Andare in treno in Piemonte: da Torino a Fossano

Torno a parlare del Piemonte, dei suoi treni, delle sue valli, dei suoi paesaggi e delle sue ricchezze. Chi mi legge da un po’ si sarà accorto che ho una grossa passione per questa regione (e per la sua cucina, ça va sans dire).
E torno a parlare del Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino, un insieme di linee che dalla capitale subalpina risalgono le valli e tagliano le pianure collegando, sempre di più, le “periferie” con il “centro”; tema buono per una conferenza di sociologia ed urbanistica, ma non è questo il caso.
Se la volta scorsa raccontavo di come è facile da Torino arrivare a sciare tra le piste della Via Lattea, questa volta cambio scenari e panorami. Pianura, fiumi, canali, pioppi e castelli sono quello che si attraversa prendendo la lina SMF7, che da Torino arriva a Fossano: 75 chilometri e dodici stazioni che dalla periferia industriale a nord di Torino arriva quasi ai piedi delle alpi cuneesi.
Le prime stazioni, quelle che servono la città di Torino, sono in comune alle linee metropolitane 1, 2, 4, 6 e 7 e comprendono anche quelle di Porta Nuova e di Porta Susa, dove si fermano i treni da Milano, Genova, Savona, Alessandria, Asti e l’Alta Velocità.
Appena superato il Po si arriva Moncalieri, antico luogo di villeggiatura della Corte. A poca distanza dalla stazione, attraversando il borgo, c’è il Castello, costruito nel 1100 e da allora, per otto secoli, oggetto di cura, restauri, ampliamenti e aggiunte da parte dei Savoia. Assieme a tutte le altre residenze sabaude, il castello dal 1997 è entrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO: lungo questa ferrovia ne troveremo un altro.

Il castello di Moncalieri

Il castello di Moncalieri

La fermata successiva è Trofarello, ultima in comune alle linee 1, 4, 6 e 7: da qui partono anche i treni per Chieri e passano quelli per Genova e per Savona. Nel suo castello medievale, più volte distrutto, ricostruito e riammodernato, ci sono molteplici appartamenti in affitto, dalle cui finestre si gode una splendida vista.
Superato Vitastellone si arriva a Carmagnola: piccola e pittoresca, dalle strade rettilinee e pulite, nasconde al suo interno discrete bellezze che meritano di essere conosciute. La sinagoga barocca -il Piemonte era ricco di comunità ebraiche- non è sempre aperta; il castello trasformato in sede del Comune e l’antica abbazia di Casanova, oggi in gestione ad una comunità religiosa, testimoniano la vitalità e l’importanza di questo presidio sabaudo nel Piemonte meridionale.

Il Castello di Racconigi

Il Castello di Racconigi

La stazione successiva è Racconigi: qui nel 1909 scese lo zar Nicola II e tutta la corte imperiale quando vennero in visita alla Casa Reale. A Racconigi infatti si trova una delle residenze preferite dagli ultimi Savoia regnanti: anch’essa fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte ed è compresa nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Grazie alla munificenza del suo ultimo proprietario il re Umberto II, che la donò allo Stato, il complesso è oggi completamente visitabile: non solo il castello ma anche il parco all’inglese di 170 ettari.
Dopo Cavallermaggiore si incontra Savigliano, da dove partiva una linea per Cuneo. Il paese, che ospita il Museo Ferroviario Piemontese, ancora mostra il proprio carattere di antico borgo fortificato, conteso tra il Marchesato di Saluzzo ed il Principato di Piemonte sabaudo, con le sue strade strette e tortuose che d’improvviso si spalancano sui sagrati delle molte chiese e su piazza Santarosa, uno spazio urbano signorile e maestoso, vera e propria mostra dell’architettura dal XV secolo in avanti.

Piazza Santarosa a Savigliano

Piazza Santarosa a Savigliano

Capolinea è Fossano: Fossano Basso per la precisione, perchè Fossano Alto, la parte più antica dell’abitato, sorge su uno sperone di roccia che domina il fiume Stura: basta scendere alla stazione ed iniziare a salire per arrivarci. Il castello, slanciato e severo, introduce nel borgo dalle strade strette e rettilinee, sovente porticate, dove all’intonaco si alterna il mattone, la cui rosso scuro ritorna in gran parte dei paesi attraversati da questa linea ferroviaria.
Il servizio è cadenzato con una frequenza oraria; nei giorni festivi la frequenza è di un treno ogni 2 ore. Io conoscerò questa linea proprio oggi perchè passerò il fine settimana a Saluzzo per La Scatenata, corsa di biciclette d’epoca in costume vintage che io seguirò come inviato a bordo di bici elettriche e segway. Castelli, birre artigianali, abbazie, mercatini dei prodotti tipici e musei: DigitaSaluzzo mi permetterà di conoscere al meglio un angolo di Piemonte che non ho mai visitato dal vivo.

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