Bologna Alta Velocità: una stazione riuscita

Ho trovato una nuova stazione che mi piace, in una città che mi piace anche se conosco poco: Bologna.
L’anno scorso venne inaugurata la nuova stazione dell’Altà Velocità, completamente sotterranea: questo per permettere ai flussi dei treni ad Alta Velocità di non mischiarsi coi regionali, così da fare perdere meno tempo a tutti.
Quando ne parlavo nel mio post alcune opere secondarie non erano ancora terminate.
Percorrendola devo ammettere che mi è piaciuta molto, anche se forse non per i motivi che i progettisti avrebbero voluto: camminandoci dentro ho pensato a certe piazze dipinte da De Chirico. Grandi spazi silenziosi, lunghe fughe prospettiche, architetture essenziali, ambienti vuoti, più tetri che solenni: muoversi per questa stazione vuole dire camminare a lungo in ambienti a metà strada tra Blade Runner ed un quadro metafisico.
Il piano dove fermano i treni sembra quasi solenne, con i pilastri portanti trasformati in colonne bianche, basse e tozze, che hanno poco a che fare con le cromature degli arredi di finitura ma contribuiscono a dare una sensazione rarefatta e fredda all’ambiente.
Bologna Alta VelocitàSolo salendo con le lunghe e lenti scale mobili si arriva nel vero spazio metafisico: immaginatevi un grande, lungo a largo corridoio sospeso sotto terra, quasi vuoto, illuminato da luci fredde. Sul lato corto una grande vetrata a tutta altezza affaccia sui binari sottostanti: quello lungo è un rettilineo sgombro di suppellettili, fatta eccezione per delle sedute. Ringrazio pubblicamente chi ha pensato di metterle, oggi dopo avere soppresso la sala d’attesa sembra che si voglia anche fare stare il pendolare ed il viaggiatore sempre in piedi: quelle sedie sono un piccolo gesto di cortesia.
Per il resto non ci sono negozi o attività commerciali, solo alcune scale mobili ai lati, gli ascensori e qualche vano di servizio: si cammina percorrendo questo molto lungo corridoio nel silenzio. E forse nella preoccupazione: per coloro che ci transitano la prima volta, come me, la domanda principale è “quando arrivo alla fine?”
Mi lamento sempre che le nuove stazioni sembrano dei chiassosi centri commerciali: qui non si corre questo rischio, è un puro ambiente, freddo e silenzioso, completamente estraneo al mondo chiassoso della superficie.
Bologna Alta VelocitàIl piano del kiss&ride, che doveva essere terminato a dicembre 2013, è ancora chiuso: si transita da qui, tra una scala mobile e l’altra, e si vede solo una piccola porzione di strada asfaltata, coi i segni dei parcheggi, transennata.
Solo dopo quest’ultimo piano si arriva poi al sottopassaggio che conduce alla stazione: se arrivate qui con l’Alta Velocità e dovete o uscire o prendere una coincidenza vi consiglio di usare l’ascensore, altrimenti è una bella camminata.
Non so quando avrò possibilità di tornare a Bologna: non credo di conoscere più amici che ci abitano, quindi ricorrerò al mio solito modo per sistemarmi quando mi muovo. Al di là della stazione, su cui avrei molto da dire, e del complesso di Santo Stefano, mio vecchio pallino da anni, ho da poco trovato un motivo particolare per calcare la città del mio amato Guccini: a Palazzo Poggi esite un museo del diluvio ed uno sull’ingegneria militare. Pseudoscienza e modellini di fortificazioni: devo proprio mettermi in viaggio per Bologna!

2 pensieri su “Bologna Alta Velocità: una stazione riuscita

  1. La stazione ha degli aspetti senza dubbio interessanti e positivi, che mi sono piaciuti. Definendolo uno ‘spazio metafisico’ hai messo in parole una sensazione che avevo avuto e non riuscivo a descrivere.
    Allo stesso tempo però è una stazione ancora con troppi elementi provvisori o poco funzionali che spero vengano sistemati. I collegamenti con la stazione a ‘bassa velocità’ (per rimanere in tema) sono poco chiari e lenti, labirintici. Si rischia costantemente di perdere il treno anche per segnaletica insufficiente.
    Inoltre troppi tabelloni non funzionanti o malfunzionanti (spero il problema venga risolto), a partire dalla segnalazione della posizione dei vagoni sulla piattaforma che non serve a niente se annunciata 30 secondi prima del treno generando una confusionaria corsa dei passeggeri con i bagagli.
    Insomma, ci sono ancora tante cose da sistemare.

    • Dopo oltre un anno dalla inaugurazione infatti trovo che ancora molte cose siano da sistemare (il kiss&ride in primis)
      Personalmente ho trovato un po’ spaesante la lunghezza per arrivare al collegamento con la stazione di terra: mi sembrava impossibile il percorso fosse così lungo, ero dubbioso di essermelo perso… forse una segnaletica come quella per i passaggi a livello (tre croci di sant’Andrea a 150 metri, due croci a 100, una croce a 50) potrebbe rassicurare il viaggiatore: ti mancano solo 500 metri prima di riuscire a salire in superficie :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>