Andare in treno in Liguria: da Genova a La Spezia

È la Liguria terra leggiadra.
Il sasso ardente, l’argilla pulita,
s’avvivano di pampini al sole.
È gigante l’ulivo. A primavera
appar dovunque la mimosa effimera.
[...]
Il mare in certi giorni
è un giardino fiorito.
Reca messaggi il vento.
Venere torna a nascere
ai soffi del maestrale.
O chiese di Liguria, come navi
disposte a esser varate!

Non so se si usa ancora alle elementari studiare le poesie a memoria. Io portai questa, di Vincenzo Cardarelli, all’esame di quinta, ed ancora me ne ricordo i primi versi.
La Liguria è bellissima, e secondo me, ancora abbastanza sconosciuta: il centro storico di Genova è di una bellezza avvolgente eppure molto spesso, se si nominano i Rolli o la Strada Nuova, nessuno li conosce.
La costa poi è una sequela di bellezze, di paesi più o meno piccoli stretti tra il mare e le ripide colline verdi d’olivi. Questa sua particolare conformazione geografica, però, rende molto spesso scomodo muoversi con la macchina: non solo per le curve ed i tornanti, ma perchè i parcheggi in generale sono molto pochi, in parte riservate ai residenti, e quelli a pagamento anche un po’ cari (almeno per quello che ho visto sul levante ligure).
Meglio muoversi in treno, naturalmente! Soprattutto perchè la linea affianca la costa e l’entrare ed l’uscire dalle gallerie a picco sul mare dona un’emozione ed un colpo d’occhio irripetibile.

Bogliasco

Bogliasco

Partendo da Genova (che ha così tante stazioni che meriterebbe un pezzo solo per lei) il treno arriva a Bogliasco, uno dei bellissimi borghi disposti lungo la linea. Vicoli stretti (i carrugi), slanciati castelli o piccole chiese millenarie a picco sui flutti, i colori caldi delle abitazioni, il profumo ed il rumore del mare che ti seguono: tutto questo offre la linea tra Genova e La Spezia.
Da Pieve Ligure, la stazione successiva, partono svariati sentieri curati e ben tenuti, che s’inerpicano e tagliano le ripide colline, ombreggiate dalla boscaglia, e che consentono non solo una vista splendida ma anche, per chi ha buon allenamento, di arrivare nei paesi limitrofi. Questi percorsi, da affrontare solo se si è equipaggiati con le giuste scarpe e si ha il corretto equipaggiamento, sono una costante di tutto il Levante fino a Spezia.
Sori ha mantenuto un aspetto “antico” e marinaro, tra chiese colorate e vicoli stretti. Recco purtroppo è stata quasi spazzata via dalla Seconda Guerra Mondiale ed il suo fascino adesso sta, per gli amanti del genere, nello stile balneare degli Anni Cinquanta. E nella sua focaccia con il formaggio, un must di questa parte della Liguria: l’ultima domenica di maggio durante tutta la mattinata i panificatori distribuiscono gratuitamente focaccia semplice e con la cipolla, mentre nel pomeriggio quella con il formaggio.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

Da qui in avanti nominare le stazioni è citare i luoghi più famosi del Levante Ligure, paesi che sono diventati anche nella memoria storica simboli di sole, mare, glamour, e che non hanno bisogno di tante presentazioni. Nell’ordine, il treno ferma Camogli-San Fruttuoso, poi a Santa Margherita Ligure-Portofino, Zoagli ed infine Chiavari.
Si prosegue per Lavagna, per la sua frazione Cavi che ha conservato tutti i tratti del borgo di pescatori che fu, e poi per Sestri Levante: Medioevo, Rinascimento, Ottocento hanno lasciato tracce importanti e suntuose in questa città stretta tra due baie. La stazione successiva serve Moneglia, nel 2012 considerata uno dei borghi più bell’Italia e tutta compresa all’interno di un’ampia baia delimitata da due promontori (quello di Punta Moneglia, a ovest, è ancora interamente selvaggio e raggiungibile solo mediante sentieri).

Levanto

Levanto

Seguono, l’una a brevissima distanza dall’altra le stazioni dei paesi di Framura, Bonassola e Levanto. Non grandi, profumati per gli agrumi coltivati, stretti tra il mare blu e le colline, hanno mantenuto i colori e le dimensioni che avevano prima del turismo di massa che in altre zone hanno stravolto la costa. Scendere qui vuol dire perdersi tra le chiese romaniche a strisce bianche e nere, i palazzi dall’intonaco rosso, i castelli in pietra grigia, i vicoli ombreggiati. Vuol dire perdersi nella Liguria più vera, secondo me. Sono poi collegate da una pista ciclabile che segue il vecchio percorso della ferrovia, ma ho certezza che scriverò un post apposito, molto presto…
Seguono cinque stazioni, perchè le Cinque Terre ne hanno ciascuna una. Non serve spendere parole per Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: la loro bellezza, ripresa, fotografata ed immortalata è diventata uno dei simboli della “bella Italia” tanto cara agli stranieri che vengono qui. Vale spendere due parole però sull’espressione “trenino delle Cinque Terre”, che spesso ricorre quando si fa riferimento al miglior modo per spostarsi in questi cinque borghi. Non esiste nessun treno speciale, è semplicemente il regionale che ferma in ognuna delle stazioni di tutta la costa. Da una all’altra si impiegano pochi minuti, ed in questo veramente il treno è una sorta di “metropolitana”. In macchina ci vuole molto di più, ed il parcheggio il più delle volte è un (caro) miraggio.

Riomaggiore

Riomaggiore

Ultima fermata è La Spezia, città poco conosciuta, che cela dentro un impianto severo e piemontese il suo cuore ligure. Oltre i palazzi decò e razionalisti, oltre i lunghi ed alti portici di matrice subalpina, c’è un mondo di vicoli, chiesette e buona cucina a due passi dalla lunga passeggiata aperta su quello che è chiamato “il golfo dei poeti”. Una città che può sorprendere, e che per questo merita più di una sosta.

13 pensieri su “Andare in treno in Liguria: da Genova a La Spezia

  1. Il vecchio tunnel a un solo binario tra Levanto e Bonassola (e dall’anno scorso fino a Framura) è diventato da alcuni anni una “via veloce” pedonale e ciclabile tra i paesi: e il Resort La Francesca è proprio lì sopra, in tutta la sua bellezza!

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