A bassa velocità a…

Che prenda un sacco di treni credo si sia capito, cosiccome che mi piacciano molto le stazioni.
Ammetto però che certe volte, anzi, quasi sempre, dopo essere sceso dai treni ed arrivato a destinazione esco dalla stazione e lascio per un po’ alle mie spalle il mondo ferroviario.
Tocca quindi parlare poco poco di me. Il viaggio sui treni mi piace, almeno sulle lunghe distanze, per un sacco di motivi alla base di molti post. Ma quando arrivo da qualche parte preferisco muovermi a piedi, o al massimo in bici: penso sia il mezzo migliore per comprendere l’ambiente intorno a me.
Mi rendo conto che adesso sembra essere diventata una moda, ma so di prediligere questo modo di spostarmi da molti anni: allora esistevano gli walk-man, le musicassette si mandavano avanti (o indietro) utilizzando una penna bic e potevi telefonare a qualcuno dalla strada se avevi un gettone o 200 lire.
E con questo ho appena denunciato che mi sono formato un sacco di tempo fa :)

La mia vecchissima bicicletta prende l'ombra sotto la Linea Gotica

La mia vecchissima bicicletta prende l’ombra sotto la Linea Gotica

Sono sempre stato un viaggiatore a bassa velocità, insomma. Anche quando non si parlava di slow food, slow life, slow quello che vuoi che fa figo
Conseguentemente, credo, ho sviluppato un profondo apprezzamento per quei posti che oggi chiamiamo a dimensione umana.
Ad Atene, qualche secolo prima di Cristo, Socrate andava a piedi fino al Pireo. La più grande città dell’antichità, Roma, si estendeva dalla odierna Piazza del Popolo a Piazza San Giovanni: con calma in poco più di un’ora la si attraversava tutta. Provatelo a farlo oggi, da un capolinea all’altro della metropolitana…
Per me una città a misura d’uomo è quella che posso attraversare in lungo ed in largo a piedi senza che questo costituisca una “traversata nel deserto”. Non nego che possa restare affascinato dalla metropoli lucente il cui profilo si staglia contro il cielo (uscite alla Stazione di Milano Porta Garibaldi e ditemi che ne pensate) ma il mio cuore tendenzialmente batte per un altro tipo di città. Che spesso e volentieri, poi, si trova sulle mie amate linee ferroviarie minori.

Tipica piazza "a bassa velocità"

Tipica piazza “a bassa velocità”

Ed allora parlane, mi è stato detto da una blogger proprio ganza: si tratta sempre di bassa velocità!
Il blog resterà sempre a tema ferroviario, rassicuro quei quattro affezionati che mi seguono. Ogni tanto, però, uscirò per così dire dalla stazione e racconterò quello che ho visto e che mi è piaciuto.
Quindi preparatevi: domani vi farò fare un tuffo nella liguritdine e vi parlerò di Levanto!

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