Una buona notizia: nasce il Treno del Vino in Sicilia

La notizia, per me un po’ improvvisa, della possibile nascita di un Treno del Vino in Sicilia mi ha fatto sorridere.
Sembra che tutto assieme nell’ultimo periodo stiano finalmente prendendo forma esperienze di turismo lento, diffuso e ferroviario di cui io parlo già da un po’ di tempo.
Gli amici della Transiberiana d’Italia oramai fanno il tutto esaurito ogni volta; il TrenoBlu ed il TrenoNatura sono stabilmente esperienze che rallegrano le campagne lombarde e toscane. Notizia recentissima quella che anche il Piemonte avrà la sua ferrovia turistica, la Ceva-Ormea.
Naturalmente è presto, troppo presto, per parlare di inversione di tendenza, di comprensione da parte delle istituzioni di un nuovo tipo di turismo. Ma è un primo e piacevole passo.
Adesso sembra la volta della Sicilia, dove già corre il Treno dei Templi nella zona di Agrigento.
Andrà a fargli compagnia infatti un nuovo treno turistico nell’area etnea: alle pendici del vulcano infatti, grazie alle particolari condizioni climatiche, si produce l’Etna DOC, vino che nelle tre qualità bianco, rosso e rosato, è ottenuto dalle uve di quattro vitigni: il Carricanteil Catarrattoil Nerello Mascalese ed il Nerello Mantellato.

Treno_vino_Etna

Sulla CircumEtnea corrono solo carrozze d’epoca!

Luogo ideale per dare vita al Treno del Vino, che attraversi diversi comuni tra cui Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Belpasso, Nicolosi, Viagrande e Trecastagni, dando vita ad un vero e proprio viaggio tra le campagne verdeggianti di viti dei versanti Sud Est e Nord Est dell’Etna.
Dietro a questa nuova iniziativa ci sono molti soggetti, tutti in egual maniera interessati a promuovere il turismo enologico: il GAL (Gruppo di azione locale, cioè una società composta da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un’area rurale) Terre dell’Etna e dell’Alcantara, la strada del vino dell’Etna e l’enoteca regionale siciliana-Sicilia orientale, i parchi regionali, i comuni di Riposto, Giarre, Linguaglossa, Castiglione, Randazzo e Piedimonte Etneo e naturalmente la Ferrovia Circumetnea.
Quest’ultima è la ferrovia a scartamento ridotto lunga 111 chilometri che collega Catania con Riposto, compiendo il periplo dell’Etna e passando per diversi centri ai piedi del vulcano.
L’idea è quella di utilizzare un trasporto integrato treno-bus per portare i turisti attraverso i percorsi de la strada  del Vino che si snodano tra terrazzamenti e muri a secco di nera pietra lavica, antichi casolari contadini e ville nobiliari.
Che dire? Mi piace, mi piace molto, e sembra decisamente un ottimo progetto.
Il turismo enologico attira moltissime persone, spesso stranieri, e realizzarlo tramite un treno -con l’ausilio ovvio dei pulmini- me lo fa piacere molto di più. Una cosa simile esiste in California, e negli anni è diventato una attrazione essa stessa della Napa Valley.
In bocca al lupo agli amici siciliani!

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