A Gerusalemme c’è una stazione senza treni

Io non mi muovo moltissimo, lo ammetto. Altri invece sì, e quando so dei loro viaggi mi piace parlare di qualcosa a tema, così da accompagnarli, in un certo senso.
Patrick Colgan in questi giorni viaggia per Israele: quale occasione migliore che fornirgli qualche spunto per conoscere una stazione tornata da poco alla vita, e che vita!
La stazione ferroviaria di Gerusalemme (in ebraico: תחנת הרכבת ירושלים) è la più antica stazione della Città Santa, e si trova tra via Hebron e via Betlemme, nell’attuale piazza David Remez, nei pressi della cosiddetta Colonia Tedesca, un quartiere costruito da protestanti tedeschi nel XIX secolo. Quando era in funzione era conosciuta anche come la stazione di Khan per il vecchio edificio caravanserraglio, ora Teatro Khan, che si trova dall’altra parte della strada.
L’idea di costruire una ferrovia che collegasse la costa a Gerusalemme è della metà del XIX secolo: ottenuti i permessi dal governo ottomano i lavori furono intrapresi da una società francese, la Société du Chemin de Fer Ottoman de Jaffa à Jérusalem et Prolongements. Nel 1892, la costruzione della linea da Jaffa a Gerusalemme (oltre 86 chilometri che dal livello del mare si inerpica fino ad una altitudine di 747 metri) fu finalmente completata e la stazione venne inaugurata il 26 settembre 1892 alla presenza dei principali dignitari della città, ebrei e arabi. Tra i presenti alla cerimonia c’era Eliezer Ben Yehuda (1858-1922), giornalista che fu il primo a svilluppare la moderna lingua ebraica, creando molte parole che ancora non esistevano: per l’occasione coniò l’attuale termine con cui ci si riferisce alla treno, Rakevet cioè “cavallo d’acciaio”.

La stazione negli Anni Novanta dell'Ottocento

La stazione negli Anni Novanta dell’Ottocento

L’edificio costruito è una struttura simmetrica che contiene gli uffici di stazione, la biglietteria ed un piccolo piazzale coperto ed era identico alle stazioni di Ramla e Jaffa, essendo tutte coeve. Le volute triangolari sul tetto del primo piano, su entrambi i lati della sala della biglietteria, risalgono agli Anni Venti e furono aggiunte dalla compagnia pubblica dei trasporti Palestine Railway, che gestiva le linee ferroviarie durante il Mandato Britannico sulla Palestina. L’edificio ha subito numerose ristrutturazioni nel corso degli anni, ma la sua forma di base non è cambiata dal 1920.
Nel 1948, con la prima guerra tra Israele e gli stati limitrofi il traffico ferroviario ovviamente venne interrotto. Con l’armistizio di Rodi, che dava Gerusalemme Est e la Città Vecchia al Regno di Giordania e l’altra metà della città a Israele, il quartiere dove si trovava la stazione rimase diviso: la zona a sud della linea ferroviaria era della Giordania, mentre la la linea ferroviaria stessa e una piccola area nella parte nord di questa era sotto il controllo israeliano. I treni tornarono a transistare nel 1949 e questo stato di cose durò fino alla guerra del 1967, quando Israele conquistò tutta la Cisgiordania.

1956: il treno ferma quasi sul confine di due stati

1956: il treno ferma quasi sul confine di due stati

Come per tante altre stazioni nel mondo con il passare degli anni il numero di passeggeri che utilizzavano la linea è diminuito; nell’ultimo periodo c’erano solo un paio di corse che arrivavano qui da Tel Aviv South o da Haifa. Forse anche per questo la manutenzione ed i controlli diminuirono tanto che durante gli Anni Novanta si ebbero spesso piccoli deragliamenti. Alla fine il governo decise di chiudere tutto l’ultimo tratto della linea, che da Beit Shemesh attravesa il torrente e le colline di Nahal Sorek per arrivare a Gerusalemme. Il 14 agosto 1998 l’ultimo treno ha lasciato la stazione, e il 15 agosto 1998 la stazione è stata ufficialmente chiusa.

2011: una stazione abbandonata

2011: una stazione abbandonata

Qualche anno dopo il governo ha cambiato idea e ha riorganizzato i trasporti ferroviari per arrivare fino a Gerusalemme, e dal 2005 i treni fermano sia nei pressi dello zoo della città che nel quartiere di Malha: il capolinea è davanti al Teddy Stadium e ad un grande centro commerciale.
E della vecchia stazione che ne è stato? Gli israeliani hanno compiuto una trasformazione da cui noi dovremmo solo prendere esempio.
In un primo tempo, abbandonata a sè stessa, è stata vandalizzata, nonostante le zone limitrofe fossero sede di importanti eventi culturali come è stata utilizzata per eventi culturali come il Jerusalem Film Festival, Jerusalem Jazz Festival and Israel Festival. Poi, la vera rinascita.

Chapeau, Gerusalemme!

Chapeau, Gerusalemme! (foto tratta dal blog A Jerusalem Journal)

Nel maggio 2013 la stazione è stata riaperta come HaTakhana HaRishona (cioè “La Prima Stazione”), luogo di cultura, svago ed intrattenimento. Dopo la ristrutturazione costata 9,3 milioni dollari e finanziata dal Comune di Gerusalemme e dll’Autorità per lo Sviluppo di Gerusalemme adesso, ricoperti i binari con travi di legno, ci sono circa 4.000 mq dove hanno trovato posto sette tra ristoranti, bar e caffè, un mercato a chilometri zero il giovedì ed il venerdì, vari negozi, ed una mostra fotografica all’interno dell’edificio. Si svolgono eventi musicali, letterari ed artistici, e c’è persino con una pista pedonale e ciclabile costruita lungo il percorso dei vecchi binari del treno.
Il sito ufficiale è http://www.firststation.co.il/en/: belle foto storiche, eventi, attività, cosa si può mangiare e le attrazioni più vicine sono perfettamente illustrate.
Avercene, di stazioni così in Italia!

2 pensieri su “A Gerusalemme c’è una stazione senza treni

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