A bordo del norry con Silvia

Come annunciato lunedì oggi parliamo con Silvia Moggia, viaggiatrice d’eccezione che ha girato il mondo e che, nelle prossime settimane, condividerà con noi i suoi ricordi. Per questo viaggio in giro per il globo a bordo di treni inconsueti e stazioni poco note partiamo da quell’angolo di Asia, che Silvia ha definito “Contraddittoria Cambogia”.

Il norry è sia una esperienza per turisti che un modo di locomozione “non ufficiale”. Come lo hai conosciuto?
La prima volta me ne ha parlato un caro amico una decina d’anni fa. All’epoca sognavo un viaggio in Cambogia a seguito di un documentario visto in tv, nel quale avevano accennato al treno di bamboo… quando poi si è trattato di iniziare a valutare il mio itinerario di viaggio me ne sono ricordata e ho fatto qualche ricerca su internet per vedere che tratta copriva e se esisteva ancora.

Ti avevano detto che non era legale? Sapevi di possibili ammende?
Si, l’avevo letto. In realtà non è che sia proprio illegale… è che la polizia si apposta sul percorso per chiedere tangenti al conduttore… non c’è una regola norma che lo vieti, semplicemente, come per molte altre cose in Cambogia, la polizia si arricchisce minacciando di renderlo illegale.

Dove hai iniziato il tuo viaggio sul norry?
Sono partita dalla stazione di Battambang, situata a pochi minuti in tuk-tuk dal centro.
In realtà la stazione non è che un agglomerato di bancarelle che vendono di tutto, da finger food di vario genere a piatti da asporto, seta, souvenir etc. Ci sono anche dei bagni, ma non ne ho usufruito e saranno comunque nella media del paese…

Sul tuo blog hai scritto di avere pagato 6 dollari. La tariffa era unica o si basava sulla distanza? A chi lo hai pagato?
La biglietteria è un tavolo sotto ad un ombrellone… :-) Il responsabile fa pagare il biglietto – quello da me pagato era solo per una breve tratta, fino alla fabbrica tradizionale di mattoni che volevo visitare e ritorno – e attribuisce clienti e “carrozza” al conducente, che è invece proprietario del motore. Il motore è tipo un fuoribordo marino, ma più rudimentale e si incastra tra le tavole del vagone, collegandolo alle ruoto tramite cinghie.

Quanto è durato il viaggio e dove siete arrivati?
Il viaggio è durato una quarantina di minuti circa, fino alla fabbrica di mattoni in aperta campagna.

Questa enorme cupola vista dell'interno è il maxi forno, anch'esso in mattoni

Questa enorme cupola vista dell’interno è il maxi forno, anch’esso in mattoni: grazie Silvia per la foto

La linea taglia solo le campagne o attraversa anche piccoli villaggi o risaie?
Si attraversano piantagioni miste, costellate di capanne sparse qua e là. Il paesaggio è bellissimo.
Il passaggio sui vari ponti (binari sospesi…!) mette un po’ d’ansia, anche perché implica accelerazioni improvvise… suppongo per essere certi di passarlo alla svelta e non restare bloccati proprio lì?

Ho visto dalle foto che le singole “carrozze” sono di varia dimensione: la tua com’era? Viaggiavi da sola, oltre al conducente?
Vanno dai 4 ai 6 metri circa di lunghezza. Ricoperte da stuoie e cuscini per i passeggeri.
La mia era abbastanza grande, anche perché oltre a quattro passeggeri, a bordo avevamo anche una motocicletta e vari sacchi di riso e farina…
Il mio conducente era una Miss :-)

Quali sono state le difficoltà o le scomodità maggiori?
Beh, sicuramente non è un mezzo di trasporto comodissimo… privo di ammortizzazione e schienali per i passeggeri. Si sta a gambe incrociate sul cuscino (tipo quelli da sedie di cucina).
La più grande scomodità è comunque data dagli svariati “saltini” che si fanno ad ogni imperfezione delle rotaie.

Se piove sai cosa succede?
Durante la stagione delle piogge credo che il servizio sia sospeso, ma non ne sono certa.

Qual è stata la parte più bella di questa esperienza?
Il tutto mi ha molto divertita, ma sicuramente il momento indimenticabile è stato l’incontro con un altro norry!
La regola è semplice, il norry meno carico deve smantellare tutto e mettersi sul lato dei binari per dare precedenza all’altro… una volta partito, si rimonta tutto e si continua :-)
Il mio era il più carico, quindi siamo solo scesi per aiutare gli altri a scaricare, smontare, rimontare e ricaricare il loro.
Se passate da Battambang, e vi consiglio di inserirla come tappa, non potete rinunciare a quest’esperienza.
La fabbrica di mattoni che ho visitato poi merita sicuramente una visita!

Montagna di riso grezzo, materia prima nella costruzione dei mattoni... grazie a Silvia per la foto

Montagna di riso grezzo, materia prima nella costruzione dei mattoni… grazie a Silvia per la foto

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