A Cotignola c’è un teatro al binario

Dagli Anni Novante la stazione di Cotignola, lungo la linea Faenza-Lavezzola, è impresenziata e lo scalo merci chiuso: questa volta però non parlo di uno dei soliti casi di strutture abbandonate e devastate. I treni passano, pochi ogni giorno e sporadici, tanto che la stazione al primo piano ospita un centro sociale giovanile, mentre quello superiore è esclusivamente adibito ad abitazione privata.
Ed invece della zona merci che ne è stato?
Per raccontare un piccolo miracolo (civile, culturale e pure ferroviario) dobbiamo tornare al 1998, quando nasce, come Associazione Culturale, la Compagnia TeatroVivo, oggi ricostituita in Società Cooperativa.
Il suo scopo “è l’esigenza di tutela e diffusione della Commedia dell’Arte, forma di teatro che ha attraversato già cinque secoli di storia ma che, pur rimanendo sempre attuale grazie alla sua natura, rischia di essere soltanto ricordata nei testi scolastici a causa di una cultura teatrale che spesso trascura le sue radici.” (fonte)
Una così bella realtà aveva bisogno di uno spazio adeguato e così dopo anni di abbandono, grazie ad un progetto di riqualificazione sostenuto da Comune e RFI, nel 2006 fu inaugurato il Teatro Binario, ricavato dalla ristrutturazione del magazzino, di alcuni carri merci in disuso e degli spazi circostanti.
Il riutilizzo dell’ex deposito ferroviario di Cotignola fa parte di un progetto pubblico sostenuto dal Comune relativo la riqualificazione dell’intera area del magazzino merci e della sua trasformazione in attività teatrale. La ratio dietro questa scelta è molto interessante e parte dall’analisi della struttura stessa del teatro come edificio. Noi siamo abituati a pensarlo come un corpo architettonico completo e chiuso, e questo perchè abbiamo tutti in mente quella tipologia, da cinque secoli dominante nel nostro continente, che è il “teatro all’italiana”: platea, galleria, loggione, palcoscenico e così via. In altre tradizioni invece non è così, basti pensare ai teatri greci aperti sulla natura, essa stessa parte della scena.

Quello al centro è il teatro!

Quello al centro è il teatro!

Per il TeatroBinario (questo il nome del complesso di Cotignola) i singoli elementi ferroviari -carri, vagoni, binari, deposito e piazzale- si uniscono nel creare un unicuum armonico. I vagoni sono divenuti i principali luoghi destinati alle attività pubbliche, quali la caffetteria, spazio incontro e punto informativo, e ai servizi di supporto al teatro, come i depositi e i camerini. L’ex deposito ristrutturato è naturalmente diventato lo spazio scenico e per il pubblico: le sedute sono costituite dai praticabili mobili a tribuna per un totale massimo di 90 posti a sedere. Le pareti interne della sala sono dotate di pannellature in griglia di ferro elettrosaldate e ancorate alle pareti stesse: hanno la funzione di superfici di ancoraggio per qualsiasi esigenza teatrale. Le sue aperture originarie sono tutte utilizzate o come collegamento con i vani tecnici e dei camerini, o singolarmente o contemporaneamente come ingressi.
Tutto lo spazio esterno, quello dell’ex piazzale di carico, è stato recuperato e curato tramite percorsi, una sequenza di alberature e siepi, e la scelta di differenti tipi di materiali di calpestio, come la terra battuta, il prato, i sentieri in pavé. Infine una parte è stata trasformata in giardino artistico, caratterizzato da un pergolato verde: costituito da un parterre in ghiaia di uso ferroviario, presenta 45 barre di ferro in verticale che sostengono, a quote differenti, i pannelli di rete elettrosaldata su cui si arrampica l’edera piantata singolarmente accanto ad ogni barra.
Merita andarci, vero?

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