A Marsiglia c’è una stazione con una scalinata unica

Una grande stazione deve qualificare la città ed avere un suo spazio di pertinenza importante, e di solito questo è una piazza: basti pensare a Piazza dei Cinquecento davanti a Roma Termini o a piazza Duca d’Aosta davanti a Milano Centrale, per limitarci alle due principali in Italia. Anche la stazione di Ulan Bator, per dire, laggiù in Mongolia, ha davanti uno slargo abbastanza rilevante.
Anche la principale stazione di Marsiglia ha un accesso suntuso, monumentale, importante, ma non è una piazza.
La stazione di Marseille-Saint-Charles venne costruita nel 1848 come termine della linea che partiva da Parigi: dal più grande porto francese del Mediterraneo salpavano le navi verso l’impero coloniale in Africa ed Asia. Il lotto scelto era quello di un antico cimitero dedicato a San Carlo, lievemente soprelevato rispetto alla città. Per questo motivo, una volta realizzata, la stazione risultò priva di un accesso diretto al boulevard d’Athènes, un grande viale che attraversa il Primo arrondissement. Ci si arrivava, naturalmente, ma con un giro più lungo e sicuramente meno scenografico.

La scalinata: là in cima spunta la stazione di Marsiglia

La scalinata: là in cima spunta la stazione di Marsiglia

Fin dal 1859 la soluzione più naturale risultò quella di realizzare una grande scala monumentale, ma si sa come vanno le cose quando si tratta di opere pubbliche: il concorso fu bandito nel 1911 ed esplicitamente faceva riferimento ad uno scalone che le cui decorazioni dovevano formare un accesso monumentale al termine della prospettiva del Boulevard d’Athens. Il 3 luglio 1911 venne proclamato vincitore il progetto dell’architetto Eugène Senes in collaborazione con Leon Arnel. I lavori non partirono subito, prima per problemi tecnici e finanziari, e poi per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Solo nel 1919 il progetto venne finanziato con la clausola che fosse portato a termine per la seconda Mostra Coloniale nel 1922: naturalmente la scadenza non venne rispettata.
Ai piedi della collina gli edifici del Petit Séminaire, acquistati dallo Stato nel 1903 per installarci un collegio pubblico, erano vuoti e furono demoliti nel Dicembre 1921. Miglior sorte toccò alla statua della Vergine eretta in onore dell’Immacolata Concezione nel 1857, che venne trasferita alla fine del 1922 nella sua posizione attuale all’incrocio formato da Boulevard Voltaire, Rue Pierre Semard e Boulevard de la Liberté.
La prima pietra fu posta dal sindaco Simeone Flaissières il 17 Luglio 1923 e l’inaugurazione per l’apertura al pubblico ebbe luogo il 22 dicembre 1925. Ma mancavano ancora le sculture e così il 24 aprile 1927 si ebbe la seconda inaugurazione, in pompa magna, alla presenza del Presidente della Repubblica Gaston Doumergue, assieme al sindaco, al ministro dei Lavori Pubblici e al prefetto.
Il risultato finale è una scala che s’innalza per oltre quindi metri con 104 gradini alternati a sette “pianerottoli” più o meno grandi. Per chi esce dalla stazione e si dirige verso il boulevard le prime statue che appaiono sono quelle di un leone e di un bambino: ambedue reggono ambedue un cartiglio con un motto; “sole e mare” è uno, “il mondo è energia” è l’altro.
Scendendo, in prossimità di uno dei pianerottoli, ci sono due grandi piloni marmorei che reggono un fanale ed alla cui base si trova una complessa scultura allegorica. Dalla schiuma del mare spunta la prua di una nave che solca i flutti ed è affincata da due delfini; sui fianchi escono tre remi per lato e sulla punta c’è una testa di ariete. Sopra tutto questo siede una donna.

Marsiglia, porta dell'Oriente

Marsiglia, porta dell’Oriente

Quella a sinistra è simboleggia Marsiglia come porta verso l’Oriente: indossa un abito lungo, ha le gambe incrociate, siede su uno scranno decorato con grifoni e brandisce un tridente. Quella a destra rappresenta l’antica colonia greca di Marsiglia, indossa un mantello, siede su un sedile di foggia antica e sulla mano destra reca una statua della dea Diana. Dal momento che tutto ciò evidentemente sembrava troppo poco, sul corpo dei due piloni sono scolpiti gli stemmi di alcune città francesi: quello a sinistra reca le armi di Nizza, Marsiglia ed Aix-en-Provence, quello di destra di Lione, Marsiglia e Parigi.
Scendendo ulteriormente sono dislocati sei piccoli gruppi in bronzo che rappresentano i prodotti della Provenza: a sinistra la mietiura, la frutta e la pesca, a destra la vendemmia, i fiori e la caccia.
Dopo tutto questo profluivo di allegorie arriva il pezzo forte, che si trova al livello del boulevard: su una sorta di basamento stanno distese due sculture di Louis Botinelly che rappresentano le Colonie d’Africa ad Occidente e le Colonie dell’Asia” ad Oriente. Sono rappresentati nelle vesti di due donne sdraiate su una sorta di triclinio con due bambin ai loro piedi.

Le colonia d'Africa

Le colonia d’Africa

Quella dell’Asia ricorda una principessa khmer, e ha ai piedi una bambina con uno chignon ed un giovane ragazzo, mentre alla sua sinistra c’è un leone, anch’esso tratteggiato secondo gli stilemi dell’arte khmer. Questa rappresentazione è stata certamente influenzata dalla Fiera Coloniale del 1922, tenutasi presso il Parc Chanot, dove nel padiglione dell’Indocina si esibivano danzatori cambogiani. La donna che rappresenta le colonie d’Africa invece ha nelle vicinanze un teschio di bufalo con le corna ricurve ed una scimmia con il suo cucciolo mentre ai suoi piedi i bambini tengono uno una maschera africana, l’altra una zanna di elefante.
Siamo nel 1927: venticinque anni dopo di tutto questo orgoglioso mondo coloniale e della sua grandeur non sarebbero rimaste nemmeno le briciole.

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