Andare in treno in Toscana: da Pisa a Pontremoli

Settimana scorsa annunciavo che era il momento per questo blog di occuparsi delle linee locali, quelle che permettono di toccare i cosiddetti “centri minori” che, dal momento siamo in Italia, hanno quasi sempre piccoli e grandi tesori da mostrare al viaggiatore/visitatore.
Da Pisa a Pontremoli si attraversano tre zone della Toscana estremamente diverse quanto belle: si parte quasi sentendo la salsedine nella piana dell’Arno, si attraversa la Versilia e si arriva nel cuore degli Appennini, quasi già in Emilia. Il tutto in un’ora e mezza!
Lasciando la stazione di Pisa il treno taglia la pianura dove l’Arno si va a buttare a mare per inoltrarsi nella pineta di San Rossore. Già riserva di caccia dei granduchi di Toscana, poi dei Re d’Italia ed infine dei presidenti della repubblica, è oggi un grande, silenzioso e placido bosco all’interno del Parco Naturale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli: è aperta al pubblico la domenica ed i giorni festivi, salvo per visite guidate organizzate durante la settimana e per arrivarci col treno la cosa migliore è scendere nella stazione successiva a quella di Pisa, a Torre del Lago – Puccini.

Il lago di Massaciuccoli, a poca distanza dalla stazione di Torre del Lago - Puccini

Il lago di Massaciuccoli, a poca distanza dalla stazione di Torre del Lago – Puccini

Da qui (se poi siete bicimuniti ed è bella stagione) potete andare dove volete: alla villa Borbone e a quella di Puccini, sulle rive del lago di Massaciuccoli circondato da canneti, a San Rossore o nella pineta che si fonde con quella presidenziale; o direttamente in spiaggia: lunga, calda, sabbiosa ed in parte libera.
Il treno prosegue per Viareggio e non credo serva parlare troppo della “regina della Versilia”: carnevale, ville liberty, la passeggiata a mare con gli stabilimenti d’epoca e la darsena, alberghi di lusso e trattorie di buon pesce sono tutte cose note. Merita però uno sguardo la stazione, costruita dall’architetto Roberto Narducci, specialista in materia: ricca di marmi è tenuta male, ma resta un bel pezzo di architettura razionalista.
Da Viareggio si arriva a Pietrasanta e la stazione ne è davanti ad una delle porte civiche: varcare la cinta muraria di questa piccola cittadina fa immediatamente nel cuore medievale e rinascimentale della città, graziosa, silenziosa e ricca di artisti, fonderie ed eventi culturali. La ferrovia non segue più la linea della costa, è qualche chilometro all’interno. La fermata di Forte dei Marmi infatti è in località Querceta, a metà strada tra Forte coi suoi locali notturni, i nuovi ricchi e tanto shopping e Seravezza, dalla poco conosciuta Villa medicea.

Piazza Duomo a Pietrasanta: dietro gli edifici sullo sfondo c'è la stazione

Piazza Duomo a Pietrasanta: dietro gli edifici sullo sfondo c’è la stazione

La linea prosegue per Massa: la stazione non è troppo lontana dal cuore della cittadina, dominata dalla mole del Castello Malaspina, ben visibile da lontano. Carrara invece è meno fortunata: la sua stazione è in località Avenza, così distante dal centro della città che venne costruita una linea secondaria, oggi dismessa e colpevolmente abbandonata.
Si abbandona temporaneamente la Toscana con la stazione di Sarzana, poche decine di metri dalle antiche mura. Città piccola ma perfettamente conservata, ricca di fascino, difesa da due fortezze rinascimentali ancora intatte che dominano le strette strade, quasi carrugi di impronta ligure.

La fortezza Firmafede di Sarzana

La fortezza Firmafede di Sarzana

Da qui il treno entra in una delle zone più belle e sconosciute della Toscana: la Lunigiana, ricca di castelli, boschi ombrosi, freschi torrenti e piccoli borghi arroccati sui monti. Risalendo il corso del Magra, la prima fermata è Aulla, su cui veglia la monolitica e maestosa Fortezza della Brunella: prima la stazione era proprio ai suoi piedi. Da qualche anno invece una variante ha spostato la ferrovia di qualche chilometro con il risultato che i treni non passano più dentro la città, ma anche che lasciano i viaggiatori in una zona un po’ isolata.
Dopo c’è la stazione di Villafranca-Bagnone: i due paesi (Bagnone è in realtà più distante) sono minuscoli borghi medievali dalle strade strette, circondati a poca distanza dal castello di Malgrate, da quello di Castiglione del Terziere e dal borgo bizantino di Filetto, un quadrato quasi perfetto ancora cinto da mura.
Anche Filattiera, la stazione successiva, ha gli stessi tratti e le stesse bellezze: pietre, silenzio, pievi millenarie, boschi, vallate e ruscelli.

Pontremoli: il fiume Magra, la cupola della Cattedrale ed il castello del Piagnaro

Pontremoli: il fiume Magra, la cupola della Cattedrale ed il castello del Piagnaro

Il treno partito da Pisa ferma a Pontremoli, dopo un’ora e mezza: a cavallo di due fiumi, la città è difesa dal medievale Castello del Piagnaro, che conserva anche enigmatiche statue-steli d’epoca pre romana. Tra la cattedrale e la piazza del Comune ogni anno si svolge il Premio Bancarella perchè questa città è stata per secoli patria di librai. E, aggiungo io, anche di ottimi cuochi: gli amor ed i testaroli sono due delizie poco conosciute al di fuori delle mura cittadine.

5 pensieri su “Andare in treno in Toscana: da Pisa a Pontremoli

  1. Bellissimo articolo! Bravo! Però mi permetto di fare un attimo la maestrina e darti una tiratina d’orecchie ;) perché non mi hai citato il dipinto di Lorenzo Viani alla stazione di Viareggio!!!! Già che ci siamo e per approfondire la conoscenza di Viani, a Viareggio segalo la GAMC con una bella collezione del Novecento italiano e non solo!
    PS.
    viva la Lunigiana! ;)

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