A bassa velocità a Vicenza: pioggia, fascino e scivoloni

Quando ho raccontato della mia odissea ferroviaria per andare a Vicenza ho appena accennato ai motivi per cui tanto tenevo a farmi una simile sfacchinata ferroviaria: il paesaggio fuori dal finestrino, ammetto, non era al primo posto.
Non ero mai stato a Vicenza, che conoscevo solo dagli studi su Palladio: ne ero incantato già a vederla in foto. Poi avevo occasione di visitare la mostra “Tuthankamon Caravaggio Van Gogh”, sulla quale avevo letto pareri molto discordanti. Infine, piccola nota prettamente personale, avevo piacere di rivedere qualche blogger che conoscevo.
Detto questo, occorre un’ulteriore premessa. In concomitanza con la mia giornata vicentina usciva il post di Travelling with Liz che parla di aspettative deluse in viaggio:

e poi ci sono le bufere di neve che ti rovinano le vacanze, la sporcizia sui lati delle strade, gli angoli non turistici, che sono il vero spirito della città, che spiazzano per il loro degrado e magari ti capitano pure una serie di sfighe che completano il quadretto.

Stremato dal viaggio, dalla pioggia, dalla neve, mi sono quasi rotto l’osso del collo… eppure mi sono aggirato per Vicenza con la bocca spalancata davanti a tanta bellezza. Forse io sono un animo semplice naturalmente portato all’entusiasmo? Immagino molti miei amici che scuotono vigorosamente la testa a questa affermazione…
Come già ho detto il viaggio è stato faticoso, anche perché sono partito presto: l’ho fatto appositamente per avere più tempo per scoprire la città, ed in questo ho avuto un aiuto insperato.
Vicenza1Nulla è meglio, nel muoversi in una città a noi sconosciuta, dell’avere le dritte di qualcuno del luogo: io sono stato così fortunato da avere come guida in remoto Giovy che mi ha scritto un mini percorso, condividendo curiosità e consigli.

Scendi dal treno e esci dalla stazione. Davanti a te c’è viale Roma. Quasi alla fine c’è un supermercato Pam. E’ aperto fino a tardi nel caso avessi bisogno ed è utile per recuperare un pranzo low cost.
Proprio dove il viale finisce, vedrai un altro parco. Sono i Giardini Salvi.
Entra e osserva soprattutto la loggetta palladiana che dà sul canale. A me piace molto per la sua immagine decadente e persa nel tempo.
Torna fuori dai Giardini Salvi da dove sei entrato e vedrai Porta Castello.
Da lì inizia il super centro storico.
Passata la porta c’è, manco a dirlo, Piazza Castello con la Libreria Galla sulla tua sinistra. E’ una libreria spettacolare.
Da Piazza Castello parte Corso Palladio: è lo “struscio” vicentino per eccellenza.
Cammina avanti e indietro per il corso ma ogni tanto guarda in su perché i palazzi che vi si affacciano sono grandiosi.
Ad un certo punto del corso si apre una laterale: è corso Fogazzaro.
Se vai a sinistra, sempre tenendo conto che tu arrivi da Piazza Castello, arrivi nella zona di San Lorenzo, un tempo covo della destra vicentina, ora semplicemente posto molto carino.
Se, invece, vai a destra, arrivi al Duomo… sotto la chiesa c’è il Criptoportico Romano, una delle ultime vestigia romane visibile di Vicenza.
Torna su corso Palladio e vai avanti. A 100 metri dalla prima laterale si apre una stradina (solo a destra) che ti porta in piazza dei Signori.

Cos’ho visto io di tanta bellezza? Quasi nulla, perchè diluviava tanto che con la mia valigia ho dovuto prendere un taxi per arrivare in albergo.
Ma ho voluto ugualmente girarla, dopo, scoprendo due cose importanti: a Vicenza ci sono un sacco di portici e sono pavimentati con antico marmo, reso liscio liscio dall’usura dei secoli. Ed eccomi lì, con le scarpe bagnate, che rischio ogni due passi di volare per terra rompendomi l’osso del collo!
VicenzaSono arrivato davanti alla Basilica Palladiana e… mi perdo. Chiamatela sindrome di Stendhal ma ho iniziato a girarci intorno, a guardare le serliane, la prospettiva, la Loggia del Capitanio (dove sono quasi finito a gambe all’aria…) e alla fine mi sono infilato in stradine e vicoletti, tra palazzi suntuosi ed altri più modesti, ma tutti lindi e ben tenuti. Non mi è chiaro nemmeno come mi sono ritrovato su un ponte. Poco dopo le Poste, edificio degli Anni Trenta con loggiato e pavimento scivolosissimo…

raggiungi ponte San Michele, che regala una delle visuali più belle e venete allo stesso tempo di Vicenza.
Quella zona, assieme a Contrà barche è il luogo in cui partivano i barconi verso Venezia. I famosi barconi che portavano i gatti al posto dei conigli ai veneziani, da cui il detto “Vicentini magnagati”.

Ecco, io volevo arrivare a quel ponte lì, ma Vicenza mi ha confuso, mi ha fatto perdere la testa e l’orientamento, perchè anche se piccina (a piedi si gira benissimo) è così affascinante che per guardare lei ho smesso di guardare la mappa che avevo.
VicenzaHo intravisto una città signorile, altera ma non superba, anzi! Sorridente e a misura d’uomo!
Ci devo decisamente tornare…

2 pensieri su “A bassa velocità a Vicenza: pioggia, fascino e scivoloni

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