistemi di trazione che hanno caratterizzato la storia dei mezzi di comunicazione del Piemonte.

Adesso la stazione di Saluzzo è vuota

Adesso la stazione di Saluzzo è vuota

Da Saluzzo poi partiva anche la linea per Airasca, soppressa già dal 1986: gli unici quindici chilometri ancora attivi servono perchè poco prima della stazione di Moretta esiste infatti un raccordo ferroviario per le officine “Metalmeccanica Moretta” per la riparazione dei treni.
Una officina che ripara treni ed un museo ferroviario nel bel mezzo di linee o totalmente o in gran parte scomparse: bella metafora per il destino delle strade ferrate piemontesi.
Dopo il giugno 2012 ci sono stati vari tentativi per recuperarla. Si parlava di inserirla in un percorso di sperimentazione di un nuovo servizio ferroviario regionale attraverso la messa a gara delle linee a bassa frequentazione dal momento che, aperta al traffico merci (oltre 250 convogli al mese), rimaneva oggetto di una costante manutenzione ordinaria e straordinaria. La possibilità di affidare la linea a privati, accolta favorevolmente dalla Regione, è svanita davanti al rifiuto da parte della Provincia di Cuneo che ha inviato in Regione una lettera, senza informare i sindaci di Saluzzo, Savigliano e Cuneo, affermando non avere intenzione di attivare la sperimentazione, sostanzialmente per motivi economici.
A marzo Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente della sezione piemontese dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, è sceso personalmente in campo, al fianco dei sindaci di Savigliano, Saluzzo e Cuneo, per fare chiarezza su questo nodo che vede disponibile la Regione, favorevoli i comuni e contraria la Provincia.
Un anno e più è passato dal giugno 2012, e soluzione concrete non se ne vedono.

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