Budapest Keleti, una bella stazione nel posto sbagliato

Ho già parlato della prima grande stazione di Budapest, la Nyugati pályaudvar (stazione ovest) progettata dallo studio Eiffel secondo i principi della grande architettura del ferro del XIX secolo.
Ma quella oggi è solo la seconda stazione per importanza della capitale magiara: la prima è la di poco posteriore Keleti pályaudvar (stazione orientale).
Con il Compromesso del 1867, e la nascita dello stato federale formato dall’Impero d’Austria e dal Regno di Ungheria, l’importanza di Budapest incrementò enormente, e così il suo traffico ferroviario. Nel 1883 venne presa la decisione di costruire una nuova stazione di testa, che si affacciasse sulla piazza Baross tér, in fondo al grande viale di gusto francese Kerepesi út, allineandole la facciata con un’altra importante arteria cittadina, la Rákóczi út. Sicuramente una scelta di grande effetto scenografico, ma foriera di molte complicazioni in futuro, soprattutto per quanto riguarda le manovre ferroviarie e le manutenzioni all’intero complesso.

La stazione ai primi del Novecento

La stazione ai primi del Novecento

L’edificio fu costruito dagli architetti Gyula Rochlitz e János Feketeházy tra il 1881 e il 1884 in uno stile eclettico, considerata la pletora di influenze ed elementi presi in prestito da varie tendenze architettoniche, composto in una struttura nel complesso piuttosto coerente, vagamente neorinascimentale. All’epoca si trattava di una delle stazioni ferroviarie più moderne d’Europa. La sua facciata di ben 43 metri d’altezza, visibile fin da lontano, reca nel centro una scultura allegorica di Gyula Bezeredi e in due nicchie le statue monumentali di James Watt e George Stephenson, inventori del motore a vapore e della locomotiva a vapore, ad opera di Alajos Stróbl e Ferenc Vasadi. Anche l’interno è decorato, non da statue ma da affreschi di Karoly Lotz, forse il principale pittore storicista ungherese.

La facciata su piazza Baross tér

La facciata su piazza Baross tér

Il lotto scelto si rivelò ben presto più problematico di quanto ci si potesse aspettare: evidentemente a Budapest non conoscevano la triste vicenda della stazione di Roma-Porta Maggiore. In origine i suoi binari erano collegati all’anello ferroviario tramite un incrocio a raso in Kerepesi út, nei pressi della stazione di Józsefváros, a poche centinaia di metri più a sud, ma i problemi di questo punto spinsero quasi da subito i progettisti a prendere in considerazione soluzioni specifiche per il collegamento della stazione con il resto delle linee nazionali. Nel corso degli anni la stazione fu costantemente rimaneggiata, mentre i suoi binari gradualmente si espandevano, andando ad inglobare una rotonda, un’officina per la riparazione dei treni, ed infine anche un’area riservata al trasporto postale. Durante la Prima Guerra Mondiale servì principalmente i bisogni dell’esercito, che ne bloccò i lavori di ampliamento previsti.

Il suntuoso interno

Il suntuoso interno

Con la nascita del nuovo stato magiaro, e l’assenza di soluzioni al problema del collegamento, la stazione decadde, finendo a ricevere nel 1926 solo 72 treni al giorno. Per lottare contro il declino del traffico passeggeri, dovuto principalmente alle piccole dimensioni del, sito gli ingegneri crearono un nuovo sistema di collegamento con le linee nazionali. Riparati i gravi danni della Seconda Guerra Mondiale, la stazione aumentò la propria importanza con l’arrivo delle linee di metropolitana: prima la 2, ed in seguito anche la 4.
Nata come porta verso le propaggini orientali dei territori asburgici, che allora arrivavano a Leopoli, oggi L’vov in Ucraina, ed in Transilvania, Budapest Keleti non ha mutato il suo scopo: da qui oggi partono i collegamenti con Vienna, Praga, Bratislava, Košice in Slovacchia, Arad in Transilvania e Belgrado.

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