Andare in treno in Mongolia

Il trasporto ferroviario in Mongolia è un importante mezzo per viaggiare in questa nazione senza sbocco sul mare e con poche strade asfaltate. Secondo le statistiche ufficiali sui treni viaggia il 93% delle merci ed il 43% dei passeggeri, dando lavoro a circa 12.500 persone. Esiste una azienda di stato che gestisce le ferrovie: UBTZ (Ferrovie di Ulan Bator, nella lingua locale Улаанбаатар төмөр зам), nota anche come Ferrovie Mongole o MTZ (Монголын төмөр зам), e che è proprietaria dell’Accademia Ferroviaria Mongola che si trova nella capitale.
In Mongolia oggi vivono poco più di tre milioni di abitanti: la capitale Ulan Bator ne fa un milione, la seconda città per importanza, Erdenet, 86.000 e la terza, Darhan, 75.000. Da questi dati si capisce che lo stato non ha bisogno di una rete ferroviaria capillare, ma basta serva i centri principali. Infatti in Mongolia c’è una sola linea ferroviaria rilevante, la TransMongolica, non elettrificata.
Da Ulan Ude, stazione della Transiberiana, parte questa ferrovia che attraversa tutta la Mongolia per 1000 chilometri passando per Ulan Bator, entra in territorio cinese e termina a Pechino.

La stazione di Ulan Bator: monumentalismo sovietico in salsa orientale

La stazione di Ulan Bator: monumentalismo sovietico in salsa orientale

Lungo questa linea che taglia da nord a sud il paese si attaccano alcuni rami secondari: uno da Erdent su cui viaggiano i treni carichi di rame, uno da Nalaikh e Baganuur che sono prossimi alla capitale, uno da Bor-Öndör.
Per dare un’idea di quanto il viaggio in treno sia lungo per arrivare ad Ulan Bator basta guardare gli orari: da Pechino ad Ulan Bator ci vuole un giorno e mezzo, da Mosca invece cinque giorni interi. Gli orari dei convogli ed i prezzi sono qui.
La mancanza di strade asfaltate può rendere complicato addentrarsi nell’entroterra del paese: una tempesta di sabbia nel deserto del Gobi è una esperienza forte ed unica, ma non per questo piacevole se ci si sta movendo in macchina. Da questo punto di vista quindi il treno è più sicuro.
Nella punta più orientale del paese, la provincia di Dornod, esiste anche un altra linea ferroviaria, più breve e senza sbocchi: parte anch’essa dalla Transiberiana, entra nel paese a Chuluunkhoroot, arriva a Choibalsan (40.000 abitanti ed il più alto tasso di disoccupazione dello stato) e prosegue per Tamsagbulag, nel nulla più assoluto. Tenuto anche conto che fino a una quindicina d’anni fa questa linea serviva per il passaggio dell’uranio dalle miniere di Mardai fino in Russia, meglio godersi questa terra di steppe, cammelli, pastori e grandi silenzo dal treno salendo sulla TransMongolica, esperienza che merita un articolo tutto suo.

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