A Santa Maria Novella ti vogliono portare la valigia

Giovedì ho avuto la mia prima volta alla stazione di Firenze Santa Maria Novella
E per quasi tutto il tempo ho avuto VitaPendolare nel cuore.
Non voglio creare problemi coniugali alla brava collega blogger, quindi megli spiegarsi.
Se e quanto la stazione di Firenze sia “in preda al degrado” -per usare frasi fatte giornalistiche- è tema abbastanza dibattuto.
L’anno scorso, ad esempio, non sapendo che altro fare, quelli di Grande Stazioni decisero di chiudere il sottopassaggio perchè usato da extracomunitari e zingari per scappare alle forza dell’ordine dopo gli scippi. Recentemente l’hanno riaperto ed io, incauto, ho suggerito ad una mia amica di prenderlo: è entrata al binario 5 e subito uscita dal binario 7 perchè, a suo dire, sembrava tutto meno che sicuro tenuto conto chi e quanti ci stazionavano. Relata refero: non ho ancora provato a farlo.
Recentemente è venuta fuori la storia che bande di rom “tengono” in ostaggio i viaggiatori ed i pendolari, insistono per portare i bagagli chiedendo soldi in cambio ed in caso di rifiuto creano grossi problemi.
VitaPendolare ha scritto in merito questo post.
A me finora non era mai capitato, forse perchè non ho la faccia del pendolare o del turista, forse perchè normalmente cammino così svelto che se anche mi hanno detto qualcosa non li ho mai sentiti.
Fino a giovedì, appunto, quando la mia valigia pesava tonnellate ed io la trascinavo fisibilmente affaticato. E con un umore non esattamente pacifico.
Prima, come al solito, qualcuno alle macchinette ha provato ad affrorsi per obliterarmi il biglietto: No, grazie.
Subito dopo ecco la mia prima volta: uno si avvicina offrendosi di portarmi la valigia. No, grazie.
Insiste. No, grazie.
Insiste e mette la mano sul manico della mia valigia.
Sono un metro e novanta, ho caldo, sono di cattivo umore: non è il caso di insistere.
Ruggisco qualcosa in dialetto molto stretto, do un colpo alla valigia e proseguo lungo il binario.
Vedo un capotreno e lo affianco.
Ho trascritto il seguente dialogo in treno, subito dopo, perchè fosse il più fedele possibile.

Firenze S.M.N. binario 5

Firenze S.M.N. binario 5

“Scusi ma cosa si può fare per questi qua che stanno a chiederci i bagagli e ci girano intorno?”
(Vi giuro: non avevo ancora finito di chiedere che già mi rispondeva!)
“Io da parte mia le assicuro che faccio il possibile!”
(E chi ha detto nulla…)
“Ma ne sono sicuro, solo mi chiedo se ci sono mezzi…”
“Io i mezzi che posso usare, le do la mia parola che li uso tutti. Poi ce ne sarebbero altri, fosse per me… ma sono ritenuti antidemocratici.”
(Nel successo televisivo House of Cards il protagonista diceva: “La democrazia è sopravvalutata”. Io non sono Kevin Spacey e più pacatemente vorrei sapere se la libertà di mendicare e/o di importunare pesa più, meno, o uguale di quella di trascinare liberamente la propria valigia, andare a prendere un treno od uno snack ai distributori automatici, o aspettare sulla banchina il treno)
“Io di mio faccio il possibile, ma anche voi dovete fare la vostra parte. Esiste un numero che potete fare quando vedete situazioni di questo genere.”
“Un numero? che numero?”
“Il 113. Voi dite cosa succede, loro vi passano la Polfer, dite in che stazione siete e loro agiscono.”
“Basta questo?”
“Certo, il 113 e loro vi passano la Polfer che poi si mette in moto”
“Ma la Polfer non ha sede in stazione? Perchè se li vedo io li vedono anche loro…”
“Eh, questo lo dice lei…”
“Beh, se io e la Polfer siamo nella stessa stazione come li vedo io li vedono pure loro.”
“Non mi faccia parlare…”
“Nel senso che…”
“Eh, vedo che ha capito tutto…”

