Addio biglietto chilometrico. Ci mancherai?

Qualche giorno fa ci ha detto addio il biglietto chilometrico. E un po’ me ne spiace.
I fatti sono semplici: dal 31 dicembre 2015 non sono più consegnati ai punti vendita (solitamente tabaccai, per mia esperienza), che comunque potranno tuttavia continuare a venderli fino al 31 marzo 2016, compatibilmente con le residue scorte disponibili. I viaggiatori potranno utilizzarli ancora fino al 30 giugno 2016.
La decisione è dettata da motivazione che trovo in parte condivisibili, in parte no.
Quella che non condivido è la decisione di Trenitalia di puntare verso la “completa digitalizzazione e smaterializzazione del biglietto, attraverso l’adozione di sistemi come le smartcard che agevolano i percorsi di integrazione, anche tariffaria, tra trasporto su ferro e su gomma”.
Questo perchè in futuro i tagliandi conterranno sempre l’indicazione della stazione di partenza e di arrivo, e saranno utilizzabili entro un tempo determinato dal loro acquisto. Già adesso sul sito Trenitalia.com e tramite l’app Trenitalia se ne possono acquistare, da quattro mesi prima del viaggio fino a 20 minuti prima della partenza del treno, e il biglietto non deve essere stampato.
Tutto bello? No, non credo.
addio_biglietto_chilometrico
Io ho visto spesso signori di una certa età, ma anche persone giovani non avvezze al mondo dei treni, andare in panico davanti alla macchinetta automatica per fare i biglietti. Nelle grandi stazioni c’è sempre coda agli sportelli, ed quelle piccole non sempre sono presidiate. Andare dal tabaccaio e comprare il chilometrico era la soluzione più semplice ed agevole per questi viaggiatori occasionali. Ora, alla nonnina che deve prendere un treno e non ha lo smartphone, il biglietto chi glielo fa? Il nipote tecnologico, se lo ha, e se si convince a fare una di queste astruserie. Che è un modo perfetto per fare sentire le persone di una certa età tagliate fuori dal mondo contemporaneo.
Inoltre, e da persona perennemente in ritardo lo dico con cognizione di causa, quando c’è troppa coda alla macchinetta e agli sportelli il chilometrico salva la situazione.
Il motivo condivisibile invece sull’addio al biglietto chilometrico è un altro. Nel corso degli anni il biglietto chilometrico ha alimentato anche il fenomeno dell’evasione e dell’elusione, con un utilizzo improprio e fraudolento non sempre facilmente accertabile perché, non avendo indicazioni di linea e orari, vengono spesso utilizzati per tratte superiori alla fascia chilometrica acquistata, oppure, in caso di brevi tragitti, vengono comprati ma non obliterati.
A conti fatti risulterebbe che nel 2015 ne sono stati venduti 35.000 (15,5 & del totale di tutti i tipi di biglietti emessi) e il tasso di evasione ed elusione è stato dell’8,5. Una percentuale alta, dicono.
Altro vantaggio della abolizione sarà che con itinerari di viaggio definiti si potrà monitorare con precisione i reali flussi della domanda di trasporto, fornendo più informazioni per migliorare la programmazione dell’offerta.
Sarà sicuramente così, non dico di no.
Però a me piacevano i biglietti chilometrici.
Pace, ce la faremo andare bene, come tutte le cose imposte dall’alto.

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