Bianco-Valente: portare l’Arte nei luoghi di tutti i giorni

Come scritto ieri, oggi andiamo a conoscere meglio Bianco-Valente, la coppia di artisti autori delle installazioni presso la stazione di Napoli Mergellina.

Se vi voleste raccontare in breve, come vi definireste?
Siamo una coppia di artisti. Ci siamo incontrati alla fine del 1993 ed ambedue non proveniamo da un percorso formativo di carattere prettamente artistico: uno ha studiato geologia, l’altra si era appena laureata in lingue quando ci siamo conosciuti e insieme abbiamo cominciato a fare questo tipo di lavoro.
Prima di incontrarci immaginavamo la nostra vita in maniera completamente diversa. Questa è un po’ la particolarità di Bianco-Valente.

La stazione e l'installazione

La stazione e l’installazione

Questa é la prima volta che avete lavorato in una stazione o in spazi in qualche maniera legati all’ambito ferroviario?
Abbiamo fatto questa installazione in altri luoghi e su altre facciate di palazzi per delle mostre, mentre questa è la prima volta che la allestiamo sulla facciata di una stazione ferroviaria. Mentre invece abbiamo già delle opere permanenti in una delle Stazioni dell’arte della metropolitana di Napoli. E’ un lavoro di dieci anni fa, quando ci chiesero un’opera da inserire nella  fermata Rione Alto.

Conoscevate già la zona di Mergellina e della sua stazione?
Noi ci muoviamo con i mezzi pubblici e quindi conosciamo sia le ferrovie che le metropolitane locali. Da questo punto di vista siamo fortunati perchè Napoli è dotata di molte linee secondarie, quali la Cumana e la Circumvesuviana, per nominarne un paio. Un paragone calzante può essere quello con il sistema tedesco, dove c’è la U-Bahn che è la metropolitana vera e propria e la S-Bahn, che è il treno che collega le periferie: ugualmente a Napoli ci sono due linee di metropolitana, e ne stanno facendo una terza, e vari treni, più lenti, che penetrano nelle periferie.

Bianco-Valente, il video “Altro spazio altro tempo”

Bianco-Valente, il video “Altro spazio altro tempo”

Come si sono sviluppati i contatti con Trenitalia?
Noi siamo stati contattati dalla curatrice Adriana Rispoli che ci ha proposto di fare questa mostra. Oltre a «Relational», realizzato sulla facciata, ci sono altre due videoinstallazioni negli atri interni della stazione, «Complementare» e «Altro Spazio altro Tempo», ed anche un video, «Illimite», che invece è stato inserito per tutta la durata della mostra nel circuito audiovisivo pubblicitario di tutte le stazioni ferroviarie d’Italia. E’ stata poi la curatrice a coinvolgere non Trenitalia, ma CentoStazioni, la società che si occupa degli immobili ferroviari.

Il concetto di connettività, l’incrociarsi, il movimento come percorso mi sembra torni abbastanza nella vostra opera.
Lavoriamo in vari modi da diversi anni su questa idea di relazione, dell’intreccio di storie fra le persone. Secondo noi la parola, il raccontare la propria storia e le proprie esperienze è ciò che lega insieme le persone, il legame che rinsalda le comunità.

Particolare della facciata

Particolare della facciata

Questa installazione, in un luogo di così grande scambio come la stazione, allora era proprio il punto ideale.
Infatti. Noi l’abbiamo immaginata lì proprio per la grande valenza simbolica d’interscambio di questo luogo. La stazione è frequentata da persone che raggiungeranno altri luoghi e incontreranno altre persone, il tutto in maniera più o meno casuale.

Bianco-Valente, immagine tratta dal video “Illimite”

Bianco-Valente, immagine tratta dal video “Illimite”

Sono tubi fluorescenti blu, e ho notato che quel colore ritorna anche in altre vostre opere. La possiamo considerare una vostra cifra stilistica?
Diversi artisti prediligono un colore per le loro opere. Nel nostro caso questo blu molto vivido è il colore che ha caratterizzato da sempre diverse opere e installazioni. Anche se in alcuni periodi ci è capitato di usare molto anche altri colori, in particolare il verde e il rosso che insieme al blu sono i tre colori primari del sistema video RGB.

A Napoli le Stazioni dell’Arte sono diventate un punto importante nel panorama artistico contemporaneo. In Friuli l’associazione Macross, in collaborazione con RFI, sta ridecorando vari edifici ferroviari; adesso c’è la vostra installazione a Mergellina. Può essere una strada per avvicinare le persone all’arte contemporanea quella di puntare su luoghi di grande transito come le stazioni, invece che su quelli istituzionalizzati come le gallerie d’arte o i musei?
Come diversi altri artisti nel mondo amiamo immaginare e realizzare opere di arte pubblica, che hanno la caratteristica di essere allestite non in un museo o in una galleria ma direttamente per strada o in una piazza, e ha il grande vantaggio di creare l’incontro con le persone senza che esse debbano entrare in un luogo deputato all’arte. In questo modo le persone possono relazionarsi in maniera più diretta con l’opera che incontrano casualmente durante la loro giornata.
La cosa importante quindi è questa decontestualizzazione, il portare l’opera fuori dagli ambienti consueti. Quando si realizza un lavoro che sarà esposto in una galleria o in un museo, si è consci di lavorare all’interno di un luogo in cui le persone vanno appositamente, quando invece si immagina un’opera per uno spazio pubblico le cose cambiano, perché si è consci del fatto che ci si rivolge ad un pubblico molto più ampio e che utilizzerà chiavi di lettura diverse rispetto agli habitué del mondo dell’arte.

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