Caro ferroviere intorno ai 50, toscano, e dai capelli bianchi, io non sono mai stato il tipo più sveglio della compagnia, anzi. Se cascare dal pero fosse uno sport olimpico avrei un medagliere che nemmeno le ginnaste della DDR ai tempi che furono, per dire.
Quindi no, non ho capito cosa intendeva. Ho solo un paio di idee.
La Polfer vede ma non agisce perchè pigra.
La Polfer vede ma non agisce perchè inutile: allontanano due persone e tempo mezz’ora sono di nuovo lì.
La Polfer vede ed agisce, ma quello che può fare non è molto: allontanano due persone e tempo mezz’ora sono di nuovo lì.
La Polfer vede ed agisce, ma svogliatamente perchè come te gentile ferroviere, vorrebbe usare mezzi antidemocratici.
Io non so se una di queste sia la risposta giusta ma so che, tendenzialmente, se io sono in stazione, voglio potere fare quello che voglio (obliterare, prendere un biglietto, uno snack, passeggiare… cose perfettamente legali) senza grossi rompimenti di scatole.

9 pensieri su “A Santa Maria Novella ti vogliono portare la valigia

  1. Grazie per la citazione e per il gentile pensiero. La questione è sempre più attuale e spinosa. Giorni fa ne ha parlato Il Fatto Quotidiano e, come accade quando si mobilitano i giornali nazionali, casualmente nei giorni successivi spuntano più uomini in divisa.
    Io viaggio da pendolare e come io riconosco loro credo che loro riconoscano me. Non si sono mai avvicinati a me, ma con alcuni di loro ci guardiamo negli occhi tutti i giorni, quasi a sfidarci!
    Quando posso cerco di avvisare i turisti che per il servizio che stanno ricevendo gli verranno chiesti dei soldi. Sarò sincera, lo faccio con i turisti stranieri perchè in questo modo parlo loro in inglese e spero che i facchini abusivi non mi capiscano.
    Non nascondo che avrei un po’ di timore nel farlo in italiano. Queste persone sono tutti i giorni lì, come dicevo potrebbero riconoscermi. Come hanno assalito in passato i capotreni, potrebbero farlo anche con me. E non è che mi va tanto!
    Quanto alla Polfer.. per me vedono e agiscono, consapevoli che più di tanto non possono fare.
    In generale, vedo molta esasperazione da parte degli addetti ai lavori (Trenitalia o Polfer che sia) e da parte dei viaggiatori. La soluzione a questa vicenda non è semplice.

    • decisamente molta esasperazione!
      io l’ho colta nelle parole del capotreno
      Soluzioni… ce ne vorrebbero, con più severità, più mezzi, e quindi più spesa. Ma non credo che sia solo un problema economico alla base di un certo lassismo nel gestire questi eventi quotidiani

      • Purtroppo il problema è che l’Italia non ha le strutture per assorbire tutte queste persone che arrivano. Nel senso: non c’è lavoro. e quando uno da mangiare non ne ha se ne frega di diventare molesto.
        Inutile chiamare la Polfer , che volete che facciano? Mica possono ammazzarli a bastonate. Possono allontanarli ma questi chiaramente ritornano.
        Io non ce l’ho con le persone, ma l’Italia in questo momento non accoglie nuovi cittadini, ma nuovi poveracci che per vivere sono costretti a rompere le scatole alla gente in stazione

  2. Cavoli! Che situazione… mi ricorda il mio arrivo a Sharm el Sheik,, con gente che tampinava in continuo per avere mance su mance,, il problema è che con alcuni sono spariti con le valigie e si sono arrabbiati se non gli davi nulla, imprecando in malo modo. Non è tollerabile una situazione simile, soprattutto in una città come Firenze!

  3. Eh ma il problema non è solo nelle stazioni. Io oggi, tornando a casa a piedi dall’università, sono stato fermato 5 volte.
    A me solitamente non da mai fastidio, anche perché educazione vorrebbe che con un “no, grazie” il petulante interlocutore si congedasse. Il problema è quando lo fanno con insistenza.

    Almeno con gli operatori di call center posso riattaccare immediatamente il telefono in faccia dopo aver recitato la mia solita frase: “Non sono interessato. La ringrazio. A rissentirla”.

  4. Brutta situazione. Io sono un metro e mezzo, poco più e forse avrei avuto la peggio. È anche vero che la Polfer non ha il dono dell’obiquità e non sono in molti. Non sò, forse i viaggiatori dovrebbero girare in branco, ma mi sembra roba da sobborghi metropolitani

    • Già vedo i titoli sui giornali: “Stazione nel caos – Le gang di pendolari terrorizzano chiunque”
      Battute a parte temo che il problema sia a monte e che ogni soluzione sia alla fine solo una toppa provvisoria

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