A Roma un anello per ghermirli e poi meglio spostarli

Roma è una capitale europea con due linee di metropolitana, come Minsk, Sofia, Instanbul e Copenaghen: Atene ne ha tre come Budapest e Stoccolma, Lisbona e Bucarest quattro. Meglio tacere delle sedici di Parigi e Madrid, o delle tredici di Mosca e Londra.
Ma se a livello di metropolitana Roma piange, per quanto riguarda le ferrovie metropolitane non ride. Si contano otto linee, che partono tutte dal centro città: cinque dalla stazione di Roma Termini, punto in cui si incontrano le due linee metropolitane. In pratica dalle periferie e dalle città più o meno limitrofe si arriva comodamente (ritardi, guasti, sporcizia, blocchi a parte) al centro dalla città. Il problema è se da un punto della periferia si vuole arrivare ad un’altra periferia.
Considerando Roma come il quadrante di un orologio, per andare dalle 3 alle 6 bisogna per forza passare dal punto in cui sono fissate le lancette, invece che da 4 e 5, anche se questa tratta è sicuramente più breve.
Questa è la base che serve per parlare di un miraggio per tutti gli spostamenti capitolini ferroviari: il tanto desiderato, agognato e mai realizzato Anello Ferroviario, il cui nome ufficiale è Cintura Nord. Infatti è dal 1892 che sono allo studio progetti, idee e speranze al fine di realizzare una cintura di binari funzionanti che circondano la capitale.
Per chi viene da Firenze, superata Settebagni si trova la stazione merci di Roma Smistamento, e poi quella di Tiburtina. Da questa si può fare un percorso più o meno a mezzaluna che passa poi per quelle di Tuscolana, poi Ostiense, Trastevere, e San Pietro: oramai siamo già sulla linea costiera che risale verso Civitavecchia, Grosseto, Pisa e Genova.

La situazione di Roma: in rosso e viola le due metropolitane, in nero le ferrovie

La situazione di Roma: in rosso e viola le due metropolitane, in nero le ferrovie

Da San Pietro si può invece svoltare verso la stazione di Valle Aurelia (è la linea che sale a Viterbo) e qui le cose si complicano: la tratta che passa per la Farnesina e Vigna Clara è stata chiusa, ma anche se fosse aperta i treni si bloccherebbero qui. Il tracciato seguente, senza binari, è occupato da oltre 50 anni da un insieme di baracche e capannoni abusivi, dove sono state girate alcune scene di “Brutti, sporchi e cattivi”.
I primi lavori per chiudere l’anello furono interrotti con la Prima Guerra Mondiale. Ripresero, ma i lavori nella zona del Foro Mussolini (oggi Foro Italico) li interruppero di nuovo alla fine degli Anni Trenta. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si pensò bene di creare un po’ di occupazione facendoli riprendere, perchè si sa, è questa la migliore filosofia per le opere pubbliche. Ovviamente, con l’arrivo del Boom, una decina di anni dopo, il tutto si interruppe. In occasione delle Olimpiadi del 1960 si decise di riutilizzare parte delle opere esistenti per la viabilità ordinaria ed oggi in quella che doveva essere una galleria ferroviaria sfrecciano le automobili.
Per i Mondiali di Italia ’90 furono realizzate altre due stazioni, quella nei pressi della Farnesina e di Vigna Clara, utilizzando in parte vecchie gallerie del periodo fascista, in parte realizzandone di nuove. Considerati però in quale maniera barbara ed approssimativa tali lavori sono stati realizzati e completati, ad ottobre dello stesso anno la tratta viene chiusa, presto vandalizzata ed alla fine smantellata.

In grigio sottile la parte mancante dell'Anello

In grigio sottile la parte esistente ma chiusa dell’Anello; con linea tratteggiata quella mancante

Ad oggi forse oltre il 70 % dell’Anello esiste. L’unica opera importante che manca è un ponte sul fiume Tevere, in modo che i binari da Roma Nomentana possano dirigersi verso Tor di Quinto e poi Vigna Clara, riappropriandosi dell’area invasa dagli abusivi. E circa 10 chilometri di binari da mettere in opera e qualche lavoro di contorno.
Per dare un’idea oggi di cosa rappresenterebbe l’Anello completato credo sia utile dare qualche numero. Per arrivare dalla stazione di Tiburtina alla zona di Vigna Clara bisogna prendere una metropolitana ed un paio di autobus impiegando circa 45 minuti: in treno ce ne vorrebbero probabilmente 10.
Questo è un articolo del gennaio 2006 del Corriere della Sera:

IL CERCHIO si è chiuso. O meglio, si chiuderà nel 2010. Per quella data infatti le Ferrovie – che stanzieranno 1,3 miliardi di euro – contano di risolvere il problema storico della Capitale e darle finalmente una cintura ferroviaria che funga da tangenziale all’interno della città. Il Comune e Rfi, la società di rete delle Ferrovie, hanno trovato l’accordo: le 74 imprese artigiane di Tor di Quinto si sposteranno in un’area di Prima Porta, lasciando spazio libero ai binari. Entro cinque anni, salvo complicazioni, Rfi poserà i 10 chilometri di binari che mancano a completare l’ormai «mitico» Anello Ferroviario, costruendo il ponte sul Tevere e ripristinando la galleria Cassia-Monte Mario. L’obiettivo è poi quello di costruire, probabilmente in project-financing, un centro intermodale a Tor di Quinto, che dovrebbe servire anche in prospettiva dell’arrivo della linea C della metropolitana.

Nel 2010 l’assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, lo ha definito un intervento necessario per creare «un sistema di trasporto integrato degno di una Capitale europea». Le ultime notizie dicevano che sarà pronto nel 2020, per le Olimpiadi. Ah, giusto, non hanno assegnato le Olimpiadi a Roma…
A quanto mi risulta, nell’anno di grazia 2014, nessun cantiere è ancora iniziato.

3 pensieri su “A Roma un anello per ghermirli e poi meglio spostarli

  1. occupo dal 1959 parte del rilevato ferroviario di Tor di Quinto,insieme ad altri artigiani fummo assegnatari di piccoli lotti
    e comunque custodi del rilevato per contenere una nuova baraccopoli occupata da braccianti utilizzati per eseguire le opere delle olimpiadi 1960.Oggi si è verificato quello che nel 1959 si è evitato.Oggi l’area oltre a ospitare piccole attività artigianali è circondata sia sul rilevato,che nell’interno di una popolazione di persone spesso ignorate da tutti gli organi di polizia.Le varie amministrazioni comunali hanno sempre promesso una sistemazione della zona con la realizzazione del tanto desiderato anello ferroviario.Chi vuole sono a disposizione per chiarimenti e dettagli.Elio Marconi

    • La ringrazio moltissimo, sig. Marconi, per questa importante dichiarazione di prima mano sullo stato dei fatti. Purtroppo penso che se non si è riuscito negli anni ricchi del Boom ottenere la chiusura dell’Anello, nemmeno ci riusciremo adesso

  2. Pingback: Muoversi in treno a Bruxelles - #BassaVelocità

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